Trenta

Ho ritrovato questa foto ieri, rovistando in uno scatolone a casa dei miei. Mi ha colpito la coincidenza meteorologica (il velo di neve un po’ smangiato) e soprattutto temporale: sul retro la data riportata è “Febbraio 1982”. Trent’anni esatti.

Ci siamo io non ancora novenne (si dirà così?) e mia nonna Adriana a spasso per i boschi del Ticino, una cosa che facevamo praticamente ogni fine settimana.
Come ho già avuto modo di scrivere, considero quel tratto del Parco del Ticino il mio Heimat. Quanto alla nonna, non c’è bisogno di spiegare certe cose. Basti dire che mi raccontava le fiabe nel lettone durante i riposini dopo pranzo, mi portava al mercato degli uccelli e al cimitero a cambiare l’acqua ai fiori, mi cucinava la bistecchina e mi puliva il sedere quando facevo la cacca.
Non c’è più da molto tempo.

Non so bene perché mi sia venuto l’impulso di metter qui questa foto. Non credo c’entrino, almeno questa volta, narcisismi o esibizionismi. Comunque, per chi ha già letto la storia del mio prozio Enrico, la nonna Adriana era sua sorella.

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8 risposte a Trenta

  1. elos ha detto:

    … Sergio, ma quale foto? Io non vedo niente

  2. Sergio Baratto ha detto:

    Dovevo ancora inserirla e ho schiacciato pubblica anziché salva bozza :-)

  3. elos ha detto:

    Ma è bellissima questa foto! E poi la nonna Adriana è esattamente una nonna, una di quelle che compaiono nelle fiabe, nelle foto dei sussidiari di scuola.

  4. Sergio Baratto ha detto:

    Infatti visivamente era una specie di archetipo di nonna. Era piccola e magra, olivastra di carnagione e con i capelli ancora nerissimi (da piccola, mi raccontava, dicevano che era figlia del diavolo o robe del genere, perché per la maggior parte i suoi dodici fratelli & sorelle erano i tipici veneti ariani).

  5. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  6. Sergio Baratto ha detto:

    Non capisco bene che senso possa avere per uno sconosciuto ribloggare questo mio post (oltretutto su un blog dedicato alla politica alessandrina – nel senso del Piemonte). Vabbe’.

  7. ecudiélle ha detto:

    da qualche parte devo avere una foto di quando andavo a pescare con mio papà sul ticino e tornavo a casa con la schiena flagellata dai tafanacci

  8. Sergio Baratto ha detto:

    Ah, i tafanacci del Ticino, che becconi. Uno in particolare, sull’interno coscia, mentre pedalavo felice in mezzo alla campagna co’ braghini corti, lo rammento tuttora per il vivido e improvviso dolore che mi fe’ invocare Dio in termini non proprio affettuosi.

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