Lorenzo G.

(Outtake 1 from "Pre-atomic Human Landscapes")

Il problema è la faccia. Schifosa come può esserlo una bruttezza non apparente, più radicale che superficiale, più il risultato di una fermentazione di poltiglia morale che una geografia somatica mal assemblata da sfortunati ma casuali incroci genetici. Insomma, per farla breve, è la bruttezza che si porta dentro a tracimare dall’immaterialità di ciò che chiamano psiche o anima e ad affiorare come una muffa sottocutanea. Il risultato è una sensazione di disgusto immediata e inspiegabile. Un occhio distratto o una fototessera poco diligente potrebbero non cogliere niente, e con un’abile messa in piega un parrucchiere sufficientemente esperto potrebbe ricacciare tutto quell'orrore sotto il tappetino di qualche struttura architettonica di capelli all’ultima o penultima moda. È così che quelli come lui finiscono comunque per scopare e per trovare moglie: due eventi che, in casi come il suo, spesso coincidono.
Va detto che ha fatto carriera. È come una specie di piccolo ma testardo tunnel scavato con le unghie, anno dopo anno, affinando a partire dalle ultime classi del liceo l’arte di pronunciare discorsi sgradevoli, di assumere con orgoglio e pubblicamente le posizioni più disturbanti. È questo un tratto di carattere che ama vezzeggiare tra sé e sé, soprattutto quando si guarda di tre quarti allo specchio dopo la barba, perché gli fornisce carburante per l’autostima. Detto senza inutili giri di parole, Lorenzo G. si dichiara da sempre un oltranzista della fede cristiana. Di conseguenza è politicamente un uomo di destra, senza esitazioni o cedimenti a una certa mistica destroide giovanilista che alle sue narici, già per conformazione piuttosto dilatate e ciliate, puzza quanto la sua controparte rossa.
Il fatto che sia sempre stato un agnostico e un ex organizzatore di puttan tour con gli amici non conta nulla ai fini della propria autodefinizione come cavaliere dell’Ordine, della Patria e di Dio. E di Gondor in seconda istanza.
Ha fatto carriera, si è detto, con la lentezza e la costanza di una tenia nella carne di maiale. In quella postura, in quell’ossimoro di postura, a petto in fuori e pancia a terra, ha attraversato i corridoi dell’università più cattolica, le stanze di un settimanale di provincia prono al verbo clericale. Ha scritto articoli di cronaca locale, recensioni di film e libri, poi persino qualche breve editoriale. Sempre beninteso agitando il proprio oltranzismo reazionario programmatico come in altre epoche meno cerebrali un soldato di una qualsiasi infame guerra di religione avrebbe roteato nella mischia l’unica arma rimastagli in mano, con i piedi nel fango e la testa piena di terrore della morte.
Poi ha raggiunto un luogo caldo, accogliente quantunque precario, come redattore della pagina culturale di un quotidiano a diffusione nazionale noto per l’allure goebbelsiana, appena stemperata da quel tocco di clericofascismo che in Italia non manca mai.
Dall’alto di quel nido, e forte di una moglie solo lievemente in sovrappeso dopo la seconda gravidanza, superati i trent’anni vive in un perenne stato di esaltazione crociata. Odia fortemente, non importa cosa, il più spesso sono fenomeni passeggeri, vezzi o mode o comportamenti che, nella loro breve esistenza di falene, sembrano nascere e proliferare solo per infilarsi nella sua bocca larga e logorroica, e solo per uscirne trasformati in requisitorie.
Che lui vorrebbe tonanti. Che vorrebbe feroci. Feroci e anticonformiste.
Vorrebbe.

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2 risposte a Lorenzo G.

  1. Cordless ha detto:

    "I servi dei piccoli uomini di potere sono anche più ripugnanti degli altri" verrebbe da dire mutuando il titolo qua a lato appena modificato. Paesaggi umani pre-atomici è un bellissimo preambolo, molto adatto all'epoca marcescente che si vive e di cui si auspica un'improvvisa esplosione o implosione.

  2. razgul ha detto:

    I "Paesaggi" sono una delle cose che sto scrivendo in questo periodo. Ho deciso di mettere qui le parti di cui sono meno convinto e che probabilmente non figureranno nella versione finale, ma che d'altra parte non mi paiono così brutti da meritarsi il cestino e basta.

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