Palestina libera

Legittima difesa una minchia.
Uno stato che tiene sotto assedio un milione e mezzo di civili e poi, quando ormai sono costretti a frugare nella spazzatura,  li bombarda a casa mia è uno stato fascista. Un governo dimissionario che a fronte di sondaggi catastrofici decide di rilanciare la propria immagine mandando l’esercito per me è un governo fascista. Un’opinione pubblica che al settanta percento approva l’operato di tale governo  è secondo i miei parametri un’opinione pubblica fascistizzata.
Considerare in blocco un milione e mezzo di palestinesi ridotti alla fame come un nemico e un pericolo per l’esistenza stessa dello stato dotatodiarminucleari israeliano è un’operazione di fascismo semantico e verbale.
E non mi si venga a raccontare che questo è l’unico modo di estirpare Hamas. Questo è il modo migliore di fortificare l’estremismo, compattare i palestinesi intorno ad Hamas e gettare un’intera generazione tra le braccia dei fanatici religiosi.
 
Pregasi inoltre di notare l’immensa differenza che passa tra un reazionario francese e gli infimi schiavetti degli Stati Uniti. Al loro confronto, persino un epigono in miniatura di Napoleone III svetta come un gigante.

L’Occupazione è un crimine. Palestina libera!

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4 risposte a Palestina libera

  1. anonimo ha detto:

    Purtroppo questi ebrei hanno avuto solo e sempre violenza dalla storia, e la violenza e l’unica relazione che conoscono.
    Loro si illudono di dominare i quattro lanciatori di sassi, ma il loro castigo eterno è dato da una esistenza vissuta all’insegna della paura, del pregiudizio, schiacciati dal disprezzo internazionale, odiati da ogni vicino, da cui sono da sempre odiati. Ma è una vita decente dover fare 2 anni di servizio di leva mentre ormai nel mondo civile non la fa più nessuno? E’ una vita decente dovere costruire tanti rifugi quante sono le case, al confine con la Giordania e la Striscia di Gaza? Spesso mi sono chiesto come mai Bin Laden prima di New York non abbia sistemato Tel Aviv, ma forse la risposta sta in quanto detto prima: un popolo che deve avere paura di tutto e tutti fuori dal suo recinto è già morto…

  2. razgul ha detto:

    Car* anonim*, io non amo molto i commenti anonimi, mi piace interloquire con gente che si dà un nome, anche fittizio. Magari sei una persona a me nota che si è dimenticata di loggarsi o firmarsi: nel qual caso non te la prendere per questa mia osservazione preliminare; se invece sei un/una passante occasionale, ti pregherei la prossima volta di firmarti: è un piccolo ma significativo atto di responsabilità.

    Vengo al dunque: qui si parla di Israele, che è uno stato, e non di ebrei come fai tu. Evidentemente la differenza continua a sfuggire.
    Poi fai una generalizzazione che sinceramente mi sembra assurda: “la violenza è l’unica relazione che [gli ebrei] conoscono”.
    Allora: se la tua affermazione è riferita agli israeliani, e non agli ebrei, è ovviamente falsa giacché bastano trenta secondi di ricerca in Rete per verificare che esistono singoli intellettuali e movimenti collettivi di cittadini israeliani fortemente caratterizzati dall’impegno per la pace.
    Se la tua affermazione si riferisce agli ebrei in generale che oggi popolano il pianeta, è falsa per motivi analoghi a quelli da me appena esposti.
    Ed è falsa anche se si riferisce agli ebrei nel corso di tutta la (loro) storia, o alla storia degli ebrei: non sempre e non ovunque sono stati perseguitati.

    Infine non ho ben capito il tuo riferimento a Bin Laden e Tel Aviv.

  3. anonimo ha detto:

    Mi chiamo Alessandro e vivo nella prima cintura torinese, il commento anonimo era solo motivato dalla non voglia di perdere tempo in registrazioni…

    ti dico una cosa: che esistano 4 gatti in Israele mossi dalla voglia di pace vera non ho problemi a crederlo, ma se poi mi dici che questi abbiano una anche solo vaga rappresentatività nell’agire dello stato terrorista mi sembra francamente chiaro il contrario.
    Si, io ribadisco che la violenza è il principale modello relazionale con cui gli ebrei, probabilmente loro malgrado, si sono relazionati con la storia. Questo non vuol dire che sia l’unico, ma ripeto, ho detto il principale.
    E questo modello è quello che più facilmente sono portati a replicare.

    Ma tu hai mai avuto amici ebrei? (guarda che sono loro che si auto-ghettizzano anteponendo lo status religioso a quello civile, noi non ci sogneremmo mai di anteporre il termine cattolico o cristiano a quello nazionale, loro lo fanno regolarmente, tanto da avere identificato un intero stato con l’appartenenza religiosa dei suoi residenti -lo stato ebraico-) hai mai notato di quanta aggressività siano portatori inconsapevoli? evidentemente nemmeno se ne rendono conto, abituati come sono a doversi difendere da tutto e tutti.

