Appunti di marzo

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(e una domanda preliminare sulla sopravvivenza di questo blog)

 

 

Non è che non abbia tempo di scrivere, è che non ho tempo per pensare. E sarà sempre peggio, per mesi e mesi. è un momento così. Lavori urgenti, scadenze capestro, una figlia piccola cui badare.

 

Questo piccolo spazio virtuale ormai più che seienne langue ormai da un po’, che fu un tempo teatro di pavoneggiamenti egotici e poi cella claustrale per più mature e appartate meditazioni. Tanto più che il Primo amore blog e rivista di carta si prende pressoché tutto il già poco tempo che posso dedicare alla scrittura. Perciò, mi chiedo, ha senso continuare a tenerlo in vita, ammesso che si possa chiamare vita questo stato di sospensione delle attività?

Cosa faccio: lo chiudo? Lo cancello? Lo abbandono agli spifferi come un vecchio villaggio di pietra abbandonato tra la parietaria? Lascio tutto così com’è, nella speranza sempre più vana che ritorni la vivacità d’antan?

 

Nel frattempo, contro ogni logica di rete che vorrebbe i post diluiti nel tempo e quasi in presa diretta, copio e incollo qui di seguito tutti gli scarni e monchi appuntini che ho buttato giù negli interstizi del mese di marzo. Casomai qualcuno passasse di qua e non avesse di meglio da leggere.

*

In un certo senso non capisco la ragione di tutta questa improvvisa ondata di indignazione contro papa Ratzinger. Che fosse un reazionario si sapeva: cosa si pretende da uno che ha guidato per anni l’Inquisizione? Si cita il "progressismo teologico" della sua giovinezza, ma anche mussolini da giovane era socialista. Quando all’Aids e ai preservativi, Wojtyla non disse niente di diverso allorché, nel 1993 trovandosi in visita in Uganda, dichiarò che «Il vincolo sessuale della castità è l’unico modo sicuro e virtuoso per porre fine alla tragica piaga dell’Aids che tante giovani vittime ha mietuto». Non pronunciò la parola-tabù, d’accordo, ma il senso è identico.

Non capisco per esempio perché non si perdona nulla a Benedetto XVI – parlo dell’opinione pubblica laica ma anche dei governi e delle istituzioni internazionali -, mentre a Giovanni Paolo II si concedeva di tutto. Folle oceaniche, tributo unanime di ammirazione, un culto accecato della personalità.

Forse perché faceva il pacioccone?

Certo però non si può dire che Ratzinger sia un ipocrita. Bisogna riconoscergli almeno questo: che non è doppio, diplomatico, bizantino. Che è perfettamente coerente con il suo modo di intendere la Chiesa Cattolica. Che ha assunto fino in fondo la missione di salvare il cattolicesimo dalla dissoluzione e quindi di salvare per esso il mondo.

E’ una visione, la sua, che mi ripugna e mi terrorizza per la sua malvagità: ma questo è perché credo che il progetto della Chiesa Cattolica così come è andato configurandosi nell’arco della storia sia diabolico. Dostoevskij dixit: ci si rilegga la leggenda del Grande Inquisitore contenuta nei Fratelli Karamazov: sembrerà di leggere parole scritte ieri per oggi. Ma devo confessare che questa "incapacità" diplomatica di Ratzinger mi disgusta meno del melenso e posticcio paternalismo wojtyliano, dietro cui si sono fatte passare le cose più sporche.

 

