I poveri dittatori e la cattivissima Nato

Peacelink, sito storico del pacifismo italiano, è in questi giorni squassato da esuberanti manifestazioni di lutto per la caduta (?) del regime di Gheddafi, di rabbia schiumosa per l’ennesima sporca guerra Nato per il petrolio e di riprovazione per tutti i servi del potere imperialista che – anche a sinistra – sarebbero caduti come gonzi nelle trappole della propaganda, esultando per la vittoria degli “insorti”: che non sarebbero veri insorti come piacciono a Peacelink, ovvero inciviliti educati e pacifisti, bensì – e solo ed esclusivamente – una congerie di ex gheddafiani, beduini ferocissimi, alqaedisti e falsi patrioti sul libro paga delle potenze occidentali.

Peacelink definisce quanto è accaduto e sta accadendo in Libia “una guerra” tout court (si legga per esempio il per me osceno post intitolato “Questa guerra è una tragedia”, che non ho cuore di linkare) e, con ogni evidenza,  rigetta l’idea che d’insurrezione (o di rivoluzione, sulla scia di quelle altre che sono state definite “primavera araba”) si tratti.
Non mi è dato capire se il suo orrore moralista si indirizzi a questa insurrezione particolare o se si estenda al concetto generale.

Tra la sciagura dell’insurrezione e la pace mortifera della dittatura, io personalmente scelgo la prima. Quegli altri non so. Vorrei poter dire “Continuate a fottervi il cervello”, se non fosse che il loro moralismo manicheo e d’accatto è così ammorbante e pervasivo (si veda per esempio l’infimo livello medio della discussione sulla Libia raggiunto in questi giorni in egual misura da militanti, simpatizzanti e vertici di Sinistra Ecologia e Libertà).

Comunque sia, rientrando io orgogliosamente nella categoria dei gonzi in buona/mala fede (e, del resto, non avendo mai fatto professione di questa specie di pacifismo – oggi, temo, maggioritaria nella sinistra italiana – che mi pare sempre più assimilabile a un pericoloso deperimento morale), completo oggi simbolicamente un percorso igienico intrapreso a marzo, con l’inizio dell’intervento Nato a supporto dell’insurrezione libica, e rimuovo – con microscopico gesto simbolico – il link a Peacelink da questo blog (credo, peraltro, con sollievo anche di Peacelink).

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7 risposte a I poveri dittatori e la cattivissima Nato

  1. anonimo ha detto:

    meglio un peacemaker che un peacelink

  2. anonimo ha detto:

    Non temi la solitudine. Chapeau.
    Federico

  3. Sergio ha detto:

    Guarda, io sono un cagasotto, ma la solitudine è una delle poche cose che non temo, se non altro perché è una condizione che mi accompagna da sempre, quasi senza eccezioni.

    (Certo, a volte mi piacerebbe sentirla di meno. Ma non si può avere tutto, dicono.)

  4. lorenz ha detto:

    Dunque, a distanza di un anno e mezzo.

    Cosa dice Sergio Baratto su Peacelink?

    – che è ” in questi giorni squassato da esuberanti manifestazioni di lutto per la caduta (?) del regime di Gheddafi…”
    e non riporta nessuna di queste manifestazioni di lutto, dato che non ci sono sul sito di Peacelink.

    – ” e…di rabbia schiumosa per l’ennesima sporca guerra Nato per il petrolio e di riprovazione per tutti i servi del potere imperialista che – anche a sinistra – sarebbero caduti come gonzi nelle trappole della propaganda”,

    ora, nessuna rabbia schiumosa, ma in effetti i pacifisti non sono favorevoli alle guerre, sembrerà strano ma è così, specie a guerre che non siano di difesa dei confini ma di aggressione ad altri stati. Per quanto riguardi i servi del potere imperialista che cadono nei tranelli della propaganda: è fin troppo facile oggi dimostrare quanto le news che hanno portato all’intervento Nato erano bufale fornite dagli insorti, il materiale è talmente tanto da citare che c’è l’imbarazzo della scelta.
    Potremmo iniziare con questa intervista ad Amedeo Ricucci, giornalista di guerra Rai di grande esperienza che spiega come è nata la guerra in Libia e come funzione una campagna mediatica fatta ad arte per favorire un intervento esterno.
    http://conosciepensa.wordpress.com/2011/03/27/libia-intervista-al-giornalista-rai-amedeo-ricucci-video-ita/
    Potrei fornirti anche la denuncia di Lucio Caracciolo di Limes sulla Libia, dove dice che mai si era vista tanta falsità nell’informazione per creare il caso di guerra. Questo fu dovuto al fatto che per la prima volta i network arabi di Al Jazeera e Al Arabya erano concordi con quelli occidentali, per gli interessi che avevano Qatar e Arabia a una guerra alla Siria. In Occidente l’interesse ce l’aveva soprattutto la Francia, così dopo la bufala delle fosse comune con 10 000 morti che avrebbero fatto i bombardamenti di Gheddafi (new lanciata dai ribelli e diffusa da tutti i media), si è presto fatta fare una risoluzione ONU ipocrita ad hoc, in cui si parlava solo di No Fly Zone e di difesa dei civili, ma “con ogni mezzo” e tanto bastava per bombardare le città dicendo che si bombardavano edifici militari da cui partivano gli ordini per bombardare ribelli o civili. La Francia è entrata in azione subito, immediatamente a risoluzione varata, segno che era già pronta per farlo. Casualmente, vedi un po’, capi dei ribelli si trovavano in Francia da mesi.

