Spiace iniziare il nuovo anno qui così acidamente, ma del resto il mondo esterno non fa nulla per rendersi gradevole, e per mondo intendo per lo più esseri umani e virus.
(In realtà la mia è prodigalità: un altro blogger di quanto segue avrebbe fatto tre post diversi e vissuto di rendita, io invece sperpero tutto senza curarmi di centellinare perché sono whitmaniano nell’anima).

Innanzitutto mi preme specificare che – oh, poi uno si regoli come crede, qui non è in discussione la libertà – le “d” eufoniche si dovrebbero usare solo per evitare l’incontro di due vocali uguali (vedi sotto). La norma si applica nell’editoria da tempo con piccolo sforzo da parte dei correttori di bozze (categoria peraltro in via d’estinzione, e ahimè si vede) e grande beneficio per la lettura.

(E il vezzo stucchevole di scrivere le parole inglesi così come si pronunciano in italiano personalmente mi ha sempre fatto prolassare lo sfintere.)

Inoltre – chiedo scusa se sarò volgare, ma in quasi otto anni di blog e classe assoluta potrò pur permettermi una sbavatura ogni tanto – non ho ancor capito ovvero non ho ancora trovato nessuno che mi spieghi in maniera convincente perché se un uomo si fa una bambola gonfiabile ne ricava una figura miserrima e assume nell’immaginario collettivo l’aura tutt’altro che invitante del maniaco sfigato squallido, moralmente ed esteticamente prossimo al segajolo da cinema, mentre vanno di gran moda nei magazines femminili i cazzi di gomma (plastica, vetro etc.) o gli stimolatori clitoridei a forma di paperella o di mazinga z colorati profumati griffati progettati da designer catalani (“lo studio più cool di tutte le Ramblas!”) o dalle socialites più fotografate o sponsorizzati dalle più leggendarie fashion icon, purché non li si chiami cazzi di gomma, che fa brutto (e nemmeno dildo, che è parola troppo cheap, od olisbo, ch’è troppo peregrina), bensì sex toys (che detto tra noi, nel suo intento così scopertamente dissimulatorio e abbellente, mi pare l’epitome della volgarità). Cosicché a sentir loro nessuna donzella che voglia stare al passo con i tempi (andare a spasso co’ tempi?, che però corrono) può farne a meno.
Perché, detto in modo più spiccio, il tizio della porta accanto  che si fa spedire a casa la famigerata vagina di gomma no e la cosmopolitan girl che si compra al sexy shop una paperina a batterie da appoggiarsi lì in quel posto sì?

Infine un parola sulla canea sollevata da politici e giornalisti intorno al caso dell’ex terrorista Cesare Battisti.
Battisti in questo momento viene usato in modo vergognoso dalla destra come facile feticcio linciatorio, da dare in pasto a un’opinione pubblica ormai da tempo in coma cerebrale sempre pronta a gettarsi come un branco di maiali sulla sbobba che di volta in volta il padrone getta nel porcile. I mass media sentitamente ringraziano e si prestano, con le loro vergognose distorsioni della verità, a stimolare la frenesia alimentare.
Battisti non è più un latitante cui si vorrebbe far scontare una pena, ma un mostro mediaticamente costruito per fini di propaganda, un bersaglio facile facile per l’indignazione popolare, che grazie a Dio s’accontenta del pastone, ha i canini a intermittenza, e comunque si guarda bene dal mirare ai criminali al potere, al potere criminale. Il mostro fa comodo ai politici, fa comodo agli editorialisti (una tirata trombonesca contro Battisti/Lula/kompagni komunisti costa poco sforzo e rende come una pentolata di lenticchie scotte), fa comodo ai fascistelli che così, tra una cinghiamattanza e un’aggressione a’ “froci”, fan vedere a tutti in tele quanto sono democratici e civili.
Fa piangere vedere quella canaglia assoluta che abbiamo eletto (e rieletto, e rieletto) capo che abbraccia i figli e i parenti delle vittime del terrorismo con le mani che hanno stretto quelle di gente come Putin, Gheddafi e Lukashenko. Fa piangere e fa vomitare.
In questo modo e in questo momento, Cesare Battisti è una vittima: l’accanimento a fini mediatici ed elettorali non è più bisogno di giustizia, ma violenza. E io sto con le vittime.
Anni fa ho firmato il tanto vituperato appello in favore di Battisti, che tanto fa indignare i benpensanti e i coglioni. Oggi sono ancora più convinto della giustezza della mia firma.

