L’uomo di Čerčen

Questa l’ho già postata sul Primo amore, un paio d’anni fa. E’ stata scritta nel 2007, fa parte di una cosa più grande (che si può leggere sul blog di poesia di Francesco Marotta, La dimora del tempo sospeso) e parla di tante cose – di Carlo Giuliani, di me, dell’Italia orribile di quegli (questi) anni, della sensazione di essere murati in un mondo senza redenzione e di quelli che in ogni epoca si sono messi davanti alla marcia dei carriarmati.

Non ho il coraggio ho la ferocia
ho un buco in fronte il bacino sfondato

la manovalanza sanculotta
l’avrà sempre persa
gli inchini per cieca obbedienza
sono il sale della civiltà

le stelle continuano a ruotare
cicli di stagioni ere geologiche yuga
tutto come prima come sempre
nel tempo che è dato alla vita
prima che il Sole si mangi ogni cosa

sfrecciano le rondini le perseidi
a sciami le città sempre sporche
i devoti a buco ritto
si andrà avanti così anche dopo di me

se all’ingresso della nuova storia
verrà a prendermi il Cristo
e mi dirà Piccolo teppista
cosa vuoi che ti redima
so già cosa rispondergli

la lingua di un cane
che si abbevera al tramonto.

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4 risposte a L’uomo di Čerčen

  1. anonimo ha detto:

    Grazie, Sergio, per aver generosamente ricordato, qui e soprattutto su PA, chi tre anni fa aveva messo in rete i tuoi testi.

    E' così che si fa, è così che si crea "comunità"…

    fm

  2. razgul ha detto:

    Caro Francesco,
    hai ragione, in questo post che voleva soprattutto ricordare Carlo Giuliani non mi è venuto in mente di specificare che la mia poesia era apparsa sul tuo blog prima ancora che sul Primo amore. Non per consapevole rimozione, ma perché, di questi tempi, posso strappare alle incombenze ben poco tempo da dedicare al blog – e la fretta, si sa, non aiuta a fare le cose per bene. Rimedio subito, ma capirai anche tu che, ogni tanto, magari se l'obiettivo non è tanto pubblicare una mia poesia quanto piuttosto ricordare un evento o una persona, potrei anche permettermi di non menzionarti…
    Inoltre – forse la fretta ha ingannato un poco anche te – mi permetterei sommessamente di rimandarti a quest'altro mio post.

    (Quanto al Primo amore, bisogna a questo punto che ti spieghi un risvolto anche un po' sciocco della faccenda che non puoi certo conoscere.
    Antonio M. ha letto le mie poesie e gli sono piaciute molto, così mi ha esortato a pubblicarle anche sul nostro sito. Io avevo molte riserve sul fatto di auto-promuovermi sul Primo amore, e gliel'ho detto più volte. Lui però ha insistito, tanto che alla fine ho ceduto. Tuttavia, poiché continuavo a vergognarmi un po' di quella che sentivo come un'ostensione abusiva, ho cercato di creare il minimo "rumore" nel postare le mie cose, pensando che forse così sarebbero passate inosservate. Perciò, come puoi osservare se vai a rileggere i miei "post poetici" sul PA, vedrai che non ho messo alcun paratesto, nemmeno per spiegare cosa stavo mettendo. Altrimenti avrei sicursamente menzionato l'ospitalità da te generosamente offertami sul tuo blog)

    Mi spiace che tutto questo ti sia sembrato un'ingratitudine nei tuoi confronti. Però queste cose avrei potuto spiegartele meglio senza essere costretto a farlo qui, in pubblico terrazzino, se tu – che hai la mia mail – mi avessi contattato privatamente per chiedermi ragione delle mie "omissioni". Magari evitando questo tono sarcastico, che serve a ferire e basta (per fortuna con gli anni mi sono fatto un po' di corazza).
    Al limite, sai?, preferisco gli insulti schietti.

  3. anonimo ha detto:

    Caro Sergio, nessun sarcasmo, te lo assicuro, volevo solo fare dell'ironia – cosa che sarebbe stata più chiara se avessi messo un emoticon.

    Gli "insulti", poi, sono qualcosa che proprio non mi riguarda – preferisco il contraddittorio, anche molto duro, ma solo e unicamente con le persone che stimo. Quindi, nel caso, tieniti pronto :)

    Niente di che, allora. A mo' di "risarcimento", ti lascio la notizia che quel post ha totalizzato, in poco meno di tre anni, quasi settemila visitatori/lettori.

    Ciao, buone cose

    fm

  4. razgul ha detto:

    Ok, Francesco, chiarito tutto. E' vero che nella comunicazione scritta, specie in rete, cogliere le sfumature è difficile tanto quanto è facile interpretare le parole alla luce del proprio umore. E questa è una di quelle giornate che nascono male.
    Scusami per il tono piccato della risposta di prima: c'entrava anche il dispiacere all'idea che potessi esserti parso "ingrato".
    Shantih Shantih Shantih (-:

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