Lo smottamento delle cose

Siamo abituati a pensare ai cambi d’epoca sulla base di riferimenti temporali un po’ legnosi (gli anni Sessanta, gli anni Settanta ecc.: a volte hanno senso, a volte meno) o di eventi memorabili nel bene o nel male.

Invece spesso le epoche – non tanto dal punto di vista della Storia grande, quanto piuttosto da quello del costume, della vita quotidiana, che non è meno importante e significativo – non si susseguono bruscamente, per salti e scatti, ma cambiano con un movimento tettonico quasi impercettibile di smottamento continuo, millimetrico, per dettagli, piccole vene. È questa frana al rallentatore, forse, che contribuisce alla disattenzione con cui subiamo queste modificazioni, è per essa che sovente non ci accorgiamo dei mutamenti che attraversano le nostre vite mentre attraversiamo la vita anno dopo anno distratti dalle incombenze del presente o dalla rincorsa del futuro. Le vecchie abitudini cedono silenziosamente il passo alle nuove, una per volta, a scaglioni. Ce ne rendiamo conto solo dopo molto tempo, all’improvviso. Pangea non esiste più, ci sono Laurasia e Gondwana: quando è successo? Dov’ero? Eppure ero qui! Non ho sentito il terreno scuotersi sotto i miei piedi e tremare e spaccarsi!

Ogni tanto, di solito mentre cammino o pedalo in solitudine, mi capita di mettere a fuoco questo o quel cambiamento, e di domandarmi se si possa identificare anche solo vagamente un momento o un periodo in cui questo passaggio di stato si è reso più visibile (o meno invisibile).

Quand’è stato che le balle di fieno hanno smesso di essere quadrate e sono diventate rotonde?

Quand’è stato che sulle bici si è smesso di usare la vecchia dinamo e si è passati alle lucine a batteria da manubrio?

Quand’è stato che Halloween ha cominciato a sostituirsi al Carnevale?

Questa voce è stata pubblicata in Appunti, Diario, Il lavoro della memoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Lo smottamento delle cose

  1. laura ha detto:

    Anche altre domande sorgono spontanee. Se esistesse ancora la Pangea saremmo tutti di colore? e comunque inquietano questi cambiamenti repentini, che a volte non lo sono affatto, ma ci appaiono tali a causa della nostra disattenzione, per il fatto di vivere come piante senza esserci veramente nelle cose.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...