Un'altra Italia è (stata) possibile

«…La legge del 1903 prevedeva dei referendum comunali nei quali i cittadini potevano esprimere il proprio favore, o la propria contrarietà, ai provvedimenti di municipalizzazione. L’istituto del referendum locale venne abolito dal fascismo e non è stato più ripreso nell’Italia repubblicana, ma questa è stata una perdita secca, perché era veramente l’espressione di una sana democrazia dal basso. Il referendum comunale più significativo che si svolse a Imola è quello del 1908, che riguardava l’aumento delle tasse comunali. Il Comune di Imola si rivolse agli elettori e disse, grosso modo: “Nel 1906 abbiamo municipalizzato l’energia elettrica, in precedenza l’officina del gas. Questi e altri servizi comportano dei costi, quindi siamo costretti ad aumentare le tasse locali di tot: siete favorevoli o contrari?” Il risultato fu una vittoria schiacciante: 1235 elettori per il “sì”, 154 per il “no” e 37 voti nulli. Il 90% dei cittadini, quindi, si dichiararono favorevoli all’aumento delle tasse per garantire migliori servizi.»

(Il brano è tratto dall'intervista a Carlo De Maria su Andrea Costa e sul socialismo libertario, a cura di Franco Melandri e Gianni Saporetti. Il tutto è apparso sulla rivista Una città, n. 175, giugno 2010, e si può leggere qui.)

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