    – “…esultando per la vittoria degli “insorti”: che non sarebbero veri insorti come piacciono a Peacelink, ovvero inciviliti educati e pacifisti, bensì – e solo ed esclusivamente – una congerie di ex gheddafiani, beduini ferocissimi, alqaedisti e falsi patrioti sul libro paga delle potenze occidentali.”

    Anche qui dove Peacelink direbbe che gli insorti (termine usato da tutti i media, non certo diffuso da Peacelink) sono “solo ed esclusivamente” ex gheddafiani, beduini ferocissimi ecc.?
    Non credo l’abbia mai scritto.
    Fermo restando che di ex gheddafiani, beduini feroci (Al Qaeda non ricordo) e patrioti o presunti tali che avevano preso contatto con potenze occidentali erano pieni gli insorti, e questo ora non lo dice Peacelink, è storia ormai.

    “Peacelink definisce quanto è accaduto e sta accadendo in Libia “una guerra” tout court”

    Questa è una accusa davvero curiosa: tutti la stavano definendo guerra. La Nato ha bombardato molto, e anche le città. Se non ti piace il termine guerra, forse si potrebbe parlare di terrorismo, sennò dimmi tu come chiami un’azione militare di aerei che lanciano bombe. Ancora oggi la Nato si rifiuta di fare indagini su quanti morti ha fatto.

    ” (si legga per esempio il per me osceno post intitolato “Questa guerra è una tragedia”, che non ho cuore di linkare) e, con ogni evidenza, rigetta l’idea che d’insurrezione (o di rivoluzione, sulla scia di quelle altre che sono state definite “primavera araba”) si tratti.”

    Il link del post “osceno” è questo, e si tratta di una serie di storie raccolte in Libia da Marinella Correggia. Cosa c’è di osceno nell’andare in Libia e intervistare delle vittime della guerra civile sarebbe interessante saperlo. Sergio reclama che non si parli di “insurrezione”: ma di insorti o ribelli si è parlato su Peacelink, non c’è nessun motivo per non dirlo. Sulla parola “rivoluzione” invece ci sarebbe da dire, perché le “primavere arabe” non sono tutti uguali ed è da vedere se storicamente saranno chiamate rivoluzioni: spodestare un tiranno di per sé non è una rivoluzione, la rivoluzione è un processo che presuppone un cambiamento radicale della struttura del potere. Di certo in Tunisia si è andati molto più vicini alla rivoluzione di quanto successo in Libia dove la… diciamo rivolta pacifica è stata limitata e di breve durata, e presto è iniziata l’insurrezione armata, con forte componente tribale. Di quell’articolo però una cosa devo dirla anche io: gli intervistati si spingono un po’ troppo in là quando dicono che i ribelli sono peggio di Gheddafi e ancora di più quando dicono che l’esercito di uno stato sovrano ha il diritto di difendere il suo paese: è vero che l’esercito serve a quello,ma la Libia era una dittatura e quindi il potere costituito non rappresenta il paese. Difetti che rendono il grande lavoro della Correggia sempre criticabile. E per la Siria, dove la guerra Nato non era/è programmata, e dove la rivoluzione pacifica c’è stata e c’è davvero, i suoi servizi sono diventati una contropropaganda pericolosa, perché rischia di difendere Assad.

    “Non mi è dato capire se il suo orrore moralista si indirizzi a questa insurrezione particolare o se si estenda al concetto generale.”

    Ripeto: un pacifista non ama una insurrezione armata o un bombardamento di città: se a te piacciono, buon per te.

    “Tra la sciagura dell’insurrezione e la pace mortifera della dittatura, io personalmente scelgo la prima. Quegli altri non so. Vorrei poter dire “Continuate a fottervi il cervello”, se non fosse che il loro moralismo manicheo e d’accatto è così ammorbante e pervasivo (si veda per esempio l’infimo livello medio della discussione sulla Libia raggiunto in questi giorni in egual misura da militanti, simpatizzanti e vertici di Sinistra Ecologia e Libertà).”

