Archivio dell'autore: Sergio Baratto

Delle cose perdute

Che anni opachi, se mi guardo indietro. Quante persone perdute per strada che credevo avrei avuto per sempre accanto, quante cose che credevo eterne sono svanite, il più delle volte consumandosi impercettibilmente giorno dopo giorno, forse per abituarmi in modo … Continua a leggere

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Troppo presto, troppo tardi

A volte mi capita di pensare a cosa sarebbe stata la mia vita scrittoria se fossi nato vent’anni più tardi, se non fossi nato vent’anni troppo presto, se il momento in cui ebbi quella improvvisa assurda illuminazione per lo scriver … Continua a leggere

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Quindi non sono ancora

Così eccomi, quasi alla fine di un altro anno, di un altro anno di merda e luce, quarantacinquenne, padre, chi cazzo mi ha messo qui, com’è che sono arrivato qui, squarci di agghiacciante consapevolezza barbagliano per un attimo nel torpore … Continua a leggere

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Sufficit diei malitia sua

Torno in provincia. Il cielo è grigio, l’aria afosa, ogni tanto qualche goccia solitaria si spiaccica contro il parabrezza. Habiate qui dicitur Grassus mi accoglie come sempre sonnolento, chetato. Ci sono frotte di adolescenti usciti dalle scuole superiori assiepati sul … Continua a leggere

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Nei boschi, sulle montagne

Vado per sentieri non segnati, noti ormai soltanto a qualche vecchio taglialegna o cacciatore della zona. Attraverso boschi silenziosi, pieni di passaggi intricati, regno incontrastato di cinghiali e caprioli, dove l’ultima lattina abbandonata reca come data di scadenza il 2008. … Continua a leggere

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Dialogo edificante tra me e Gmurk

– Madonna, Gmurk, quanto sono brutti i ragazzi di oggi, con quelle pettinature di merda e tutti quei tatuaggi tutti uguali… – Eh, dai, mica son tutti così… – No, ovviamente mica tutti, ma tanti. Hai visto quanti? Con quelle … Continua a leggere

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E ho anche voglia di / stop whining

E ho anche voglia di andarmene da questo Paese disgraziato, sempre più tetro e più morto, ma non posso, perché il lavoro scarso e precario che ho è il solo che ho, perché ho prole, perché ho pochi soldi, perché … Continua a leggere

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Here comes the black hundred

C’è ’sto romanzo, ch’è uscito un paio d’anni fa in questo periodo, in cui raccontavo – pars pro toto – di una Lombardia appena dissimulata in cui la crisi (non la crisi economica, ma la crisi generalizzata della civiltà) smangiava … Continua a leggere

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Potere / popolo

Trovo l’esperimento di Potere al Popolo interessantissimo, perciò vorrei provare a buttare giù qualche considerazione del tutto soggettiva e personale. Naturalmente posso sbagliarmi di grosso: del resto io non sono un politologo e questo non è un trattato politico, ma … Continua a leggere

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Chasin’ Trane

Stamattina vado sotto il diluvio a vedere il documentario su Coltrane, “Chasing Trane”, in quel posto abbastanza orrido che è il nuovo Anteo. Dopo una fila sovietica in mezzo ai marmocchi (grazie alla quale posso constatare che davvero esistono genitori … Continua a leggere

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Lo smottamento delle cose

Siamo abituati a pensare ai cambi d’epoca sulla base di riferimenti temporali un po’ legnosi (gli anni Sessanta, gli anni Settanta ecc.: a volte hanno senso, a volte meno) o di eventi memorabili nel bene o nel male. Invece spesso … Continua a leggere

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Il culmine della creazione

Pedalavo nella scighera lungo il canale. Nessuno intorno, solo una comitiva di ciclisti fluorescenti che è subito scomparsa all’orizzonte e il solito vecchietto con la bici sderenata, anche lui presto inghiottito dalla foschia. A un certo punto mi sono ritrovato … Continua a leggere

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Good Old Soul

Tina Brooks, True Blue, 1960, Blue Note. Mi sono procurato questo album a un prezzo irrisorio. È meraviglioso e suonato da dio: hard bop purissimo. Se cerchi l’avanguardia: non ce n’è. Se cerchi della gran musica: eccola. Inoltre ha una … Continua a leggere

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A place to call my own

Una sera di quest’estate tornavo a Milano da solo in macchina, dopo aver passato un pomeriggio a pedalare in campagna. Guidavo lungo la provinciale, a destra il Naviglio a sinistra i campi e la ferrovia (che si svela solo quando … Continua a leggere

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Le due estati

La sensazione strana, anche dolorosa, finanche lacerante, di vivere contemporaneamente su due piani di realtà incompatibili, disarmonici. Come mettere insieme due mondi alieni e ostili l’uno all’altro, come materia e antimateria che s’annichilano a vicenda – da una parte questa … Continua a leggere

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