Il sinonimo di “pietista” nel XXI secolo

“Pietismo” e “pietista” erano termini usati in senso dispregiativo nell’Italia fascista degli anni delle leggi razziali. I “pietisti” erano quegli italiani (ovviamente “ariani”) che provavano sentimenti di pietà e di simpatia per gli ebrei. «Bisogna reagire contro il pietismo del povero ebreo» fu lo slogan coniato dal duce in persona.

I documenti dell’epoca sono pieni di spunti – diciamo così – interessanti. Prendiamo per esempio questo titolo della “Stampa” di Torino, risalente all’autunno 1938: «Il pietismo di Roosevelt. (…) Perché ci si commuove per gli ebrei e non per i massacri nella Spagna rossa?». Ricorda qualcosa?

Ancora. Il termine “pietismo”, scrive lo storico del fascismo Renzo De Felice, veniva usato come «sinonimo di spirito borghese e di antifascismo».
Di nuovo: dice niente? Provo a “modernizzare” le parole: oggi cosa useremmo, al posto di “borghese”? Radical chic, per esempio. E al posto di “antifascismo”, parola di cinque sillabe troppo lunga e difficile da scrivere e da pronunciare? Si userebbe probabilmente “sinistra” o “comunisti”.

Negli anni Trenta erano gli ebrei (o “israeliti”, o “giudei”). Oggi?
Senza dimenticare che gli “ebrei” ancora oggi si trovano a dover fronteggiare un’ondata crescente di antisemitismo ora strisciante ora più palese, pare esagerato se dico “negri”, “immigrati”, “arabi”, “rom”, “zingari”…?

Con quale parola tradurremmo “pietista” nel linguaggio odierno in uso tra i razzisti, i populisti, i qualunquisti di destra, i fascisti dichiarati e la legione di anonimi haters che infestano la rete (oltre che il mondo reale)?
“Buonista” è calzante?

Quali considerazioni si possono trarre, allora, da questa inquietante analogia storico-linguistica?
Non che la storia si ripeta uguale: è una sciocchezza ( e comunque Dio ce ne scampi!). Eppure, come non vedere la permanenza o il riaffiorare di elementi retorici e pattern ideologici che credevamo a torto estinti?

Qui c’è un articolo che ho trovato in rete mentre cercavo materiale sull’argomento: mi sembra che inquadri perfettamente la questione, consiglio caldamente di leggerlo e di farlo leggere: http://www.hakeillah.com/1_14_11.htm

Facciamo attenzione alle parole che si usano, vigiliamo, teniamo presente la storia passata. Sono esercizi propedeutici alla resistenza, in vista di un futuro non ancora scritto ma che si preannuncia fosco. E forse anche a cambiarne il corso, finché (se) siamo ancora in tempo.

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