Archivi del mese: aprile 2014

Idioletto famigliare #8. «Biòtt»

Ovvero “nudo”: una bella, gloriosa e giustamente nota parola milanese. Poiché si ritiene che provenga dal longobardo *blauz (“nudo, spoglio”), è anche una parola antichissima, che in Langobardia Maior si usa ininterrottamente da quasi mille e cinquecento anni. «Va’ no … Continua a leggere

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Non un oggetto da museo ma una cosa viva

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Idioletto famigliare #7. «Béula»

La béula non è un temine fantasioso coniato da William Blake, bensì la beola, parola registrata persino dal Treccani: ossia la lastra di pietra (solitamente di ardesia o di roccia metamorfica scistosa) altrimenti detta pioda o losa che si adopera … Continua a leggere

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Idioletto famigliare #6. «Belé»

Gioia, gioiello, bellezza nel senso di “thing of beauty” e perciò, spesso, “bel bambino”. “Belé” è una parola milanese usata pressoché esclusivamente dalle donne della mia famiglia: linguaggio femminile, dunque, e della più pura acqua. Quand’ero piccolo e ancora bello, … Continua a leggere

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Idioletto famigliare #5. «Baslotto»

Il baslòtt, in milanese, è una scodellona. Come spesso accade, lo italianizzo senza avvedermene, cosicché ancor oggi sovente non mangio “un piattone”, bensì “un baslotto” di pasta (o di risotto giallo, o di trippa). Una volta m’è scappato di dirlo … Continua a leggere

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Idioletto famigliare #4. «Baslètta»

La “baslètta” (con la e aperta, anzi apertissima) in milanese e in altre lingue gallo-italiche è il mento ovvero la bazza, insomma la scucchia (direbbero quelli di giù). «Ho pestato la baslètta» avrei detto da bambino dopo una rovinosa caduta … Continua a leggere

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