Le due estati

La sensazione strana, anche dolorosa, finanche lacerante lacerante, di vivere contemporaneamente su due piani di realtà incompatibili, disarmonici. Come mettere insieme due mondi alieni e ostili l’uno all’altro, come materia e antimateria che s’annichilano a vicenda –

da una parte questa estate così tranquilla, lente festinans, fatta di sortite a piedi o in bici nella calura in cerca di musica e libri e roba indiana piccante da mangiare, via Fara, via Manuzio, il parco Segantini, la Sormani, San Nazzaro, piena di musica bellissima, Neil Young la mattina presto andando al lavoro, in macchina, Coltrane con Eric Dolphy in Europa nel ’61, Lee Morgan, Clifford Brown, gli Hot Five e gli Hot Seven, Joe Henderson, Agartha e Pangaea, e di sera Antonia Pozzi –

dall’altra questo orrore collettivo, questa orribile sensazione di scivolare sempre più velocemente e ineluttabilmente giù, senza ritorno, scaduto il tempo utile ad aggrapparsi a qualcosa, questa estate di prove generali di fascismo, di stupidità, ottusità e cattiveria generalizzate, il chiacchiericcio feroce che si leva continuamente, sempre più pervasivo, sempre più egemonico, la sensazione di solitudine e di impotenza, di sbigottimento di fronte alla perfetta impermeabilità della stupidità, la “gente” incazzata, le guerre tra poveri, i comunisti in festa, la musica di merda, i ventenni con capelli tutti uguali, i dentisti che amano il nero ma odiano i neri, i letterati coglioni, i giovani leoni della critica che il romanzo è morto ma la critica no, che scrivono poesie per esprimere poeticamente l’impossibilità di fare poesia, i salvini piccoli e grandi che a ogni epoca e a ogni generazione rispuntano e proliferano come metastasi immortali, la colpa è delle ong, gli immigrati di merda, i giovani muscolosi, gli smartphone, i 35 euro, le risorse boldriniane, il senatore esposito, il decreto minniti, il pugno duro di renzi, compagni per Assad, camerati per Assad, la mia generazione rincoglionita su Fb, i vecchietti razzisti, le vecchiette razziste, la domenica a messa il lunedì a fare pogrom, prova a costruire una chiesa nei loro paesi, le navi fasciste, il crowdfunding fascista, i saluti fascisti, le notizie di merda, i video del cazzo, o cani sono meglio degli esseri umani, salvate il cuccioletto adorabile dal canile, il padrone l’ha picchiato, pena di morte, non salvate il negretto, affondare il gommone, sparargli addosso, sei milioni cinquecentomila condivisioni, condividi se sei incazzato, clicca mi piace se sei d’accordo, nina moric, neymar, trump, putin, gli accordi sul clima, rubbia smonta la bufala dei cambiamenti climatici, di battista asfalta tizio e caio del pd, pdiota, il piano Kalergi, non hai mai sentito parlare del piano Kalergi, ci sono dietro gli Usa, c’è dietro Israele, c’è dietro Soros, c’è sempre dietro qualche ebreo, io non sono contro i vaccini ma, i vaccini uccidono i bambini, vaccinisti nazisti, stelle di David gialle su sfondo di uniforme concentrazionaria a righe con scritto bambino non vaccinato, dittatura di big pharma, guido viale, le parole usate a vanvera, le parole usate di merda, invasione, degrado, buonisti, la sensazione terrificante che mi fa dire, sottovoce, è fatta, è finita, sono fottuto, siamo fottuti –

come vivere nello stesso tempo e con lo stesso corpo in due sfere di esistenza così incompatibili senza andare in pezzi?

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2 risposte a Le due estati

  1. elos ha detto:

    Quello che posso dirti, Sergio, nonostante il lacerato sia visibile agli occhi di tutti, nonostante eticamente come essere umano non possa essere dimenticato, cerca ostinatamente di aggrapparti alla prima delle due realtà, fondertici in un’immersione che ti permetta di guardare l’altro mondo con gli occhi ricchi e pieni di commozione per la bellezza del primo. Che non è scontata : forse quando anche il proprio microcosmo va in pezzi non si percepisce lo strappo, il salto, ma interviene l’orribile disperazione di essere (nel)lo stesso putridume del fuori, coincidere con il male, con lo scarto. Non appare conflitto ma il vissuto vergognoso di aderenza al brutto delle cose. So che avere un’isola felice non basta, ma averla è già un dono prezioso. (Perdonami se ho detto stronzate)

  2. elos ha detto:

    Poi mi è bastato riaffacciarmi ca piena testa nel mondo per sentire tutto quello che dici. (a prescindere dalla prima realtà : la seconda è arrivata al suo peggio, ferisce gli occhi, tutti i sensi – continua a farlo, anche ora, in questo esatto istante).

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