Idioletto famigliare #8. «Biòtt»

Ovvero “nudo”: una bella, gloriosa e giustamente nota parola milanese. Poiché si ritiene che provenga dal longobardo *blauz (“nudo, spoglio”), è anche una parola antichissima, che in Langobardia Maior si usa ininterrottamente da quasi mille e cinquecento anni.

«Va’ no in gir a pé biòtt», poteva capitare di sentirsi dire se ci si aggirava per casa a piedi nudi in sventurata concomitanza con la deflagrazione di qualche bicchiere di vetro sul pavimento; ma «Sbiòttes», ti esortava il genitore quand’era ora di fare il bagno.
Per non parlare di una frase densa di viziose promesse e castighi danteschi come «A l’è propi una schifusa: la va in gir tütta biotta cun la finestra ’vèrta», soprattutto se mormorata da qualche vecchia vicina a un capannello di comari del paesino. Ma capire chi fosse la deliziosamente schifosa peccatrice, quali fossero le finestre aperte e se esistesse un comodo punto d’osservazione, ahimè, non era impresa facile.

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