Blok e Radiohead

Vabbe’, è passato un po’ ma faccio lo stesso uno zinzino di autopromozione: sul Primo amore ho postato una manciata di traduzioni di Aleksandr Blok, un poeta che – chi mi conosce o mi segue dall’inizio lo sa fin troppo bene – amo in modo particolare, nonché una non-recensione sui Radiohead che in realtà è un tentativo di parlare d’altro fingendo di parlare di musica.

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2 risposte a Blok e Radiohead

  1. faronascosto ha detto:

    Per personale ignoranza del russo e mancanza di confronto con l'originale non posso commentare le traduzioni, ma se fossero poesie italiane sarebbero molto belle, quindi bravo a prescindere.  
    Per quanto riguarda la non-recensione su Ok Computer, sono perfettamente d'accordo con te sul potere "madeleinesco" della musica, e di questo bellissimo album in particolare.
    Quanto agli odori, capita che alcuni mi facciano provare emozioni indescrivibili, ma è rarissimo che riesca a identificarli pienamente. Sono sempre emozioni indistinte, vaghe, irriconoscibili. Forse ho bisogno di un ciclo di psicanalisi… olfattiva?

  2. anonimo ha detto:

    Bellissimo il pezzo sui radiohead, mi era sfuggito. E' uno dei dischi più disperati che abbia mai sentito. Ma una disperazione leopardiana, potente e a viso aperto, in piedi.
    Bravo Sergio.
    Saluta A.

    Gi.

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