Il manesco Alcibiade e la nuova vita del mio libro

«Alcibiade era un ammiratore appassionato di Omero. Un giorno si presentò in una scuola elementare e chiese un canto dell’Iliade: quando il maestro gli rispose di non avere nulla di Omero, Alcibiade gli sferrò un pugno tremendo e se ne andò, facendo capire che quel maestro era un ignorante e che rendeva i suoi allievi uguali a lui.»

Traggo questo sapido aneddoto dalle Storie varie di Eliano (III secolo d.C.). L’ho messo qui perché è divertente, perché parla di amore per la letteratura e perché mi vergognavo a dedicare un altro post incentrato tutto e soltanto sul mio Diario di un’insurrezione. Che pian pianino ha mosso i suoi primi passi fuori di casa, ancora un po’ timidi, e ha cominciato la sua nuova vita “pubblica”. Guadagnandosi, devo dire con mia grande soddisfazione paterna, i primi riconoscimenti. In rete se ne possono già leggere tre, tutti belli e secondo me molto acuti, nel cogliere il senso e il sudore delle mie parole. Eccoli qui di seguito in ordine di apparizione.

Lo scrittore Andrea Tarabbia, che è anche un mio caro amico fin dai tempi dell’università, ne ha scritto in modo assai lusinghiero sul suo blog.

Roberto Gerace, un giovane studente dell’università di Pisa, ha comprato il libro, l’ha letto e poi mi ha scritto sul suo blog una lettera bellissima.

Luca Cristiano, con cui ho avuto questa estate l’onore di scarpinare – ahimè per troppo poco tempo – sull’Appennino abruzzese alla volta dell’Aquila, ha scritto una recensione davvero perspicace (come dice il dizionario Treccani: «dotato di sottile discernimento, di intuito fine e penetrante che consente di cogliere anche quello che sfugge ai più») che si può leggere qui.

[En passant: chissà se Alcibiade l’avrebbe apprezzato o se avrebbe preso anche me a cazzotti?]

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5 risposte a Il manesco Alcibiade e la nuova vita del mio libro

  1. msariot ha detto:

    Non leggo quasi mai recensioni. Ho difficoltà di lettura e tutto quel che sai. Ma la lettera di Gerace ha commosso anche me. La leggo nell’insonnia. Non vedo l’ora che arrivi il libro, Sergio

  2. Francesca Matteoni ha detto:

    bravo Sergio. In Italia me lo cerco!

  3. eugenio ha detto:

    ciao sergio
    ho perso la tua email
    spero di raggiungerti da qui

    ti segnalo che martedì 11 dicembre al Modo Infoshop (http://www.modoinfoshop.com/) alle 18.30 in via mascarella a bolognaverrà presentato questo libro, io ci andrò sicuramente, sembra interessante;

    http://lastampa.it/2012/11/08/cultura/c-era-una-volta-in-russia-pB1cRQWAvsdXRmElqH3POJ/pagina.html
    I 25 oggetti russo-sovietici protagonisti di queste pagine sono semplici cose di uso comune, non i noti “cimeli” da nostalgici esibiti talvolta nelle mostre o venduti nei negozi di souvenir. A cosa servivano, che importanza avevano nella vita dei cittadini sovietici, qual è la loro storia? Unendo l’esperienza personale a citazioni letterarie, artistiche e cinematografiche, l’autore costruisce 25 percorsi che non solo raccontano il passato ma anche il presente di questi oggetti, nell’uso e nell’immaginario collettivo. Si compone così un ritratto emozionante e inedito di una realtà spesso solo ipotizzata da oltre cortina.

    Gian Piero Piretto si è laureato in Lingua e Letteratura Russa all’Università di Torino nel 1975. Ha lavorato nelle Università di Bergamo e Parma. Attualmente insegna Cultura Russa e Metodologia della cultura visuale all’Università Statale di Milano. Ha dedicato saggi e articoli alla letteratura russa del XIX e XX secolo concentrandosi sul problema della città in letteratura (Derelitti, bohémiens e malaffari. Il mito povero di Pietroburgo, Lubrina, Bergamo 1989 e Da Pietroburgo a Mosca. Le due capitali in Dostoevskij, Belyj e Bulgakov, Guerini e Associati, Milano 1990). Da alcuni anni si dedica al metodo degli studi culturali prendendo in considerazione in particolare l’epoca sovietica della storia russa (1961: il sessantotto a Mosca, Moretti & Vitali, Bergamo 1998) e la componente visuale della sua cultura: manifesti di propaganda, film, iconografia popolare (Il radioso avvenire. Mitologie culturali sovietiche, Einaudi, Torino 2001 e Gli occhi di Stalin. La cultura visuale sovietica nell’era staliniana, Raffaello Cortina, Milano 2010, La vita privata degli oggetti sovietici. Venticinque storia da un altro mondo, Sironi, 2012).

    Ne parlerà con l’autore Marco Raffaini, esperto di Russia; ha pubblicato Storia della Russia e dell’Italia insieme a Paolo Nori (Fernandel, 2003). E’ in corso di pubblicazione in Russia Eto sluchilos’ so mnoj (E’ successo proprio a me), romanzo-biografia di Robertino Loreti, cantante italiano pressoché sconosciuto in patria, ma capace di vendere 56 milioni di dischi in Unione Sovietica. Sta inoltre realizzando Italiani veri, film documentario sullo straordinario successo della musica leggera italiana in Russia. Racconti e traduzioni varie.

    Durante l’incontro sono previsti interventi dell’amico di marcoraffaini, in arte Andrea L., diversamente esperto.

    ciao
    eugenio

  4. eugenio ha detto:

    ah, ho preso il libro. poi ti dirò. ciao

  5. Sergio Baratto ha detto:

    Urca, Eugenio! Ti avevo appena scritto una mail!

    Grazie per il libro ecc. Poi leggi la mia e sappimi dire per Modo Infoshop ;-)

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