L’autunno

Cose che finiscono (il governo di sicuro, il berlusconismo non altrettanto, Splinder chissà), cose che crollano (l’Italia, forse, o l’Euro, o l’Ue, insomma una di queste entità storpie e infelici), cose che (ri)nascono (il “Primo amore”, che pareva morto e invece è una crisalide – se di falena o di farfalla si vedrà)…

E il mese scorso sono (ri)usciti Gli esordi, un libro che mi guarderò bene dal (ri)leggere finché non avrò terminato di scrivere la cosina che sto scrivendo.
(Per fortuna ho già avuto il privilegio di leggerlo all’epoca della sua prima edizione.)

*

Fabrizio Tassi nel suo blog sul sito di MicroMega:
«C’è poco da esultare, perché tutti sanno cosa ci chiederà il signor Spread per rimediare alla catastrofe del non-governo berlusconiano. Dopo di che ci lascerà soli con le nostre macerie politiche, sociali, etiche, civlli. Tutte cose che non trovano spazio nei report della Banca Centrale Europea. Ci lascerà con la Grande Coalizione dei mercatisti fatalisti e dei sacrifici che tutti dobbiamo fare per oliare la macchina dello Sviluppo. Ci lascerà con leggi proto-marziali per garantire le Grandi Opere e proteggere il cantiere della Tav (che non serve più a nessuno, ma ormai è un feticcio, un equivoco su cui è utile continuare a equivocare) Ci lascerà con i convegni tra vescovi, politici cattolici e laici in cerca di una nuova verginità, tutti insieme a progettare il prossimo Grande Partito Popolare (a proposito di cose che non puoi governare) fondato sui Valori Non Negoziabili (i loro, naturalmente). Chissà come mai non riusciamo ad esultare.  Ci hanno tolto anche il piacere di cacciare Berlusconi».

*

Di buono resta il personale… Aver ricominciato a scrivere dopo più di sei mesi di interruzione, aver qualcosa (quasi) pronto a venire alla luce… una figlia timida e gagliarda che al parchetto offre gessetti e merende agli altri bambini…

Ah, e l’entusiasmante rilettura, a diciassette anni di distanza, di It, il grande romanzo del Novecento americano di Stephen King. Un libro che non si capisce perché non dovrebbe stare assieme ai suoi fratelli, sullo stesso scaffale, vicino – che so? – a Underworld

Ma non è che mi basti. Se non altro perché questo mio bel giardinetto esiste pur sempre nel mondo, non ne è immune.

E mi basta la parola? No, non mi basta nemmeno quella.

*

Fuori (per il momento) le canaglie fasciste che ci hanno governato pressoché per tutti gli anni Zero, dentro i tecnocrati delle banche d’affari, gli esecutori della volontà del Fondo Monetario, la socialdemocrazia del cemento, dell’asfalto e dello sviluppo.
Ma anche questo non è tutto, non spiega tutto… Sergio non semplificare, piantala di aver voglia di riposo ermeneutico.

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