Obama è un punto interrogativo. Può rivelarsi un presidente mediocre, una canaglia come gli altri oppure sorprenderci tutti segnando un punto di svolta nella storia di questo secolo appena cominciato e già messo da  far schifo. Chi può dirlo, oggi? Quelli che già gli dànno contro mi fanno cagare come quelli che ne hanno fatto una specie di Messia.
A volte il destino riesce a partorire la persona giusta al momento giusto, altre volte invece, tragedia nella tragedia, i coaguli drammatici della storia non hanno conosciuto uomini all’altezza della situazione – o peggio, hanno visto salire alla ribalta le persone peggiori con esiti catastrofici. Aspettiamo e vediamo. Dopotutto, non ci vorrà molto per capire cosa succederà.
Quel che è certo, è che oggi un criminale assassino e la sua cricca di criminali assassini levano le tende. Già solo questo basterebbe a giustificare brindisi e baldoria.

(M.: "Be’, è comunque meglio Berlusconi in Italia e Obama in America che non viceversa".)

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6 risposte a

  1. FireArrow ha detto:

    Approvo in tutto. Il tempo ci dirà.

    Ed è giusto che ogni protagonista abbia il palcoscenico che gli si addice maggiormente….

  2. razgul ha detto:

    Già, c’è chi è protagonista di “Lawrence d’Arabia” o , chesso?, della “Dolce vita”, e chi è protagonista delle televendite…

  3. Cordless ha detto:

    Questa fa ridere :)) noi stiamo all’America come il grande cinema sta alle televendite? ho capito bene?
    Mi chiedo perché non possono omettere, nei discorsi ufficiali, quel “God bless America”, God c’ha un sacco da fare in questo periodo e non sa a chi dare il resto, non se ne sono ancora accorti, loro.

  4. razgul ha detto:

    I richiami a Dio da parte di costituzioni, stati ecc. danno fastidio anche a me. Prendiamo il buono che c’è a prescindere, dunque: ieri nel suo discorso Obama ha detto una cosa banalissima e semplicissima che nemmeno il più laico dei presidenti nostrani avrebbe il coraggio di dire: «Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti». Qui da noi ci si “dimentica” sistematicamente di quest’ultima categoria.

  5. razgul ha detto:

    noi stiamo all’America come il grande cinema sta alle televendite? ho capito bene?

    Be’, sì, più o meno… Però io faccio obiezione di coscienza, mi estraneo dalla televisione ed entro di soppiatto nella cinematografia scandinava (-:

  6. militante ha detto:

    sì, stiamo a vedere. nessuna illusione nessun preconcetto. gli inizi però sono incoraggianti con il primo giorno di mandato e la firma sulla prossima chiusura di guantanamo.

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