L’uso accertato da parte dell’esercito israeliano del fosforo bianco sui civili palestinesi a Gaza nel gennaio del 2009 giustifica o no una serie di sanzioni durissime contro lo Stato di Israele, un massiccio dispiegamento di caschi blu in Medio Oriente  e, infine, qualora si rendesse necessaria, una dolorosa ma inevitabile operazione militare volta a neutralizzare le basi, i depositi e le postazioni dell’esercito israeliano tramite bombardamenti mirati con droni telecomandati e ordigni intelligenti, onde evitare il più possibile i danni collaterali sulla popolazione civile, al fine di destituire i vertici militari e politici responsabili di diversi gravi crimini di guerra e contro l’umanità?
No, perché altrimenti mi sfuggirebbe il perché di tanta solerzia nel bombardare Belgrado o Bagdad. All’epoca ci dissero "Lo facciamo per i poveri kosovari" (che, detto en passant, erano pure musulmani) e "Lo facciamo perché Saddam ha usato armi chimiche contro i curdi e gli sciiti" (idem).

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6 risposte a

  1. pistorius ha detto:

    Era già successo con il Libano nel 2006. Cmq senza invocare guerre contro Israele basterebbe chiedere che vengano processati per crimini di guerra non solo i generali ma i politici israeliani, e iniziare con il considerarli tali da parte delle diplomazie: basta alleanze, basta aiuti e scambi economici, culturali e militari, basta visite devote a testa china al museo dell’Olocausto. Basterebbe questo per far crollare Israele, senza bisogno della guerra.
    Lorenz

  2. razgul ha detto:

    Ma io non invoco la guerra contro Israelle, ovviamente ero ironico. Per il resto sono sostanzialmente d’accordo con te (anche se non capisco perché bebba andarci di mezzo proprio il museo dell’Olocausto: non è che evitando le visite il servilismo dei politici occidentali smetta magicamente di trovare una via d’espressione…).

  3. pistorius ha detto:

    Si capisce che io l’ironia l’ho colta poco perché fino a un certo punto (presenza dei caschi blu in tutta la regione, rimozione forzata delle colonie e del muro) credo che una soluzione di forza possa essere presa in considerazione.
    il passare dal museo dell’olocausto con la papalina sulla testa china perchè deve esserci sempre? è un continuo atto di scusa da parte dell’europa, che induce al servilismo, così come l’andare in america sempre ringaziando per la Liberazione.
    Lorenz

  4. marijam ha detto:

    (anche se non capisco perché bebba andarci di mezzo proprio il museo dell’Olocausto: non è che evitando le visite il servilismo dei politici occidentali smetta magicamente di trovare una via d’espressione…).

    Appunto, è quello che penso  anch’io.

    maria

  5. pistorius ha detto:

    E’ interessante notare come si dia per scontato che nel 2010 ogni politico che va in Israele per relazioni diplomatiche ecc. (io sarei per il boicottaggio e la chiusura di ogni relazione, va da sè) debba passare per il Museo dell’Olocausto, che sennò (il Museo) ci va di mezzo.
    E a dirlo è chi, più di me, pone l’accento sul fatto che le politiche di Israele del 2010 non c’entrano con la commemorazione della Shoah.
    Sarà, ma a me sembra un corto circuito il vostro discorso.

  6. georgiamada ha detto:

    il problema è (anche se non si può dire)  che la shoa viene usata da israele a fini politici, e secondo me la cosa non è moralmente accettabile visto soprattutto quello che fa la politica israeliana, poi in altra situazione certo che l’uso potrebbe anche avere soprattutto un significato nazionalista, ma ora mi sembra solo propaganda. La shoa deve parlare a tutti i popoli della terra e non ad uno solo. A me che i politici (e non solo) si inchinino al museo dell’olocauso la trovo una cosa giusta e doverosa, quello che non trovo giusto è che dopo il rito si dicano le cose che dice netanyahu e berlusconi. C’è qualcosa che stride e che ci offende profondamente tutti. Non ci si può inchinare davanti ad una tragedia e pochi minuti dopo ritenerne giusta un’altra.

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