Il primo dicembre della troisième république

Semplicemente un po’ di appunti sparsi – in rete e fuori – nell’ultimo mese su sinistra, destra, studenti, forconi, fascisti e insomma tutta la fanghiglia profumata o puzzolente di questi giorni…

A scanso di equivoci, e pazienza se qualche mio contatto mi annovererà tra gli inimici del comunismo o tra gli “incifalitici”:
– sì, ho votato alle primarie del PD anche se non sono un elettore di quel partito
– ho votato anche se ho molti conti in sospeso con il PD e con i partiti precedenti che vi sono confluiti; anzi, forse ho votato anche proprio per questo
– la mia decisione è stata improvvisa e dettata in parte dagli sfottò dei kompagni duri e puri, che mi sembrano sterili e subalterni, in parte dai disgustosi comportamenti della compagine populista grillina
– ho votato come credo tanti per una serie di motivazioni e ragionamenti che non sono riassumibili in banalizzazioni tipo “elettorato moderato”, “popolo bue”, “contagio berlusconiano” ecc.
– ho dato due euro, sinceramente mi vergogno di più quando mi scappa di dare i soldi a qualche multinazionale di merda
– ho votato Civati, ma senza adorazione furente: tranquilli, compagni, lo so che non è Che Guevara
– ero perfettamente consapevole – come tutti, credo – che avrebbe vinto renzi; mi interessava che il candidato “di sinistra” portasse a casa un buon risultato e così mi pare che sia stato
– no, per me la politica non è tutta qui e personalmente mi è alieno il concetto di delega democratica
– continuo, a torto o a ragione, a pensarmi come una persona con idee estremamente radicali e di sinistra.

***

Siamo un Paese fottuto.
Sembrano passati mille anni, anziché una quindicina, dalla breve stagione del movimento no-global. All’epoca si cercò di elaborare un progetto internazionalista di “rivoluzione” dal basso. I contenuti, ancora confusi com’è giusto che sia quando un movimento sta nascendo, erano tanti, ricchi, profondi. E’ faticoso affrontare la complessità, ma alla lunga è l’unico modo per trovare una strada degna e percorribile.
Con tutti i difetti, su molte cose avevamo ragione, su molte cose avevamo visto giusto, molti anni prima di tutti gli altri.
Ma nessuno ascolta mai Cassandra.
Allora fummo repressi dalle polizie, prima a Seattle e poi in giro per l’Europa. A Genova fummo massacrati, uno di noi fu ucciso e i benpensanti davanti alla tele dissero: “Hanno fatto bene: teppisti di merda, comunisti di merda, la polizia deve spaccarvi il culo”.
Adesso scendono in piazza dietro parole d’ordine allucinanti, senza nemmeno rendersi conto di che marmaglia fascista stia dietro la mobilitazione.
Se glielo fai notare, ti dicono “Non è vero”, oppure ti rispondono che “parlare di fascismo è una cosa superata”. Non so quale delle due risposte è più sconfortante.

Ma diocristo, prendete qualche nome a caso di referenti territoriali del movimento dei forconi, andate su google, fate una ricerca, prima di dire che la destra non c’entra niente!
Avete costruito la vostra indignazione sulle vertiginose analisi politiche di Striscia la notizia, il vostro concetto di piattaforma rivoluzionaria è “Vaffanculo la casta, noi siamo la gente”.
Se l’Italia è in agonia, sappiate che la colpa è anche vostra, e che io vi avverserò sempre, con tutte le mie energie.

***

Beppe grillo pubblica una lettera aperta ai capi della polizia, dei carabinieri e dell’esercito in cui esorta le forze dell’ordine a solidarizzare con i manifestanti (fascisti) e chiede loro di smettere di proteggere i politici.
E’ una lettera inquietante, anzi spaventosa, anzi agghiacciante.

***

I forconi fascio-complottari inneggiano alla marcia su Roma, Grillo inneggia al golpe, Berlusconi pure.
Forse, nell’anniversario della strage di Piazza Fontana, è ora che i cittadini democratici e antifascisti comincino a organizzarsi e a organizzare forme di difesa civile.
Sindacati, partiti, associazioni, collettivi sociali, studenti, lavoratori… Dove siete? Dove siamo? Ci siamo? Abbiamo idea di cosa si sta muovendo, per l’ennesima volta, sotto la superficie del nostro disgraziato Paese?

***

Difficile trovare le parole giuste per definire la lega e il suo nuovo segretario. Difficile persino trovare l’areale semantico più adatto. C’è un limite, forse, oltre il quale la parola deve arrendersi ed è possibile solo il grugnito cacofonico. Forse solo la poltiglia sonora preverbale è idonea a esprimere il grumo di odio viscerale, ribrezzo e animalesco desiderio di violenza riparatrice che suscitano in me.

***

A Milano la mattina del 16 dicembre gli studenti hanno assediato la sede della regione per protestare contro il taglio dei finanziamenti alla scuola pubblica e contro la conferma dei finanziamenti alla scuola privata. Sono – ovviamente – stati caricati dai carabinieri e poi si sono riuniti in assemblea a Porta Venezia. Il loro slogan: Maroni e forconi fuori dai coglioni. Forse non fa molto maggio 68, ma grazie di (r)esistere, ragazzi.

***

I forconi e i loro seguaci si riempiono la bocca di una non meglio identificata italianità: “Siamo solo italiani stanchi di essere sfruttati”, “Italiani scendiamo in piazza”…
E gli stranieri che lavorano regolarmente da noi, magari da anni, i cui figli frequentano le nostre scuole, tifano le nostre squadre, giocano con i nostri figli? Loro non sono sfruttati? Loro non meritano menzione perché, appunto, NON sono italiani? Eppure con i loro stipendi contribuiscono largamente a pagare le pensioni ai nostri genitori e nonni. E allora? Dove li vogliamo mettere? Siccome NON sono italiani non devono beneficiare degli eventuali cambiamenti sociali? Se i forconi fascistoidi riuscissero a “mandare tutti i politici a casa” e a fare un Paese più giusto (ovviamente è escluso), i loro colleghi egiziani, singalesi, pakistani, senegalesi, rumeni ecc. ne sarebbero esclusi?
Non so spiegarmelo: non si accorgono che gli stranieri che vivono in Italia sono sfruttati come e talvolta più degli “italiani”?
Oppure non conoscono e non frequentano stranieri? Ma in questo caso, allora, dove lavorano? Dove vivono? E hanno anche la faccia tosta di rinfacciare una preseunta separatezza dalla vita reale a chiunque osi obiettare!

Oppure credono che gli stranieri siano parte del problema, parte del nemico?
Be’, sì, questo è certamente ciò che pensano i fascisti; ma tutta la massa dei cittadini qualunque che in questi giorni sono nelle piazze con i forconi e ch magari, se interpellati, anime belle, ti dicono che loro no, non sono mica fascisti, o che come minimo il fascismo e il comunismo sono cose superate?

Infine, quale requisito bisogna avere per essere “italiani veri”?

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Appunti, Merdaglia, Militanza, Polis e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...