    Oltre alla dittatura (e all’imperialismo: una volta la gente di sinistra lo citava per opporvisi, così, giusto per ricordarlo) e all’insurrezione c’è anche la rivolta nonviolenta. L’insurrezione armata di per sè non garantisce di sostituire la dittatura con qualcosa di meglio. Per Gandhi comunque, di fronte all’oppressione, la rivolta violenta è meglio della viltà, anche se non garantisce miglioramento. E la rivolta nonviolenta è cmq molto meglio e più efficace. Questo in teoria dovrebbe pensare un nonviolento. Sul fottervi il cervello, questo dimostra il tuo alto grado di intolleranza per le opinioni e il lavoro di chi lotta per fare informazione e dice cose che non ti piacciono. Purtroppo l’impressione mia è che tu non abbia capito quasi nulla di quel che è successo in Libia, e lo dico senza pensare a complotti o a cose del genere, basta che ti informi dai canali più ufficiali. Il moralismo manicheo mi pare sia tuo: da una parte il dittatore dall’altra gli insorti che si ribellano con le armi, e che son meglio perché cercano di essere liberi. Una visione molto limitata delle possibilità che esistono nella realtà, una miopia piuttosto forte visto che non vedi tutte le sfumature che ci possono essere in mezzo ai tuoi due punti di riferimento.

    “Comunque sia, rientrando io orgogliosamente nella categoria dei gonzi in buona/mala fede (e, del resto, non avendo mai fatto professione di questa specie di pacifismo – oggi, temo, maggioritaria nella sinistra italiana – che mi pare sempre più assimilabile a un pericoloso deperimento morale),”

    Hai una percezione davvero distorta della realtà politica e della diffusione del pacifismo: ormai solo i partiti a sinistra di SEL sono per No alla guerra deciso, SEL già si pone dubbi, quindi il pacifismo ormai è in netto declino a sinistra, son finiti i tempi delle manifestazioni oceaniche con il No alla guerra senza se e ma. Per la cronaca, la parola pacifista identifica chi si oppone alle guerre, tutte, al massimo ne considera legittime alcune (quelle di difesa dei confini di certo).

    “completo oggi simbolicamente un percorso igienico intrapreso a marzo, con l’inizio dell’intervento Nato a supporto dell’insurrezione libica, e rimuovo – con microscopico gesto simbolico – il link a Peacelink da questo blog (credo, peraltro, con sollievo anche di Peacelink).
    http://www.peacelink.it/conflitti/a/34548.html

    Chissà cosa pensavi prima di trovare su PeacelinK: articoli a favore di una insurrezione armata? Di bombardamenti Nato, che probabilmente hanno fatto più morti della repressione di Gheddafi? Strano, davvero, il tuo modo di fare.
    Mi chiedo se ti sei interessato su come sta la Libia ora che stanno al potere i tuoi cari insorti. Tu che tieni tanto ai migranti, li hai letti i vari report sulle torture nelle carceri agli stranieri? E sulla mancata difesa dei diritti umani della popolazione, che forse è peggiore di quella gheddafiana, di certo di livello simile, come afferma Amnesty?
    http://www.luccacontrolaguerra.org/?p=156
    http://www.amnesty.it/libia-cnt-deve-prendere-il-controllo-della-situazione-per-evitare-violazioni
    “Il rapporto, di 107 pagine, intitolato “La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture”, denuncia che durante il conflitto le forze pro-Gheddafi hanno commesso crimini di diritto internazionale su vasta scala, ma accusa anche le forze leali al Cnt di violazioni dei diritti umani che in alcuni casi si configurano come crimini di guerra.”
    In questo rapporto Amnesty chiedeva alle nuove autorità libiche di riprendere il controllo: ovviamente la situazione è invece peggiorata:
    http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2012/02/16/libia_denuncia_amnesty_milizie_fuori_controllo_abusi_torture_impunita.html
    “Secondo Amnesty, migranti e rifugiati africani sono stati presi di mira, le milizie hanno compiuto attacchi di rappresaglia, costringendo alla fuga intere comunità.
    “Le milizie sono ampiamente fuori controllo e l’impunità totale di cui beneficiano non fa altro che incoraggiare ulteriori abusi e perpetuare l’insicurezza e l’instabilità’’ – ha dichiarato Donatella Rovera, una ricercatrice di Amnesty International.
    “Un anno fa, i libici rischiavano la vita in nome della giustizia – continua Rovera – Oggi, le loro speranze sono minacciate da milizie armate fuorilegge che calpestano i diritti umani impunemente.”
    Ti risparmio i link sulle torture in carcere.
    Non mi aspetto nessuna risposta da parte tua, visto che io porto fatti e ragiono, e tu in questo post ti sei limitato a fare solo semplificazioni e distorsioni dei discorsi altrui, e a parlare di pancia, esprimendo anche arroganza e disprezzo, vedi i cervelli fottuti. Tutti atteggiamenti tipici di una persona di destra, per quanto mi riguarda, quale forse tu in certi ambiti stai diventando.

