La grande madre cospirazionista (sempre incinta)

Il sito di “controinformazione” Informare x Resistere (mi rifiuto di mettere il link) – che tanto ha contribuito a svecchiare l’uso di un termine altrimenti obsoleto come “mentecattaggine” – esibisce in questi giorni tra le altre cianfr cose:

1) un articolo ripreso dal sito nazi-maoista Aurora sui rapporti segreti tra Usa e Al-Qaeda – una rivelazione davvero inedita, mai sentita negli ultimi undici anni – che inizia così (letteralmente): «Secondo l’ex comandante dell’Accademia Navale turca Ammiraglio Türker Erturk, [Al-Qaeda] ha il sostegno dagli Stati Uniti».
Un fonte autorevole, davvero, questo militare anatolico dal buffo nome allitterante… Agl’implacabili segugi rossobruni di Aurora Seymour Hersh gli fa una pippa.

2) Un articolo memorabile sul terremoto in Emilia che ridefinisce in modo eclatante il concetto di comicità demenziale. L’articolo, una vera e propria perla di giornalismo d’inchiesta, riprende la tesi cara ai cospirazionisti di un’origine artificiale del terremoto (anzi dei terremoti), le sue uniche fonti sono le dicerie di paese – non le informazioni falsificate dei sismologi: si sa che la scienza ufficiale è a libro paga degli americani (o degli ebrei, o degli Illuminati) – e vi si può leggere tra l’altro: «E’ una voce che gira nei campi, che viene fuori di notte, dopo qualche bicchiere di vino».
L’autorevolezza delle rivelazioni occulte fatte dopo qualche bicchiere di vino è comprovata.

3) Un articolo che riassume così la rivoluzione libica: “Dal marzo 2011, il popolo libico fu inaspettatamente aggredito dalle forze di coalizione della NATO”.
Una sintesi che, pur nella sua brevità, rende giustizia alla complessità della storia comunque la si pensi.

***

Sul cospirazionismo bisognerebbe spendere più di qualche riga. Qui adesso mi limito a definire alcune questioni relative alla proliferazione in rete della cosiddetta, autoproclamata “controinformazione” cospirazionista.

Il termine “controinformazione” viene sbandierato da siti che, pur con diverse sfumature, pescano tutti nel putrescente calderone delle teorie cospirazioniste e che, per l’appunto, dichiarano di voler combattere la “dis-informazione” (ovviamente seminata ad arte dai poteri occulti che dominano il mondo).

Si tratta di un sottomondo variegato al suo interno ma caratterizzato da alcune costanti, tra cui forse la più evidente è una postura filo-palestinese e anti-israliana così estremizzata, al limite del caricaturale e ben oltre il limite della volgarità, ovvero così “tesa” da diventare trasparente e rivelare la propria essenza puramente e schiettamente antisemita.

Ma vi si trova veramente di tutto: gruppuscoli di area nazi-maoista (Eurasia, comunitaristi nazionalitari ecc.) o “antimperialista” (ammiratori di Gheddafi, Assad e Ahmadinejad in chiave antiamericana e antisionista); case editrici dai cataloghi deliranti a metà tra l’estrema destra, il cospirazionismo e la new age (macro, arianna); ufologi (nexus); seguaci della fantarcheologia (Sitchin, von Daniken) convinti che nel 2012 riapparirà il pianeta Nibiru con i suoi anunnaki; paranoici delle scie chimiche, dell’avvelenamento tramite l’acqua o i vaccini (cospirazione degli Illuminati, Nuovo Ordine Mondiale); epigoni destroidi di Ezra Pound infoiati contro il monetarismo e ossessionati dal signoraggio bancario, discepoli di David Icke (lo scrittore cospirazionista inglese secondo cui l’umanità è controllata da una razza di esseri rettiliani provenienti dalla quarta dimensione)…

Il retroterra immaginario dei tenutari di questi siti ricorda spesso quello di Matrix: una realtà apparente che in realtà è una finzione abilmente costruita da poteri nascosti, la massa di schiavi che la credono autentica, la manciata di “iniziati” ribelli che – pillola rossa – hanno squarciato il Velo di Maya e dunque conoscono la terrificante verità dietro l’illusione.

Questo uso ossimorico delle parole e dei concetti (che peraltro ne ricorda altri altrettanto penosi: organi di propaganda che si autodefiniscono “giornali”, fogliacci fascistoidi alle dipendenze del magnate che si dicono “liberi”, guerre che si proclamano operazioni di pace…) ha già in sé qualcosa che trovo profondamente vergognoso. I contenuti cui viene applicato, poi, lo è molto di più.

