Saperla lunga

Questa è la notiziola scientifica di oggi sul sito della Repubblica: "Foreste artificiali contro il CO2 – il clone degli alberi ci salverà".

Questo invece è un frammento di una robetta che ho scritto (e mai finito) parecchi anni fa, diciamo come minimo cinque o sei:

«La strada si srotolava attraverso ampie distese di ossigenatori, là dove fino alla fine del secolo passato si sarebbe dovuto fare lo slalom tra gli alberi. Poi l’estensione dell’aeroporto internazionale e la costruzione dell’Anello Esterno avevano reso necessaria una parziale deforestazione. D’altra parte la paralisi della rete viabilistica lombarda non si sarebbe certo potuta risolvere, come pretendevano certuni, riducendo le macchine. Utopisticamente l’idea può anche essere affascinante, ma come si fa a convincere una persona a buttare via la propria automobile? Comunque una buona parte del Parco del Ticino era stata risparmiata e anzi, con gli indennizzi che gli erano dovuti per l’esproprio, avrebbe avuto di che campare e godere per l’eternità, non fosse stato per quel maledetto morbo delle querce… Ma imputare la colpa dell’epidemia all’uomo, al ricaldamento globale o addirittura – come aveva detto qualcuno – ai gas di scarico degli aerei era semplicemente assurdo.
Sardanapal spiò con la coda dell’occhio la moglie, ma pareva così concentrata nell’atto di spalmarsi la faccia che la lasciò perdere. Guardò i figli nello specchietto retrovisore. Maciek sedeva tutto spinto verso la portiera, evidentemente per evitare qualsiasi contatto con la sorella. Oliwia giocava con la CyberBarbie in un eccesso d’enfasi evidentemente destinato a innervosire il fratellino.
“Ehi, voi due lì dietro, musoni…”
Maciek, ferito nell’onore, continuò a guardare ingrugnito fuori dal finestrino. Oliwia abbassò la voce mentre la CyberBarbie eseguiva una spaccata e balzava dalla sua coscia sinistra a quella destra.
“Maciek, Oliwia! Avete visto fuori? Quelli lì non sono alberi veri, sapete?”
“Però sembrano.”
“Eh, perché sono fatti apposta.”
“Papà, ma quelli lì li hai fatti tu?”
“Non proprio… Diciamo che mi occupo di come vengono costruiti e di come funzionano…”
“E a cosa servono?” Maciek cominciava a cedere, pur conservando l’espressione del giusto perseguitato.
“Servono a fare lo stesso lavoro che facevano gli alberi. Sai che qui una volta c’era una foresta vera?”
“E perché non c’è più?”
“Perché gli alberi si sono ammalati e sono morti tutti.”
“Poverini…” mormorò Oliwia piena di empatica afflizione.
Maciek le gettò un occhiata di disprezzo. “E perché non li hanno piantati transgenici?”
“Eh, ci hanno provato, ma si sono ammalati anche loro. C’era il rischio che morissero tutti, come quelli vecchi. Sai che disastro, allora, e quanti soldi buttati via per niente? Costa un occhio piantare un’intera foresta… non è come il nostro giardino, è infinitamente più grande. E poi, nel frattempo, i laboratori del professor Jagoda avevano inventato gli ossigenatori, che costavano anche meno dei nuovi alberi e non si potevano ammalare. Così hanno messo gli ossigenatori, che sono fatti apposta come gli alberi e fanno le stesse cose – assorbono anidride carbonica, emettono ossigeno…”
“Ma papà, e tutti gli animali e gli uccellini che vivevano sugli alberi dove sono andati?”
Katarzyna chiuse il portarossetto, si volse verso la figlia e le fece una carezza. “Brava Oliwia, che ti preoccupi ancora di queste cose. Vedi, molti animaletti – come per esempio le formiche e i bruchi – non vivono solo sugli alberi, ma soprattutto sottoterra… quindi a loro cosa gli importava del cambiamento? Altri, come gli uccellini, si sono dovuti spostare in posti dove potevano trovare più facilmente da mangiare. Per esempio nel nostro giardino, dove li senti anche tu di mattina che concerti fanno, no?”
Oliwia non mollava. “Ma gli altri animaletti?”
“Chissenefrega!” sibilò Maciek schiaffeggiandole il braccino. “Sono tutti morti!”».

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2 risposte a Saperla lunga

  1. dors_venabili ha detto:

    interessante l'idea degli alberi artificiali, sebbene inquietante nel suo essere così realistica, da futuro potenzialmente vero. avrei però chiuso il raccontino con un frontale contro uno di questi ossigenatori, per poi far dire a Maciek "Chissenefrega! Sono tutti morti!".. ok scusa, io e il mio black humor.

  2. razgul ha detto:

    In effetti non sarebbe stato un brutto finale. Ma avevo in mente per Maciek e la sua famigla del cazzo una fine molto più apocalittica, se solo fossi riuscito a proseguire col romanzo. Chissà, magari in futuro lo riprendo in mano (però il già scritto sarebbe tutto da riscrivere…).

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