  5. Sergio Baratto ha detto:

    galbiati, potrei risponderti punto per punto, ma chi cazzo me lo fa fare? Fattene una ragione, ti ho già detto che per me la comunicazione con te è chiusa.

    Ah, non mi è sfuggito il fatto che altrove in rete tu abbia scritto di me, con tanto di cognome, che sono “un vigliacco e un disonesto”. Una cosa che ho trovato rivoltante e profondamente avvilente (della tua persona).

  6. lorenz ha detto:

    Sei tu quello che ha attaccato i pacifisti e peacelink con toni ingiuriosi su facebook, e ha continuato a farlo spaziando da SEL a Gino Strada con me che cercavo di ragionare; e poi lo hai fatto con Peacelink qui e a distanza di un anno su georgiamada. E sempre con toni offensivi, intolleranti, e pure volgari a sprazzi. Che tu non te ne renda conto non è a favore della tua serietà. Se uno giudica in modo sprezzante, insulta e provoca, deve sapere accettare che qualcuno si incazzi e chieda conto, nomi e documentazione, se è uno di quelli che appartiene al tuo bersaglio. Sennò non è uno serio, non è uno che usa internet come persona esposta con nome e cognome. Sei tu quello che non fa nomi quando uno di peacelink ti chiede di dire chi sono i rossobruni in Peacelink e anzi si rifiuta di dialogare con lui. E poi reclami se scrivo sul blog di Geo che sei un vigliacco e un disonesto? Io potrei anche dirti che è stato uno sfogo dettato anche dall’aria irrespirabile di quel blog, e potrei anche dirti che posso ritirarlo, ma cambierebbe qualcosa? No. Tu non fai che confermarmi che ti piace usare il web ingiuriare con tanto di fottetevi il cervello i peacelinkers e i pacifisti in genere e poi fare pure l’offeso e dici che non vuoi confrontarti quando uno ti chiede di contestualizzare, fare i nomi, confrontarti. Mi chiedo che avresti fatto tu se io avessi usato questi toni con l’associazione Il primo amore, accusando senza far nome di aver all’interno fascisti, di sostenere che so Bush e di rallegrarsi per i morti uccisi in guerra, e di essere capeggiati da un paraculo (io sostengo Emergency). Chissà se avessi toccato personalmente Moresco dicendo che vorrei dirgli di continuare a fottersi il cervello ma col suo moralismo manicheo e d’accatto…. Presumo che nella tua totale mancanza di autocritica sapresti anche rispondermi che avresti reagito con l’educazione di un damerino. Purtroppo invece ti comporti come un tipico anonimo della rete a cui spiace sputtanare senza fornire nomi, senza riportare frasi, e poi dice pure potrei risponderti punto per punto ma non lo faccio. Se non fossimo sul tuo blog, questo sarebbe tipico di un troll.
    Quindi, la comunicazione con me è chiusa? Ma guarda che tu non l’hai mai aperta su questi temi, tu il dialogo lo concepisci con una serie di giudizi sulle persone offensivi, senza nessun ragionamento, senza nessun rispetto. Questo articolo non è altro che una serie di giudizi su Peacelink che fin dalla prima riga sono intellettualmente disonesti dato che riportano il falso (esuberanti manifestazioni di lutto per Gheddafi??? Sono argomenti questi?). Tu hai solo ingiuriato e diffamato, su facebook e qui e da geo. Io mi limito a fare quello che ho sempre fatto in rete, chiedere conto delle accuse che uno lancia, e lo faccio a prescindere dal fatto di avere risposte o meno. Se poi ho di fronte persone che lanciano il sasso e ritirano la mano, non posso farci nulla, ma almeno per chi legge c’è un contraddittorio, e chi è serio sa farsi venire dubbi. Lorenzo Galbiati

  7. Sergio Baratto ha detto:

    Galbiati, io non sono mai volgare, al massimo irruente. Infine piantala di diffamarmi, di scrivere falsità e distorcere la verità. Piantala davvero, il tutto è stomachevole – e non mettere più a dura prova la mia pazienza. Lasciami in pace.

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