Per il re di Prussia

Il "ciclone" Wikileaks al momento ha fatto una sola vittima illustre – Hillary Clinton – e minaccia di farne un'altra: Obama.
Del resto, Julian Assange ha tutte le ragioni di chiedere le dimissioni del presidente degli Stati Uniti: la possibilità di commettere impunemente le peggiori porcate è e deve restare una prerogativa della destra.
E quando la Clinton e Obama avranno sgomberato il campo, la destra – Sarah Palin o chi per lei – potrà commettere come minimo le stesse porcate, dal momento che queste, essendo già state giocate come rivelazioni sconvolgenti e perciò "disinnescate", non sconvolgeranno più nessuno.

Aggiornamento 8/12:
sì, ok, ma detto questo la demonizzazione di Assange manco fosse il capo della Spectre più Al Qaeda messe insieme, il rifiuto di concedergli la libertà su cauzione, le trattative per estradarlo negli USA onde presumibilmente fargli un culo così sono davvero odiose, degne dei peggiori stati autoritari.

(Possibile che non ci sia alternativa, che ci si debba accontentare di questi aut aut meschini, o un ambiguo difensore di un'opinabile concezione di libertà d'informazione o la sempiterna arrogante repressione da parte del potere?)

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