La mistica del design

A Milano in questi giorni la “settimana del design”, come se non bastasse già la settimana della moda, che peraltro le è sorella (e consustanziale).

Come ha scritto Tiziano Scarpa su un vecchio numero della nostra rivista («Il vitello d’oro», febbraio 2008), è il riposo ermeneutico che rende il design così adatto a farsi culto della nostra epoca:

«Perché le mostre di design attirano così tanto pubblico? Perché sono esperienze estetiche poco impegnative, e a differenza delle mostre di arte contemporanea non richiedono una tensione intellettuale esasperante. Gli oggetti sono riconoscibili: per quanto i progettisti li abbiano rielaborati, si tratta pur sempre di bottiglie, divani, sedie, aspirapolveri. È possibile che ci sia qualche istante di esitazione di fronte a un oggetto del quale non si riconosce a colpo d’occhio la funzione, ma ecco che in breve il visitatore esclama con allegria: “ah, ma è un posacenere!”. Il suo buonumore è provocato dal significato ultimo di quell’oggetto, che risiede nella sua funzione e dà pace al pensiero fornendogli prontamente un senso.

Visitare una mostra di design provoca una gradevole sensazione di riposo ermeneutico. Non è necessario farsi tante domande sul senso delle cose. (…) Progettisti e visitatori condividono la stessa rassegna ideale – quasi platonica – di archetipi, ai quali si applica la declinazione demiurgica del designer: l’archetipo tavolo, l’archetipo sedia, l’archetipo divano, ecc. C’è una comunanza di valori fra visitatori e designer. Il designer non è chiamato a sconcertare violentemente, a scandalizzare, a innovare dalle fondamenta un linguaggio, o a inventarsene uno inaudito, nuovo. Non è un rivoluzionario, ma piuttosto un riformatore.»

Il design, anzi la mistica del design è l’auto-apoteosi della merce che sancisce il proprio predominio. Della merce che non si accontenta del predominio ma si arroga la sanzione del predominio, l’investitura o, più propriamente, appunto, si auto-divinizza come un imperatore romano.

Forma artistica = attrito, eccedenza, necessità, profondità, perturbazione.
Oggetto di design = laccatura, superficie, accidente, unidimensionalità, sedazione.

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