    Facci caso, guarda chi è l’unico, sempre e solo l’unico stato a prendere le loro difese… gli usa, e come lo fanno? senza nemmeno entrare nel merito…loro li difendono punto, un pò come dire: dato che sono tutti contro, noi non possiamo permetterci di contraddirli, in quanto sarebbe la loro unica sponda a venire meno.
    il riferimento ad al Quaeda ( Bin Laden ) è semplicissimo, te lo rispiego: mi chiedo come mai, tra le priorità dello sceicco, ci siano stati prima gli americani (o ebrei) di new york che quelli di Tel Aviv, per una questione puramente legata alle priorità: è vero che il colonialismo americano è una enorme causa di soffocamento dei popoli del sud del mondo, ma è anche vero che l’occupazione militare degli israeliani mi sembra ben più soffocante e prioritaria…ma forse la risposta va individuata in quella grande falla esistente nellaa solidarietà pan-araba, della quale i palestinesi sono le vittime sacrificali.

  4. razgul ha detto:

    Per carità, basta un nome, anche finto, un nickname, non è che devi inviarmi la fotocopia del tuo atto di nascita! (-:

    Per quanto riguarda le cose che dici:

    Io dei “quattro gatti” israeliani che vogliono la pace (ammesso che siano davvero solo quattro) avrei più rispetto, anzi ho un immenso rispetto, perché è molto difficile andare controcorrente quando si tratta – per esempio – di rifiutarsi di imbracciare le armi. Lì è la galera sicura, e a probabile esclusione sociale. Il rischio che si assumono quei quattro gatti ne fa degli eroi, ai miei occhi.
    Peraltro stai parlando con uno che, nel corpo (politico e sociale) dello stato fascistizzante che è l’Italia della nazione, si è sempre sentito parte di un’infima minoranza priva di rilevanza politica: quindi li sento doppiamente vicini.

    Scrivi “ribadisco che la violenza è il principale modello relazionale con cui gli ebrei (…). Questo non vuol dire che sia l’unico, ma ripeto, ho detto il principale. E questo modello è quello che più facilmente sono portati a replicare.”
    Il “principale” non è l'”unico”, come invece avevi scritto prima, su questo, credo, siamo d’accordo. Resta da vedere se sia davvero il principale. Io, però, personalmente sono stufo di queste generalizzazioni, che sono gemelle speculari di quelle destroidi e fallaciane: “gli arabi sono tutti integralisti con la bava alla bocca”, “i musulmani sono tutti aspiranti kamikaze…” (e – perché no – “gli zingari sono tutti parassiti criminali sfruttatori”…).
    Ma, ammesso che sia vera l’ipotesi della violenza come principale modo relazionale, di quali ebrei stiamo parlando? Di quelli israeliani? Allora perché non parliamo di israeliani? Oppure consideri nel gruppo anche – che so? – gli ebrei vissuti per secoli tranquillamente in Persia o nell’Impero Ottomano? O anche Spinoza, che ha subito la violenza dei suoi (ex) correligionari ma non solo, ed è diventato filosofo? O Primo Levi che ha subito la violenza spaventosaa della Shoah ma è diventato scrittore e testimone? O Allen Ginsberg, poeta, ebreo, omosessuale, buddhista? O Bob Dylan? O Woody Allen, che semmai nel suo periodo d’oro ha usato la comicità come modo relazionale principale?

    Non sarà forse che la violenza è una modalità di relazione tipica dell’uomo tout court? Non ti sembra che lo stesso carattere che tu attribuisci agli ebrei viene normalmente dalla propaganda applicato agli arabi e/o ai musulmani in generale?

    L’amico più caro che io abbia mai avuto non era ebreo, ma orgogliosamente ateo. Però aveva un nonno ebreo polacco (essere ebrei e polacchi ai tempi della Seconda guerra mondiale era il massimo della sfiga, credo), il che lo portava a difendere a spada tratta qualsiasi scelta politica israeliana. A parole: ma poiché era anche un fervente comunista e una persona decisamente pacifica (molto più di me), dubito che avrebbe mai dato un seguito concreto alle proprie pose “sioniste”. Del resto, avendo una madre inglese, aveva parole di fuoco anche nei confronti degli irlandesi del nord. Ma non credo proprio che avrebbe mai partecipato a un corteo di fanatici orangisti, era molto più interessato alla marijuana, alla musica e alla figa.
    Ma quello che scrivi (“hai mai notato di quanta aggressività siano portatori inconsapevoli”) è una generalizzazione.

    Ti consiglio un sito: http://www.unacitta.it. È il sito di “Una città”, una rivista poco nota ma bellissima, forse la cosa più profonda e intelligente che si stampi in Italia in questi anni. Si tratta di un mensile di interviste di tendenza politica eretica (sinistra socialista libertaria internazionalista; i suoi maestri sono il liberale Gobetti e l’anarchico Berneri) che da anni, anche per la presenza di diversi ebrei nella redazione, si occupa della questione mediorientale con una radicalità che non ho mai trovato altrove: grande rigore e nessuno sconto nel condannare i soprusi di Israele e difendere le ragioni palestinesi, ma senza un’oncia di antisemitismo, senza ricorrere a ripugnanti paragoni storici, e dando voce anche alla parte israeliana moderata. Insomma senza nascondersi le contraddizioni, le ambiguità e le aberrazioni presenti in campo arabo.
    Previa iscrizione gratuita al loro sito, puoi accedere a uno sterminato archivio di interviste: quelle che ruotano intorno al problema palestinese sono una lettura obbligata per chi voglia uscire dal doppio vicolo cieco – mentale e spirituale – in cui ci hanno ficcati l’antisemitismo sinistroide e il filosionismo fascistoide.

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