I soldatini di Dio

Erano i soldatini di Dio
marciavano sparsi come denti
nella bocca di vecchie signore

Tieni – si dicevano l’un l’altro –
prendi un po’ di carne un po’ di vino
fumavano scrivevano lettere
veniva la sera e poi il mattino

Erano inverni di gelo e di sole
piovose primavere in estate
scavavano trincee provvisorie
e negli angoli d’ombra succhiavano
in silenzio ghiaccioli alla menta

Si apriva di notte la voragine
del cielo a chi insonne o sentinella
o solo per pisciare vegliava
umile come un cristo formica
sui sogni alla rinfusa degli altri

tu un figlio inventato tu una fica
gocciolante o un cazzo da baciare

e a tutti sul cranio la galassia
lumaca o il dio pilato calcava
coroncine spinate di stelle

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