Da cosa ricominciare?

Questo pezzo è nato – in una forma embrionale – su questo blog nel maggio del 2007. Faceva parte di un post più lungo, intitolato “Lo scricchiolio delle cose”, in cui – preso atto della definitiva morte della grande ma effimera ondata di mobilitazioni del 1999-2003 – cercavo di ragionare intorno alla famosa e mai invecchiata domanda “Che fare?”. Era una riflessione dolorosa, dettata dal bisogno o dal desiderio largamente frustrato di sfondare il senso di disperazione che mi attanagliava, dopo l’investimento intellettuale ed emotivo con cui avevo vissuto la mia timida e scontrosa militanza nel movimento no-global. Poco più di un anno dopo, il post – debitamente allungato e rielaborato – è diventato un lungo pezzo apparso sul numero della rivista Il primo amore che aveva per titolo e per tema giustappunto quella stessa domanda: “Che fare?”.Infine, terza ipostasi, nel 2011 ho rimesso mano al tutto e ne è venuto fuori il mio Diario di un’insurrezione, che è stato pubblicato nell’ottobre del 2012. Insomma, una riflessione durata cinque anni ma che – mi pare e, vorrei aggiungere, purtroppo – mantiene intatta la sua attualità. Stimolato dalla lettura di questo post, la ripropongo qui.

Le condizioni sono disperanti. Bisogna pensare l’impensato mentre si è con le spalle al muro. Tra rigurgiti di populismo, una società in poltiglia, il conformismo dilagante, una generale voglia di sottomissione e di autoritarismo.

Il senso diffuso di precarietà e di paura non aiutano.

Bisogna lavorare su più piani, ma si è in pochi, divisi e litigiosi.

Per chi lavora sui bisogni materiali: il piano della realtà non basta.

Per chi esercita il lavoro dell’intelletto, della parola: il piano dell’immaginario non basta.

Mancano le idee o manca la forza di perseguirle, manca il nerbo, manca la forza interiore, il rigore.

E poi a volte ho paura che sia venuta a mancare l’immaginazione. Su quale cazzo di immaginario vuoi lavorare, se l’immaginario su cui vorresti cimentare le tue abilità d’ingegnere di anime è anche il tuo immaginario? Se anche per te è l’unico orizzonte, se tu per primo non riesci o non vuoi immaginare l’inimmaginabile, l’inimmaginato? Se gli ascoltatori sono diventati il pubblico e i lettori la clientela, se l’unica cosa che cercano è l’omologazione, il riconoscimento, il rispecchiamento puro e semplice?

La non distanza è la mancanza di scarto, l’orizzontalizzazione, la riduzione a uno. Se non c’è distanza non c’è scarto, se non c’è scarto non c’è attrito. Se non c’è attrito non c’è conoscenza, non c’è visione.

I guru del gramscismo rimasticato dicono che bisogna agire pedagogicamente sull’immaginario collettivo usando come cavallo di Troia non già le forme della cultura popolare, ma i peggiori prodotti strumentali dell’ideologia della merce autoritaria. Ma non si rendono conto che i Troiani sono loro, che il cavallo di Troia serve a fottere loro, a fottere noialtri tutti?

Gli zapatisti del Chiapas dicono: «Camminare domandando».

In quanti siamo a camminare?

No, la domanda è un’altra: in quanti siamo a volerci ancora ostinare a camminare, sapendo che doppiamo ripartire da zero?

Cosa ci resta? Il nostro bisogno di libertà e di giustizia.

Ma come fare, ora che siamo al culmine del riflusso, schiacciati da una forza immensa e contraria? Da cosa ricominciare? Cosa posso fare io?

Questa voce è stata pubblicata in Diario di un'insurrezione, Il primo amore, Militanza, Polis e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Da cosa ricominciare?

  1. georgiamada ha detto:

    puoi scrivere :-), parlando a un lettore che ancora non c’è, o che c’è ma non si vede; puoi scrivere senza paura, senza pensare ad un immaginario lettore che ti possa criticare e a cui dovresti uniformarti (perché questo riduce al silenzio), puoi scrivere strappandoti la pelle di dosso … io lo dico, ma naturalmente non lo so fare :-(
    Ad ogni modo felice di averti stimolato :-)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...