Ok, ma il corpo in questione è bello o brutto?

C’è questo professore di italianistica che prende una frase del mio romanzo che si trova a pagina 2 (quindi sicuramente non sarà stato costretto a leggere tanto) e la/mi prende a esempio di una tendenza negativa della letteratura italiana contemporanea caratterizzata dalla visionarietà enfatica.
E, be’, passata l’irritazione, tutto ciò può anche essere utile. Si torna sulla propria scrittura e la si sottopone a verifica. Va bene così.

***

Tuttavia, la questione va al di là del caso particolare e riguarda un fenomeno più generale che da sempre è per me fonte di stupore e sconcerto. In sostanza, mi colpisce molto l’incredibile compresenza, in tanti critici e studiosi di letteratura, di una grande acutezza e di una estrema ottusità.

È come se, trovandosi di fronte a un giovane corpo nudo (immaginatelo come più vi garba, maschile, femminile, scuro, chiaro, smilzo, muscoloso, florido…), cominciassero a elencarne con precisione scientifica le parti, passando i rassegna le varie zone dell’epitelio, studiando la conformazione dei vari arti, la distribuzione delle masse muscolari e delle strutture ossee sottostanti, le cicatrici, i difetti, le asimmetrie ecc.

E il problema non è che si soffermano sulle parti e sui dettagli non accorgendosi di avere di fronte anche un insieme di parti e dettagli. Il problema, secondo me,è precisamente che vedono benissimo l’insieme, e cioè il giovane corpo nudo, ma se dovessero descriverlo direbbero cose come:

“È concepito principalmente per sollecitare nei lettori una gamma di reazioni emotive, dal piacere all’orrore, dal disgusto all’eccitazione sessuale”.

“Ma è bello o brutto, questo corpo nudo?”

“Appartiene alla categoria dei corpi dalla pelle chiara/scura e dalle membra delicate/muscolose, è un giovane efebico/forzuto, una ragazza procace/diafana… Come appare manifestamente dal numero piuttosto limitato di soluzioni estetiche, ognuna delle quali viene sfruttata intensivamente… Ricorrono in particolare il seno abbondante o che sta in una coppa di champagne, il sixpack, le unghie dei piedi laccate, il tatuaggio o il piercing, le labbra così o cosà, i capelli tagliati lunghi corti strani colorati, col puro scopo di conferire desiderabilità al corpo.”

“Sì, ma – ora che li hai classificati -, è bello o brutto quel ragazzo? Ti piace o no quella ragazza? Nell’insieme e nonostante (o forse anche grazie a?) i suoi difetti, ti disgusta, ti lascia indifferente o ti fa venire voglia di baciarlo/la? ”

***

Ecco, vorrei fargliela, a volte, questa domanda. Questa ragazza venuta fuori con le caviglie troppo grosse o la cellulite, questo ragazzo con il torace stretto stretto o un accenno di calvizie, sono belli o brutti? Ma guardala o guardalo bene, guardali tutti e per intero, non solo la prima cicatrice, non solo la somma delle cicatrici.

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