Identificare i siti di questo tipo non è difficile. I nomi che si danno generalmente contengono riferimenti orwelliani, apocalittici o di antagonismo nei confronti del reale (il povero Don Chisciotte è una delle incolpevoli vittime di questa postura): no censura, 2012 (il famigerato anno limite della presunta profezia Maya), altra informazione…

Trovo il cospirazionismo già sconcertante in sé; più sconcertante ancora mi sembra la sua capacità virale di diffusione e attecchimento; ma la cosa che forse mi sconvolge di più in assoluto è la facilità con cui riesce a contagiare anche le persone in apparenza più ragionevoli, politicamente avvedute e culturalmente preparate, cioè fornite degli strumenti adatti a proteggersi dall’infezione dei deliri paranoici cospirazionisti.
Persone da cui mi aspetterei che liquidassero le baggianate sulle armi segrete in grado di provocare tsunami o l’intenzione di Obama di inserire un microchip per il controllo mentale in ogni essere umano con una risata amara, e che invece subiscono il fascino di queste teorie e addirittura se ne fanno a loro volta propalatori.
Persone in tutto e per tutto democratiche, progressiste, che all’improvviso prendono per buona la teoria della congiura massonico-giudaica dietro ogni cosa: l’11 Settembre, il terremoto in Emilia, il signoraggio, le scie di condensazione degli aerei, apparentemente senza cogliere le assurdità più evidenti di queste teorie (se i complotti i cui parlano fossero veri, richiederebbero il silenzio e l’assenso senza crepe di migliaia e migliaia di persone), senza prendersi la briga di vedere se esse sopravvivono al buon vecchio rasoio di Ockham, senza accorgersi dell’allucinante antisemitismo di cui tutte senza eccezione sono impregnate.
Cosa, nel meccanismo virale perverso, produce questa sospensione del raziocinio, questo blackout della ragione?

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8 risposte a La grande madre cospirazionista (sempre incinta)

  1. Sergio Baratto ha detto:

    “…contagiare anche le persone in apparenza più ragionevoli, politicamente avvedute e culturalmente preparate, cioè fornite degli strumenti adatti a proteggersi dall’infezione dei deliri paranoici cospirazionisti.” Rileggendomi, mi pare che questo passaggio potrebbe ingenerare qualche fraintendimento. Il buonsenso e il raziocinio non sono un’esclusiva delle persone “studiate”, ovviamente, intendevo dire che le persone con alle spalle per esempio un certo curriculum di studi posseggono magari un bagaglio di conoscenze storiche o filosofiche più approfondito, e quindi potrebbero più immediatamente individuare le – peraltro appunto evidenti già con un po’ di semplice logica – immense falle di queste “teorie” (o deliri strutturati).

  2. mariam ha detto:

    ma spesso sono proprio i più “acculturati” ad essere dietrologi e cospirazionisti, la gente comune e semplice in genere ha, talvolta, molto più buon senso e conoscenza della vita e della storia anche se poi inevitabilmente viene contagiata dalle dicerie di cui hai così ben detto

  3. AR ha detto:

    Forse lo conosci gia’, ma parecchie risposte alle tue domande io le ho trovate qui
    http://www.amazon.com/Culture-Conspiracy-Apocalyptic-Contemporary-Comparative/dp/0520248120/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1344890927&sr=1-1&keywords=michael+barkun

    Davvero interessantissimo!

  4. Sergio Baratto ha detto:

    Grazie per la dritta libraria, AR, l’avevo visto citato ma senza farci troppo caso. invece sembra davvero interessante! In effetti da un po’ sto raccogliendo materiali e riflessioni sul cospirazionismo, e credo che Barkun mi sarà utilissimo.

  5. AR ha detto:

    Figurati! :) Come sai meglio di me la bibliografia e’ sterminata, questo l’ho trovato davvero solido storicamente e molto ben impostato a livello teorico. Fondamentali anche i capitoli sulle teorie cospirazioniste “classiche” (ebrei, cattolici e feccia varia ;) )
    Andrea

  6. il passante ha detto:

    Probabilmente anche questo sito ti sarà noto, ma just in case lo propongo ugualmente.

    http://complottismo.blogspot.it/

    Il sito è dedicato principalmente alla confutazione delle bufale (debunking), solitamente effettuata con un tono leggero e con un linguaggio brioso e umoristico, molto piacevole da leggere. Però sebbene lo scopo primario del sito sia essenzialmente pratico, capita di leggere qua e là anche riflessioni teoriche che si insinuano tra le righe degli articoli, in particolare sulla natura del complottismo.

    Anche Perle Complottiste rileva la tendenziale convergenza delle teorie del complotto spesso con i temi tradizionali del fascismo e anche dell’antisemitismo. Sul perché eventuale di questa convergenza di massima non mi sembra si siano mai espressi, né si sono espressi sul perché della diffusione di certe baggianate in maniera bipartisan sia a destra sia a sinistra.

    Personalmente ho la sensazione che questa vasta umanità di complottisti sia afflitta sostanzialmente da un problema psicologico di mancanza di autostima, giungendo a temere un mondo che nella loro testa cerca perennemente di fregarli alle spalle. Forse viene da qui la loro paura del complotto ordito da oscure entità (tipicamente dagli ebrei), paura che dovrebbe cercare la propria soluzione in un allargamento degli orizzonti culturali e anche in cure specialistiche. La grettezza ignorante fa male.

    Il passante

  7. Sergio Baratto ha detto:

    Ti devo delle scuse, passante, perché il tuo commento era finito nello spam e l’ho recuperato solo stamattina.
    Penso anch’io che, tra i tanti elementi del complottismo, ci sia una forma di paura patologica del mondo percepito come ostile e persecutorio. E, come giustamente adombri, che abbia molto a che vedere con la paranoia patologicamente intesa.

  8. Il passante ha detto:

    Non c’è nessun bisogno di scusarsi. WordPress ha dei filtri antispam attivi e capita che i commenti non compaiano. Ciao e grazie per i bellissimi articoli che pubblichi.

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