Una sera d’autunno del Medioevo

(Scritte tra il 2005 e il 2007. Dieci anni o quasi e sentirsi ancora immersi nella stessa merda.)

Una sera d’autunno del Medioevo

Al massacro come a una festa
e senza perdòno
se divampano le fiamme
le spegneranno a sputi
busserà il Signore
lordo di sugo e pieno di voglie

E Hassan Sabbah ordinò
buttatevi dalla rupe
i due giovinetti saltarono giù
venti metri più in basso
gli Asburgo-Lorena davano grandi feste
i panni rossi dell’imperatore
e tutto il carico di balle eleganti
per dormire meglio il sabato notte

La speranza si fa poltiglia
le ere minerarie hanno
facce di serpente
l’odontoiatria spadroneggia
la mentalità corrente
vuole draghi di carta
lussuosi battelli salpano per le Antille

Restiamo noialtri coi nostri pochi
vestiti i nostri meriti imprecisi

Dateci una mano a definire
il peso del nostro dolore

***

Sonetto II

La paura come un vomere sul terriccio
molle del lumproletariato – si dirà
davanti al sugo nessun vegli. Vedrai
il popolo in piazza ma a caccia di negri

alle idi di marzo seguiranno bombe
meravigliose feste con fotomodelle
schianti perdite promozioni
e in estate ce ne andremo in Spagna

lavorare sfianca alla lunga anche l’ansia
dà noia passami il calice scopiamo
sento un nuovo entusiasmo per Buddha

il canto dei pinguini l’angelus il feto
non ti sembra che anche Dio stia meglio
sotto la gonna il papa ha la figa piumata

***

Le strade sono piene di untori

Le strade sono piene di untori
i cinema sono pieni di untori
gli ipermercati sono pieni di untori
e gli uffici comunali

Sul marciapiede incrociandomi
si girano a guardarmi e muniti
di faccia impassibile tossiscono
o scatarrano fiotti di muco

smottamenti di materia viva
nubi tossiche di virus
sciami di batteri colonie di funghi
aggrappate alle tazze dei cessi

aziendali. E una mattina il settanta
per cento dei colleghi si svegliò
con la voglia di bruciare qualcuno
come fu confermato da un sondaggio

in sala mensa all’ora di pranzo
E i mesi sembravano una colonna
di profughi slavi in stracci
o maglioni bucati grigi

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