Il verminaio scoperchiato

La guerra in Siria ha avuto, qui da noi, anche questo effetto collaterale: che si sta scoperchiando l’enorme fogna rossobruna che stagnava sotto la superficie, appena coperta da una fragile e sottile patina sinistroide. E’ bene, in questo senso, che le contraddizioni scoppino come bubboni: e qui il pus davvero cola a fiumi.
Semplificando le forze dispiegate su questo metaforico campo d’onore, potrei dire questo.

Da una parte c’è una sinistra liberale, socialista o anarchica ma sempre comunque libertaria, non cospirazionista, non paranoica, non monistica, non infatuata di questo o quel dittatore, non cieca davanti al sangue, ancora convinta che vi sia spazio per la ribellione e che il Potere non sia onnisciente, onnipresente, onnipotente.

Dall’altra c’è una sinistra autoritaria, che si dice antimperialista ma è solo innamorata dei progetti imperiali che non siano quello USA; che (si) racconta di essere antisionista ma è solo e semplicemente antisemita; che è “nazionalpopolare” ma ragiona per stati e ignora i popoli, perché li identifica con i loro tiranni; che è antieuropeista ma filo-eurasiatista e filo-nazionalbolscevica; paranoica, cospirazionista, monistica; che si gingilla coi suoi despoti sanguinari (Gheddafi, Assad) – e i suoi zar non americani.

Questi parassiti – autoproclamati comunisti ma fascisti conclamati – si credono gli unici depositari del verbo rivoluzionario, dispensano scomuniche staliniane, si riempiono la bocca di slogan antifascisti, usano la lotta partigiana come maschera per coprire la merdaglia nazifascista che gorgoglia nelle loro menti. Li riconosci per la loro credulità, per i loro Bin Laden Mossad Latuff Palestinalibera Assad e Putin eroi del proletariato; per le loro credenze apodittiche basate su sillogismi del cazzo e manicheismi d’accatto; per la loro visione del mondo asservita a due idee in croce per di più sbagliate.
Difensori di ogni male e nemici di ogni bene, ma imperscrutabilmente convinti del contrario, sono dunque stupidi e feroci. E sono in tanti, molti più di quanto credessi.

Eppure, ripeto, è un bene che il verminaio venga alla luce. Anche solo per marcare le distanze, per definire le differenze incolmabili, ideali, umane, direi antropologiche.
La loro parte non è la mia, la mia parte è contro la loro. Con loro non può esistere dialogo, connivenza, alleanza.
Sono come un cancro, e come tale vanno isolati, cacciati da quall’area ideologica in cui proliferano abusivamente e combattuti senza tregua.

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