Se tu ora ti levassi di mezzo

Ci vuole rigore, sì, ma non con i migranti: con te, lurida carogna che hai aperto i tombini e per il tuo tornaconto hai fatto sì che l’intero Paese affondasse nella propria merda. Sei un bastardo criminale, non esiste parola adeguata a descrivere la rovina collettiva di cui sei stato il primo motore e non esiste maledizione proporzionata alle tue responsabilità. Se tu avessi una coscienza ti saresti già affogato con una macina al collo. Ma non hai coscienza, solo un grumo sudicio di cinismo, amoralità e perbenismo vizioso da borghesotto.

E la tragedia nella tragedia è che, ora come ora, servi persino da filtro – minimo, sottilissimo – contro le forze oscure che tu stesso hai scatenato e per anni usato come arma per conservare, consolidare ed estendere il tuo potere. Se tu ora ti levassi di mezzo, le forze oscure prenderebbero definitivamente il sopravvento, inghiottendosi anche buona parte dei tuoi gerarchi e sottopancia. Perché la metamorfosi è compiuta, e la plebe oggi è più avanti di te. All’avanguardia della cattiveria.

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6 risposte a Se tu ora ti levassi di mezzo

  1. Cordless ha detto:

    E’ vero.
    Io ti parlo dal mio minuscolo osservatorio. Un paese sperso nel nulla. Un parco minuscolo che frequento giornalmente. Ci sono tanti bambini, fra cui alcuni figli di emigrati nati in Italia. Ci sono gli arabi. Sono i più silenziosi. Hanno occhi scuri e profondi, sono sorvegliati dalle mamme, silenziose che li guardano a distanza e non hanno bisogno di urlare come noi, si capiscono a gesti perfettamente, non so come facciano, ma funziona. Ci sono gli africani più chiassosi, che ci assomigliano da questo punto di vista. Poi ci sono i moldavi. Non hanno genitori che li sorvegliano, almeno quelli che ho presente io, si sanno difendere da soli, molto bene. Fra loro ce ne sono tre che spiccano, sono Vasili, Vladimir, e Pietro, perdona la grafia, tra i sette e gli undici anni. Picchiano se è necessario. Vladimir è il capo da quanto vedo, è molto astuto. Si scontrano spesso con i miei e quelli della mamma di un altro bambino. Perchè anche i nostri sono “menagrane” come loro. Solo che i moldavi sono più scafati. Hanno imparato a cavarsela da soli. Ad un certo punto si picchiano di santa ragione per un motivo banale. Da bambini appunto. Li richiamiamo, cerchiamo di calmare le acque. Una mamma vicino dice questa cosa che mi sconcerta a suo figlio per allontanarlo dalla lite. “Quando vedi una cacca per strada che fai? la eviti, suggerisce, allora prova a fare lo stesso adesso”
    Siccome la conosco questa donna, da sempre, provo a farla riflettere. Lei cade dalle nuvole. Non si è neanche resa conto di aver assimilato quei bambini a delle merde. Questo per dirti come ” la propaganda” faccia davvero effetto, e che il razzismo, da strisciante, sia diventato un modo di pensare radicato, presente e legittimo. Una sorta di difesa, non so da chi e da cosa. Un dato di fatto, inquietante.

  2. razgul ha detto:

    E’ molto interessante, e angosciante, questa tua testimonianza.

  3. elos ha detto:

    E’ proprio questa normalità, la più terribile, la più inquietante. Ed é ciò che più facilmente si propaga, intacca i corpi come un virus invisibile e per questo accettabile. Non lo so, a me fa davvero paura. Sono queste micro storie, molto più degli slogan da cartellone, che fanno rabbrividire.
    Quando si dice la peggior cosa e non se ne percepisce la crudeltà -là si é già vicini al finale.

  4. luposergio ha detto:

    In vita mia ho incontrato molte persone. Credo che, oltre me stesso e altri tre o quattro, tutti abbiano presto o tardi, col tono più naturale e indifferente del mondo, pronunciato la solita frase: “Io non sono razzista, ma…” e giù contumelie nei confronti del nemico di turno: africani, slavi, sudamericani, terroni. Questo è a mio avviso il sintomo cardine di un modo di pensare ormai talmente radicato da essere divenuto un intercalare da sala d’aspetto.

  5. animanina ha detto:

    il razzismo non è italiano, giusto in moldavia ho sentito quanto lo siano lì, loro, si, verso l’africa in particolar modo!
    roba da non crederci! porte chiuse e visi tirati, orgoglio misto a superbia.
    personalmente ho dato aiuto a rumeni, albanesi, tunisini, pakistani, cechi e brasiliani, in modo forte e presente.
    ci ho rimesso di tasca e di morale, ma questo non sconfigge la mia fede, la mia forza.
    considero tutto “un esercizio” .
    lo schifo che provo è per altre forme di razzismo.

  6. razgul ha detto:

    Che il razzismo non sia un’esclusiva italiana è ovvio. Ma è una considerazione che di certo non mi consola nel momento in cui la plebe, vellicata dal potere nei suoi istinti più bassi, si rende in maniera più o meno attiva partecipe di comportamenti discriminatori o veri e propri reati.
    Oppure nel momento in cui il governo fascista di una repubblica antifascista vara un pacchetto di leggi razziali immorali.

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