Ricordare #2

Mi piaceva giocare con i Playmobil, avevo fortini alla Davy Crockett, cow-boys, astronauti e conquistadores spagnoli, pirati e galeoni, ma i miei preferiti per molto tempo sono stati i cavalieri medioevali con sfarzose armature, stendardi, elmi, corazze e bardature rosse per i cavalli.

In prima media ho preso una sbandata di un anno per la mitologia greca, probabilmente influenzato dal libro di lettura adottato nella mia sezione, è così per un anno ho messo in scena in lunghe sedute di gioco pomeridiano le principali vicende della epos ellenico, da Oreste all’Odissea, utilizzando i personaggi antropomorfi con teste d’animale dei Lego Fabuland. Ricordo che Odisseo (non Ulisse: i nomi erano rigorosamente greci), uno dei miei personaggi preferiti, era un tricheco.

Con i Lego ero un asso. Erano il mio gioco preferito, ancora più delle macchinine. Ne avevo di tutti i tipi, tanti da riempire un fustino di detersivo. Avevo costruito una serie di robot da combattimento, e c’era tutta una storia complicata come nei migliori anime giapponesi (solo che all’epoca li si chiamava semplicemente “cartoni animati”). Il primo robot, il mio preferito, era nero e rosso con inserti gialli e blu. Si chiamava semplicemente “Uno”. Poi c’erano Due, Tre, Quattro e così via. Se non ricordo male, sono riuscito a raggiungere l’Undici.

Ogni tanto, come nella formula uno o nei cartoni animati sulle macchine da corsa, dove la vettura del protagonista veniva via via potenziata, anche i miei robot subivano degli interventi: cambiavo un colore qua e là, per simboleggiare le modifiche strutturali.

Ricordo che ero molto piccolo, una sera che mi è parsa lunghissima – ma forse era solo un grigio e buio pomeriggio invernale – mia zia si è messa a costruire un moto gialla, uno di quei modellini da assemblare con la colla e la pazienza. Ricordo anche un aeroplano.

Il mio primo Lego era una casetta: piattaforma verde per il prato, mattoncini bianchi per i muri, mattoncini rossi triangolari per il tetto.

Poi c’è stata una moto, forse della polizia (vago ricordo di elementi cilindrici e quadrati di plastica azzurra o rossa semitrasparente, forse i lampeggianti e i fanali). Poi i Lego Technics, complicatissimi, gialli e blu con giunti cardanici grigi, perni neri ed enormi pneumatici di gomma.

[Ricordare #1]

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Una risposta a Ricordare #2

  1. anonimo ha detto:

    a casa abbiamo ancora tutto…quando vuoi rimetterti alla prova basta chiamare e io te li faccio trovare pronti…però devi costruire un robot in grandezza naturale almeno… e io ti sfiderò alla gara di macchinine di lego da sfasciare contro il muro…

    paperoga

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