Una fiaba per la buona notte

Una strepitosa fiaba popolare russa raccolta nel XIX secolo dal grande folclorista Aleksandr Afanas’ev. Ecco, magari non è proprio la cosa più adatta da leggere ai bimbi all’ora della nanna, ma di sicuro fa il suo porco effetto.

Пизда и жопа

В одно время поспорили меж собой пизда и жопа, и такой подняли шум, что святых выноси! Пизда говорит жопе:
— Ты бы, мерзавка, лучше молчала! Ты знаешь, что ко мне каждую ночь ходит хороший гость, а в ту пору ты только бздишь да коптишь.
— Ах ты, подлая пиздюга! — говорит ей жопа. — Когда тебя ебут, по мне слюни текут — я ведь молчу!
Всё это давно было, ещё в то время, когда ножей не знали, хуем говядину рубили.

***

La fica e il culo

Avvenne un giorno che la fica e il culo litigarono, e fecero tanto di quel chiasso da far girare le madonne ai santi. Dice la fica al culo:
— Te è meglio che stai zitto, stronzo! Lo sai che ogni notte mi viene a trovare un ospite importante, e tu non fai altro che scurreggiare e fare fumo!
— Ma sentitela, ‘sta ficaccia schifosa! — risponde il culo. — Te quando ti fottono mi sbavi tutta addosso, eppure non dico una parola!
Tutto questo successe tempo fa, ancora ai tempi che non si conosceva il coltello e la carne la tagliavano col cazzo.

[L’ho tradotta io alla cazzo, tanto per restare in tema, ma credo che il tono sia abbastanza fedele all’originale.]

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9 risposte a Una fiaba per la buona notte

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. laura ha detto:

    Ma guarda ce n’erano di storie, non proprio così esplicite, ma di tema affine, che si raccontavano nelle nostre campagne dopo la mietitura, sai quando dopo una giornata sfiancante si metteva un lungo tavolo nell’aia e i bambini sedevano sulle balle di fieno, i grandi sulle panche e la luce veniva da una lampadina sospesa ad un filo provvisorio. I bambini facevano finta di giocare e i grandi raccontavano, liberati dal vino, cose un po’ spinte. Una si chiamava “Al biscion” ma non la racconterò nemmeno sotto tortura :-)

  3. aitanblog ha detto:

    Mia nonna raccontava la storia di un orco che “cu ‘na pereta aveva fatto ‘nu figlio”, ma era una cosa molto più morigerata.

  4. Sergio Baratto ha detto:

    @Laura
    A questo punto non puoi più tirarti indietro, sei moralmente obbligata a trascrivere “Al biscion” (dal titolo odora di area dialettale centro/settentrionale: giusto?)… ;-)

  5. Sergio Baratto ha detto:

    @Aitan:
    “pereta” porta l’accento tonico sulla prima o sulla seconda sillaba? A rigor di logica dovrebbe cadere sulla prima, mi pare, ma le lingue son belle anche perché si divertono a trasgredire le regole!

  6. aitanblog ha detto:

    La péreta è sdrucciola.

  7. Sergio Baratto ha detto:

    Lo supponevo, come diceva Cip. (Del resto, in latino pēdĭtum ha la e lunga.)

  8. laura ha detto:

    No centro. “Al Biscion” è il nostro cervone. Non la ricordo mica tutta. Evoco mia nonna in sogno, lei sicuramente la sa a memoria, in caso l’esperimento dovesse riuscire te la scrivo :-)

  9. Sergio Baratto ha detto:

    @Laura –> :-)

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