Archivi categoria: Scrivere

Della solitudine

Je suis subtil, silencieux, presque invisible, mais je n’ai pas peur de ce silence, de cette invisibilité. Je suis seul, en quelque sorte. Ça ne me cause aucune douleur. Ils me disent: c’est le désert! At alors? J’aime les déserts, … Continua a leggere

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Ok, ma il corpo in questione è bello o brutto?

C’è questo professore di italianistica che prende una frase del mio romanzo che si trova a pagina 2 (quindi sicuramente non sarà stato costretto a leggere tanto) e la/mi prende a esempio di una tendenza negativa della letteratura italiana contemporanea … Continua a leggere

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La Steppa

È andata così. Due, tre pagine buttate giù per un estro improvviso ma passeggero, intitolate provvisoriamente “La steppa”. Nient’altro che un incipit, un abbozzo di descrizione di paesaggio post-industriale, ispirato ai luoghi che attraversavo la mattina presto, in inverno, per … Continua a leggere

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Figlio di carta

Alla fine sì, è successo, nonostante le precauzioni: l’8 marzo prossimo, dopo lunga e travagliata ma anche in fondo esaltante gestazione, mi nasce questo figlio di carta. Qui sotto, nella foto, la copia staffetta. Anzi l’ecografia staffetta :-)

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“Diario di un’insurrezione” in epub

Piccolo intermezzo autopromozionale: da oggi il mio Diario di un’insurrezione (Effigie 2012) è disponibile in formato digitale a un prezzo irrisorio (4,99 €) grazie al lavoro e alla generosità di una piccola e ardita casa editrice, Prospero. Il libro si … Continua a leggere

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Una sera d’autunno del Medioevo

(Scritte tra il 2005 e il 2007. Dieci anni o quasi e sentirsi ancora immersi nella stessa merda.) Una sera d’autunno del Medioevo Al massacro come a una festa e senza perdòno se divampano le fiamme le spegneranno a sputi … Continua a leggere

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Umbrìa d’omm, de sogn disaster

Sa sbranen, vün cun l’alter sa massacren i dì d’inverna – sang de temp, gris laster de carisna, ferr e nìvul e matìnn d’eterna piöva in duve, cume besti ancestral sgunfi de pagüra e pienn de famm, per i strad … Continua a leggere

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Cinque feste della città di A.

(Fine settimana di caroselli, zucchero filato e autopiste al paese. Così metto qui un racconto non-racconto che avevo postato sul Primo amore qualche tempo fa.) 79 Quand’ero piccolo, nella casa in cui vivevano i miei nonni e mia zia trovavo … Continua a leggere

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Traguardo

Sì, traguardo.

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In valle reducta

Nella valle nereggiano le notti velieri il cosmo non è che uno spolvero di luci fari di macchine perse sui muri di vecchie case deserte lampioni tane di gatti tignosi reti sfondate ragnatele ruggine teglie di pasta avanzata e roveti … Continua a leggere

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Settembre

A Remo È meglio crepare nel sole o in un giorno di pioggia Una scia che si spegne nel cielo azzurrino e non lascia traccia nella storia Di collina in collina il vecchio celta portava sacchi d’erba tagliata uno per … Continua a leggere

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Speranze avventizie morteposticipi mi aggrappo a fedinfanti e dee madonne invoco una salvezza spinacristi e mi innamoro della vita intera persino del suo sterco anche la merda in limine mortis ha un buon profumo

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Nel mio lacero collo infileresti il tuo dito profumato buon Gesù caveresti con l’unghia tua santa la spina Signore verresti a portar mattino? Mi basta una carezza e io sarò salvato

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2013 meno 2003 uguale 10 anni

Oggi il mio blog compie dieci anni (qui il primo post). È stupefacente, ma in un certo senso è anche orribile. Se non altro per l’inesorabile progressione cronologica. Avevo all’epoca – ancora per poco – meno di trent’anni. Ora, tra … Continua a leggere

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Bruciare in rete

La situazione imporrebbe un gran bla bla di politica, lo so. Proprio per questo evito come la peste di parlare a caldo (e a vanvera) delle elezioni e parlo piuttosto dell’onore con cui, grazie alla generosità del suo artefice Francesco … Continua a leggere

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