Da tempo assistiamo alla comparsa – o al ritorno – di fenomeni sociali che solo fino a pochi anni fa avremmo liquidato come fantapolitica estrema. Come archetipi junghiani, certi spettri riaffiorano periodicamente sulla superficie della storia. Ma la cosa più sconcertante è l’assoluta mancanza di reazione da parte dell’opinione pubblica, dei media, degli uomini delle istituzioni, insomma di tutta la società nel suo complesso.
Per non parlare delle connivenze, delle simpatie, del consenso più o meno strisciante, più o meno tacito. Svaporato il concetto di popolo, resta la sua caricatura, ossia la plebe nel senso in cui la intendeva Hannah Arendt:
«
Se è un errore comune del nostro tempo immaginare che la propaganda possa ottener tutto e convincere la gente di qualunque cosa, purché si presentino gli argomenti con sufficiente abilità e si gridi abbastanza forte, l’errore di quel periodo era pensare che, "voce di popolo, voce di Dio", il compito di capo fosse (…) quello di seguire supinamente quella voce. Entrambe le opinioni derivano dallo stesso errore fondamentale, quello di identificare la plebe col popolo invece di considerarla come una sua caricatura.
La plebe è composta da tutti i declassati. In essa è rappresentata ogni classe della società. Perciò è così facile confonderla col popolo, che pure comprende tutti gli strati. Mentre nelle grandi rivoluzioni il popolo lotta per la guida della nazione, la plebe reclama in ogni occasione l’"uomo forte", il "grande capo". (…) I plebisciti, con cui i dittatori moderni hanno ottenuto così eccellenti risultati, sono quindi un vecchio espediente degli uomini politici che capeggiano la plebe. (…)
L’alta società e i politicanti della Terza repubblica avevano alimentato con una serie di scandali e di frodi la plebe francese a cui, in un’epoca che non conosceva ancora la disoccupazione come fenomeno di massa, erano affluiti i ceti medi travolti dalla rovina economica. Essi provavano, per questo prodotto del loro malgoverno, un sentimento di paterna condiscendenza, misto ad ammirazione, coscienza sporca e paura. Il meno che la società potesse fare per la plebe era proteggerla verbalmente. E mentre la plebe aggrediva gli ebrei per la strada, e prendeva d’assalto i loro negozi, il linguaggio dell’alta società faceva apparire la violenza fisica un innocente gioco da ragazzi
».

Quello della Guardia Nazionale è solo un esempio, particolarmente spaventoso e ributtante (consiglio a tutti di leggere l’articolo fino in fondo e co attenzione). Ma non è più terribile di quello che da anni e con grande successo sta facendo la destra eversiva oggi al potere, a livello di stupro della dignità, della democrazia e della civiltà.
E a ben vedere se i klansmen, le centurie nere o le squadracce tornano a calcare le nostre strade, una grossa parte di colpa va addossata a chi – governo ministro sottosegretario o semplice parlamentare – le ha avallate giuridicamente, concedendo loro spazio e agibilità.

Tale è la sensazione di immobilità, di impotenza, che a volte per la disperazione mi metterei da solo per la strada a gridare Vergogna! Svegliatevi! Reagite!
Ma non servirebbe a un cazzo.
E in fondo anche questa rabbia disperata porta in sé germi pericolosi. Il nichilismo dei giovani russi che a metà dell’Ottocento si trasformarono in terroristi nacque anche dalla percezione di questa palude e di questa impotenza di fronte all’orrore di una realtà sociale e politica bloccata senza possibilità di redenzione.
La loro risposta alla domanda "Che fare?" fu un misto di romanticismo utopico e fanatismo parareligioso. L’ossimoro di disperazione non rassegnata e sogno inestirpabile di rivoluzione palingenetica li portò sull’unica strada che allora parve loro percorribile: la lotta contro la società per amore della società; lo scontro frontale con il presente nel nome del futuro; in concreto, l’assassinio politico e l’attentato (anche suicida). Il metodo non era a conti fatti meno mostruoso del drago contro cui, cavalieri poveri catapultati in un’epoca tutt’altro che cavalleresca, volevano combattere.
E quella strada si è rivelata un vicolo cieco.

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Una risposta a

  1. Cordless ha detto:

    Orrore puro. Mi riferisco a quelle divise, a quei discorsi sul reclutamento che circolano impunemente.

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