L’oltretorrente

Sarà stato, una sera d’ottobre,
l’umore malinconico dei trentotto
anni a riportarmi, città,
per i tuoi borghi solitari in cerca
d’oblio nell’addensarsi delle ore
ultime, quando l’ansia della mente
s’appaga di taverne sperse, oscure
fuori che per il lume tenero
di questi vini deboli del piano,
rari uomini e donne stanno intorno,
i bui volti stanchi, delirando
una farfalla nell’aspro silenzio.
Non lontano da qui, dove consuma
una carne febbrile la tua gente,
al declinare d’un altro anno, fiochi,
nella bruma che si solleva azzurra
dalla terra, ti salutano i morti.
O città chiusa nell’autunno, lascia
che sul fiato nebbioso dell’aria
addolcita di mosti risponda
in corsa  la ragazza attardata
gridando, volta in su di fiamma
la faccia, gli occhi viola d’ombra.

(Attilio Bertolucci)

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Una risposta a L’oltretorrente

  1. francescomarotta ha detto:

    OT

    Sergio, mandami una mail (non trovo più il tuo indirizzo), ho bisogno di chiederti una cosa.
    Grazie.

    p.s.

    Dovreste riattivare i feed RSS della nuova versione di IPA.

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