Per la fine dell’estate

Visto che oggi, sebbene avessi tutt’altre incombenze, sono stato – diciamo così – “spinto” a “occuparmi” delle mie poesie, ne metto qui una quasi nuova, nata un paio d’anni fa in questi stessi giorni.
I miei 0,00000000005 lettori avranno credo abbastanza buon cuore da sopportarlo. Poi, potranno sempre rifarsi con l’elegia di fine estate dei Righeira, che è sicuramente meno pretenziosa.

Venne il vento e spazzò via l’estate

il cielo era pulito come un bicchiere l’aria
azzurrina – dicono che ormai le estati
agonizzino a lungo come uno strascico
di sole sempre più freddo
sempre meno bugiardo – e senza più
rondini carnivore

e la sera prima ancora guidando nel buio
ho doppiato la luna piena col respiro
del mio cucciolo bianco addormentato

è il bordo o chiamatelo altrimenti
quello che viene avanti piano ma sempre
il tempo è veloce ha la Sindrome di Tourette
e tu che lo voglia o no
vivi un cerchio chiuso

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2 risposte a Per la fine dell’estate

  1. Cordless ha detto:

    Questa è davvero bellissima. Le estati agonizzano davvero e il tempo e l'intorno ha la sindrome di Tourette, che sono andata a cercare non sapendo cosa fosse.

  2. razgul ha detto:

    Grazie

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