2013 meno 2003 uguale 10 anni

Oggi il mio blog compie dieci anni (qui il primo post). È stupefacente, ma in un certo senso è anche orribile. Se non altro per l’inesorabile progressione cronologica. Avevo all’epoca – ancora per poco – meno di trent’anni. Ora, tra pochi mesi, ne avrò quaranta.

Il 28 marzo del 2003 l’empia guerra in Iraq era appena cominciata. In me era ancora fresca come una ferita aperta l’esperienza di Genova e delle mobilitazioni altermondialiste, ma già percepivo con un senso di dolore fisico la vibrazione dell’onda di riflusso. Per sopravvivere leggevo libri angelici. Era un’epoca di orrore e disperazione, di attentati suicidi, guerre imperiali, uomini bomba, destre orribili e reazionarie, idolatrie.

Era anche, grosso modo, l’inizio di quello che poi è stato chiamato Web 2.0. Non so se vi ricordate quant’era diversa la Rete prima dell’invenzione dei blog. E avete presente cos’era, prima di Internet e prima di questa sua evoluzione, la vita di chi ambiva a praticare la scrittura e a farsi leggere? Un inferno, anzi un limbo.
Perciò, com’era ovvio aspettarsi, a un (più o meno) giovane aspirante scrittore inevitabilmente narcisista e ansioso di cazziare un mondo che gli pareva girare in modo completamente sbagliato, l’idea di uno spazio personale/pubblico di scrittura è sembrata subito una figata spaventosa.

Per molto tempo, tuttavia, la scrittura in rete è stata per il nostro sempre meno giovane aspirante scrittore e savonarola un’arma a doppio taglio. Per molto tempo ha scelto la via più comoda e meno dignitosa: il soddisfacimento immediato del proprio narcisismo, la gratificazione spicciola di avere un piccolo, minuscolo pubblico di lettori affezionati. Tutti modi piacevoli ma micidiali di ritardare la maturazione della scrittura.

Ma in fondo anche questo ha fatto parte del praticantato, e non lo rinnego, sebbene mi capiti spesso di vergognarmi, quando vado a rileggere le cose che scrivevo allora, e il modo in cui mi esibivo verbalmente.

Comunque, a un certo punto ho capito che il blog si stava trasformando in un trucchetto dozzinale e patetico per allungare indefinitamente una specie di tardiva adolescenza della scrittura (e non solo).

Ho chiuso tutto, per un po’ me ne sono distaccato. Un anno e tre mesi di iato: poco in termini assoluti, un’era geologica per il tempo della rete, soprattutto perché cadeva proprio nel momento di maggior gloria dei blog.

Quando sono tornato a questo spazio personale/pubblico, la mia scrittura e il mio modo di pormi nei confronti della diaristica in rete erano molto cambiati, mi pare. In senso buono. Sono maturato. A trentacinque anni o giù di lì. Il mezzo del cammin, l’età in cui Dante era alle prese con ben alti casini. Ma, alla fin fine, meglio tardi che mai.

Poi Splinder ha chiuso, e ho traslocato qui su WordPress. Ho eliminato l’ormai inutile nickname degli albori (“Razgul”, per la cronaca: una parola desunta non da Tolkien ma dal russo, che significa “dissipazione”). Il blog ha cambiato nome, da Tunga a quello che ha ora, ma sono dettagli secondari: l’autore delle parole che affollano l’archivio mensile è sempre lo stesso.

Negli ultimi anni la mia scrittura in questa stanza virtuale si è diradata. In parte perché grazie a Dio la vita reale mi tiene impegnato, in parte per via del mio impegno nella redazione del Primo amore (che è un blog, una rivista cartacea, una collana di libri e molto altro ancora), in parte perché da tempo pratico più intensamente una scrittura d’altro tipo, che richiede solitudine e intimità.
Ma a questa stanza sono affezionato, anche quando resta vuota a lungo è bello ritornarci e sostare un attimo alla sua finestra. Non so se arriverà a festeggiare qualche altro anniversario significativo, in futuro. Ma per il momento resta qui.

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5 risposte a 2013 meno 2003 uguale 10 anni

  1. silenzioscrittura ha detto:

    Meno male.
    Non so com’è, ma il link di Primo amore non è leggibile con il reader di WP.
    Peccato…

  2. Sergio Baratto ha detto:

    Il nuovo sito del Primo amore è nato da poco e non ha ancora tutte le funzionalità. Farò presente la cosa al webmaster (però ti confesso che da vero e proprio antimodernista incallito io non sono mai riuscito a usare davvero con costanza feedreader et similia… Preferisco il vecchio metodo manuale degli albori: clicco sui link o sui preferiti e leggo!)

  3. silenzioscrittura ha detto:

    Grazie, ce l’ho fatta,come dici tu, col vecchio sistema….

  4. Sergio Baratto ha detto:

    Hai cancellato il blog :-(

  5. nonmicapacito ha detto:

    grazie, significa che valeva qualcosa…forse :-)

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