Guai a chi tocca il campanile

Qualche lettore occasionale, qui e altrove, se l’è presa con me per la definizione ingiuriosa che ho dato del Salento in un post precedente (in cui, per inciso, parlavo di tutt’altro). Chi mi conosce sa quanto mi siano alieni i cliché razzisti su terroni e polentoni. Ovviamente non era mia intenzione offendere il Salento (d’altra parte si può offendere solo un ente che sia dotato di autocoscienza, e secondo i principi della logica un luogo geografico non può offendersi più di quanto possa barrire, sciare, fare una marmellata o scrivere un romanzo fantasy) e i salentini: il mio sarcasmo era diretto altrove, e precisamente a una certa categoria umana di milanesi (quindi siamo agli antipodi dei  "terroni") fintoalternativi che negli anni passati ha infastidito la parte più snob della mia anima con fatui discorsi modaioli su tarantolate, pizziche e lu sole lu mare lu ientu. Peraltro sono sicuro che il Salento sia una terra bellissima, e mi piacerebbe un giorno visitarla (possibilmente evitando i suddetti bobos milanesi in trasferta).

Comunque sia, cari commentatori anonimi, vi esorto a stare tranquilli: io sono nato e cresciuto in un buco del culo lombardo, in un paesotto dal nome ridicolo che oggi alleva generazioni di ciellini e leghisti. Se sapeste quanti insulti e quante maledizioni nel corso della mia vita ho rivolto al mio campanile-buco del culo lombardo (senza mai smettere di amare ciò che di quel luogo costituisce il mio Heimat) forse sareste più clementi, e capireste che proprio per questo mio laicismo non-campanilistico mi sento libero di scherzare su qualsiasi altro campanile senza dovermi preoccupare di eventuali fraintendimenti. Sono libero dalla cattiveria idiota del campanilismo italico, grazie a dio, e se c’è un difetto che non ho, è proprio il razzismo. Spicciolo o di grosso taglio che sia.

A ogni modo, il campanilismo è la caricatura volgare dell’amore per il proprio Heimat. Come tale, va maltrattato. Se lo merita.

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2 risposte a Guai a chi tocca il campanile

  1. Cordless ha detto:

    Anche senza conoscerti basta leggere pochissimi post per capire quanto sia fuori luogo un’accusa del genere…

  2. aitan ha detto:

    Ti capisco. E’ capitato qualcosa di simile anche a me parlando dei milanesi, e io lì a spiegare che se uno dice che odia i napoletani, perché sono camorristi, io mi incazzo, mi alzo e me ne vado, ma se lo stesso ipotetico individuo mi dice che odia i camorristi napoletani, io mi alzo, mi avvicino e gli stringo la mano: li odio anch’io i camorristi napoletani, come, ne sono (quasi) sicuro, tu odi certi magnati malfattori mafiosi milanesi e certi altri snobboni terroni in cerca di esotismi a basso costo.
    Ah, dimenticavo, io odio anche i mafiosi messinesi, i magnaccia di Marano e i malviventi di Miano.

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