Criminali di guerra

Non c’è niente di ammirevole – l’ammirazione va riservata alle cose degne – nella faccia tosta con cui, di fronte alla commissione governativa d’inchiesta, Tony Blair ha difeso la propria decisione di partecipare alla guerra in Iraq e ribadito la "verità" delle menzogne ormai universalmente riconosciute con cui USA E GB hanno giustificato il loro immenso delitto: Saddam aveva le  armi di sterminio di massa, l’Iraq era una minaccia per il mondo… Tutte quelle balle vergognose che all’epoca riempirono le bocche sfinteriche dei politici e le cloache degli telegiornali e dei giornali in tutto l’occidente, accompagnate da accenti di vibrante indignazione nei confronti di chi – il movimento pacifista,. per esempio – si ostinava a dire il contrario, ad affermare ciò che oggi è una semplice e tragica verità acclarata: la guerra in Iraq fu decisa e scatenata per interessi imperialistici, sete di petrolio e necessità strategiche, l’Iraq di Saddam era un paese devastato da anni e anni di insensato embargo, non esisteva alcuna arma di distruzione di massa.
Decine o forse migliaia di iracheni sono morti per le conseguenze di quella decisione criminale; la guerra in Iraq resta in sé
un enorme grumo di sangue e dolore.
Perciò, se vivessimo in un mondo non dico normale, ma minimamente giusto, non esisterebbe alcuna Chilcot Inquiry e Tony Blair e e tutti coloro che, in misura maggiore o minore, portano la responsabilità di quella guerra (dall’amministrazione Bush ad Aznar, senza dimenticare il governo Berlusconi), sarebbero oggi rinchiusi in una cella e sottoposti a minuzioso processo da parte di un tribunale penale internazionale analogo a quello istituito per la ex-Jugoslavia sotto l’imputazione di crimini contro l’umanità.
E’ sciocco chiedere a Blair un rimorso che evidentemente non può provare. Sarebbe invece doveroso chiedere un atto di riparazione. O, se la si vuole vedere da un’altra prospettiva, esigere che si assuma le proprie responsabilità e sia punito come si vuole punire altri criminali di guerra sparsi per il mondo.
Saddam Hussein e i suoi scherani hanno pagato, sarebbe ora che pagassero i saddam dell’altra parte. Tutti. Compresi i soggetti che hanno trascinato l’Italia in quello schifo: politici, agenzie di intelligence, multinazionali dell’energia.

Ma non esiste solo una responsabilità politica o militare diretta. All’epoca furono in molti a fare da megafono alle menzogne angloamericane: direttori di giornali e telegiornali, editorialisti, intellettuali (absit iniuria verbis). Per costoro sarebbe auspicabile chiedere, se non la gustizia penale, per lo meno la radiazione dal loro ordine professionale e la "svergogna" pubblica.

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