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10 risposte a

  1. Cordless ha detto:

    Acidamente un corno. Hai proprio ragione su tutti i vari punti trattati. E comunque mi sfugge il nesso tra prima e seconda parte :-)

  2. razgul ha detto:

    Nessun nesso, solo pensieri alla cazzo (-:

  3. razgul ha detto:

    vabbe', oggi è la giornata della parolaccia libera.

  4. anonimo ha detto:

    Io ho scritto sex toys ma anche cazzi di gomma e uso la d eufonica correttamente.
    Almeno credo.
    Mi sto giustificando, mi sembra brutto.

    eqdl

  5. razgul ha detto:

    Ma infatti non devi, è più bello se inveisci contro le mie opinioni ;-)

  6. anonimo ha detto:

    Se posso, proseguendo con la disposizione "alla cazzo" del flusso di pensiero che slega la prima dalla seconda parte (e in questo senso però le rilega), credo di avere la risposta alla tua prima domanda. Anzi no, ma ci si può trovare un legame.

    Presa da un momento di sconforto, conscia della mia attuale situazione sociofobica di autoisolamento sociale, mi ritrovavo poco fa a cercare su google conforto empatico nella corrispondenza tra pari. Quindi ho digitato: "non uscire mai di casa"  (lo so, è autolesionismo. l'ultima volta che avevo cercato qualcosa come "essere allergici a tutto" mi era uscito il collegamento al tuo blog)

    Questa la prima risposta googliana:
    http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20101108071817AAM3paq

    Dovevo capirlo prima che il problema era quello.

    ta soeur, elos

  7. razgul ha detto:

    Scherzi? Io non oserei mai uscire di casa senza il fondotinta!

    (A parte il fatto che il fondotinta mi è sempre stato sommamente sul cazzo, e che ho sempre trovato adorabili le occhiaie e i brufoletti delle ragazze.)

  8. SAMOTHES ha detto:

    … le paperette da posizionare lì le donne se le vanno a prendere nei Sexy Shop; le vagine di gomma gli uomini se le fanno recapitare a casa. Due atteggiamenti che spiegano perchè l'opinione più comune è che nel primo caso si può fare e nel secondo sarebbe meglio non farlo. Se ti comporti da maniaco sfigato squallido, allora per gli altri sei un maniaco sfigato squallido. Se ti comporti come uno che ha voglia di farsi una bambola di gomma, allora sei solo uno che ha voglia di farsi una bambola di gomma. Semplice, no? Per la primissima e seconda parte del tuo post non ho nulla da eccepire; credo di condividere; mi spiace.  

  9. anonimo ha detto:

    Ha ha ha che ridere il pezzo sui s.t.!
    Credo che la differenza sia questa: gli uomini che sono costretti a comprarsi quelle cose fondamentalmente non hanno occasione di trom…, e quindi sono ritenuti squallidoni. Per le donne è considerato un "di più", appunto, un giocattolino con cui "integrare" le cosmopolitan-trom…ate.
    Mi aprì gli occhi anni orsono un'intervista su un programma altamente culturale come Verissimo. Alla domanda del pseudo-giornalista "tu useresti mai un sex toy?", un bellimbusto rispondeva fiero al posto della fidanzata: "Lei non ne ha certo bisogno!", al che la fidanzata lo stroncava pubblicamente dicendo: "Scusa, ma tu vibri?"

    Un saluto e buon anno in ritardo!
    Faronascosto

  10. razgul ha detto:

    @Faronascosto:

    (((-:

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