Sommo in me è il desiderio di abbandonare l’umano consorzio a sé stesso e alle sue miserie, in ispecie quello che popola il paese in cui mi toccò in sorte di nascere, e al quale non perciò mi legano altri vincoli che non siano i natali. Anzi fin dalla primissima infanzia mi trovo a vivere quivi quasi in guisa di straniero, indifferente o peggio avverso alla maggior parte delle tristi passioni che animano coloro che solo le leggi e le convenzioni chiamano miei concittadini, molte fiate ho sperimentato questa voce interiore che mi lusingava con allettanti fantasie di fuga.

Tuttavia, per motivi di famiglia e per altri impedimenti di natura pratica ma non perciò meno insormontabili, mi trovo impossibilitato a emigrare in altro paese dove i difetti nazionali mi siano più congeniali e meno molesti. Né per analoghe ragioni posso costruirmi un riparo tra i boschi in cima alle montagne, lontano dalla pazzia incivile che come una pestilenza va diffondendosi di borgo in borgo e di città in città, non risparmiando né le sparute campagne né le valli più rimote, e falcia in egual misura giovani e vecchi, ricchi e miserabili, trasformando di giorno in giorno lo stato in una lotta ferocissima tra birbanti.

Però stretto tra la tentazione di lasciare il mondo e l’impulso gettarmi con rabbia contro i mali che, affliggendo la nazione, finiscono per affliggere e soffocare la mia vita, mi struggo e in silenzio stringo i pugni, digrigno i denti come le fiere in gabbia e vado formulando i più foschi e tumultuosi propositi.

Invece bisogna pensare bene alle conseguenze, conservare il massimo di lucidità e tenersi allenati. E poi, purtroppo, tra fuga salvifica e lotta disperata, la stupidità del mio temperamento mi fa propendere per la seconda nonostante mi appaia molto più gradita la prima.

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4 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    A volte capita di leggere un post e di trovarlo assolutamente allineato con lo stato mentale ed emotivo di quel momento.
    Biblioceca.go.ilcannocchiale.it

  2. razgul ha detto:

    Però guarda che di solito non scrivo così, la mia prosa qui era solo un eco scherzoso delle mie letture – nel caso presente, i Pensieri di Leopardi… (-:

  3. Cordless ha detto:

    Allora ti saluto Giacomo che da alcuni mesi vedo quasi ogni giorno, nella piazza del paese. Il colle dell’infinito a vederlo dal vivo non è affatto infinito, e la siepe scherma relativamente il paesaggio.

  4. razgul ha detto:

    Potessi abbracciarlo da parte mia, il Giacomo…

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