*


"berlusconi entra nella storia". No, ci è già entrato (nella storia piccola piccola dell’Italia, tanto per ridare le giuste dimensioni alla cosa, che per gli italiani è comunque una storia grande). Questa constatazione è vertiginosa.
L’altra sera discutevo con un vecchio amico dei tempi ormai preistorici in cui l’allora presidente della Repubblica Cossiga esternava quotidianamente alla nazione i suoi pensieri, le sue pulsioni e i suoi rancori. Si era nel ’91, alla vigilia di Tangentopoli (nessuno ancora se lo immaginava ma in molti speravano in un evento purificatore della politica), quelle di Kossiga erano anche, forse, le scosse di assestamento terminali della Prima Repubblica.
Il mio amico sosteneva che Kossiga fosse molto più pericoloso di berlusconi.
Kossiga è indubbiamente circondato da un’atmosfera terribile: ministro degli interni negli anni della strategia della tensione… eversione di stato, servizi segreti, stragi, trame occulte, repressione del dissenso… e quel suo modo orribile di parlare per messaggi cifrati da cui promana sempre un oscuro puzzo di minaccia…
Ma io non credo che berlusconi sia meno pericoloso di Kossiga. Quella di K. è stata un’epoca golpista. Ma da quindici anni b. agisce come catalizzatore di un immane processo di autogolpe collettivo.

*

 

Una delle sorprese più piacevoli di questo inizio 2009 è stata ritrovare via internet il vecchio Ben (che tra l’altro ha fatto una fugace comparsa in chiave romanzesca su questo blog ai suoi albori, nel periodo in cui mi sbrodolavo una prosa tronfia e romanticheggiante di cui ora mi vergogno un po’. Chi ritrova il post vince il mio plauso).

Strana cosa risentirlo dopo quasi dieci anni e provare immediatamente un senso di familiarità, come se ci fossimo sentiti l’ultima volta la settimana prima.

Un decennio! Ancora non riesco a venire a patti con le leggi che regolano lo scorrere del tempo. Non credo che ci riuscirò mai.

 

E è curioso come si deformino nella mia percezione le distanze temporali: così che, per esempio, nella mia memoria autobiografica il lasso che divide il 1999 dal 2001 è molto molto più lungo di quello che separa il tempo presente dal 2001.

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6 risposte a Appunti di marzo

  1. FireArrow ha detto:

    Rispondo solo a due delle tue considerazioni.
    La prima: infatti io non mi scaglio contro Ratzinger in particolare. Lui è esattamente come tutti gli altri. Infatti io mi scaglio contro la Chiesa Cattolica e il Vaticano. Senza sconti.

    La seconda: abbiamo idee politiche agli antipodi, io e te. Ma mi piace leggerti e ragionare sui fatti visti dalla tua prospettiva. A volte ti dò torto, a volte condivido. Insomma (oltretutto, su un tuo consiglio di alcuni post fa, sto leggendo “Lettere a nessuno” di Antonio Moresco), per farla breve, mi dispiacerebbe molto se tu chiudessi il tuo blog e/o sparissi.

    In tutti i casi, credente o non credente, ti auguro Buona Pasqua.

    p.s.: chissà come sta crescendo e diventando bella la tua Bianca…. :-)

  2. razgul ha detto:

    Grazie per Antonio M. e per tutta la risposta.

    Bianca è uno schianto, ha cinque mesi e mezzo ma al parco fa già strage di giovani cuori (-:

  3. mauritania ha detto:

    Conflitto Senegal-Mauritania: 20 anni dopo… . Ritorno su una tragedia

    Il 9 aprile 1989, Diawara (località del Senegal orientale) diventa il teatro di nuovi scontri mortali tra pastori (mauritani e contadini senegalesi. Secondo informazioni riferite dalla stampa senegalese, l’esercito mauritano era intervenuto. Due Senegalesi sono stati uccisi, molti seriamente feriti, ed una dozzina presi ostaggi. Il ministro allora di André Sonko prende apertamente posizione dichiarando al giornale “il sole„ del 17 aprile 1989 che “troppo è troppo„. Questa reazione non è stata

  4. Cordless ha detto:

    E’ l’unico spazio che continuo a leggere.
    C’è anche Il Primo Amore” ma quello lo divoro in fretta.
    Eppoi qua sembra di respirare aria di casa, sarà per le idee, il tempo che non basta mai, queste memorie che ritornano in continuazione, adesso anche i figli e il tempo dilatato e contratto secondo l’estro della mente.

  5. elos ha detto:

    Io ho bisogno di questa mansarda a cui tornare, serge.
    Non buttarne giù le mura, te ne prego.

  6. razgul ha detto:

    Grazie.

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