cose cattive, cose buone

“Blue skies bring tears” cantava qualche anno fa Billy Corgan sul finale di uno dei suoi dischi più malcagati.
Però è vero: ogni volta che apro le imposte la mattina e il buio della cucina si apre sulla grande tovaglia celeste distesa sopra il cortile quadrato, e grumi di nubi bianche la solcano lente come studenti sulla strada per il liceo in giorno di compiti in classe, mentre il sole invisibile a quell’ora dalla mia postazione indora l’intonaco ormai sbiadito dei muri e l’aria è perfettamente gelida e asciutta, ecco, la mia memoria visiva e olfattiva (anche il gelo invernale nelle giornate serene ha un suo odore specifico) si risveglia e i ricordi affiorano sull’orlo degli occhi.

*

Non ho voglia di fare il riepilogo delle peggiori schifezze del 2008. L’anno scorso ho definito il 2007 “l’anno malvagio“. Era il periodo in cui cominciava a prendere forma tra noi redattori del Primo Amore l’idea di dedicare un numero della rivista alla cattiveria. Se rileggo a distanza di dodici mesi quel mio vecchio post, con rassegnata tristezza e un senso di ineluttabile prevedibilità constato che il 2008 ha sostanzialmente rispettato le traiettorie stabilite dal suo predecessore.
Disastro totale in Italia, dove la scontata e meritata disfatta elettorale del centrosinistra ha riportato al potere il nostro amatissimo ducetto e la sua camarilla di suini, clericofascisti e fascisti nudi e crudi.
La merda torna a galla, rilascia dichiarazioni sconcertanti nella più assoluta indifferenza, la corrosione delle istituzioni democratiche prosegue.

Gli italiani si sono – no, niente generalizzazioni, molti italiani (non saprei dire quanti ma ho l’impressione che siano tanti) si sono (ri)scoperti razzisti: e non se ne sono vergognati. Anzi.

L’anno si chiude con l’ennesimo atto di guerra israeliano, con l’ennesima crisi di quel cancro metastatizzato che è il Medio Oriente. Si chiude maledettamente male.
Brutte premesse, cattive promesse.

*

E allora parlo delle cose buone.
Obama è stato eletto presidente del mondo (dal 60% dei cittadini statunitensi iscritti alle liste elettorali, ma secondo il desiderio angosciato del 99 % della popolazione mondiale – nell’1 % sono compresi l’onorevole Gasparri, i neonazisti, gli elettori del GOP e e qualche candido blogger italiano amante dei fasciorepubblicani e dei bannerini con la bandierina a stellestrisce), suscitando nelle anime pie esagerate speranze (manco fosse il Messia) e smerdate preventive, come quella di un ormai definitivamente bollito Noam Chomsky (già peraltro non nuovo a clamorose cadute di stile) che si trova in buona compagnia di tutta una serie di movimentini supercomunisti, ultramarxisti, ipertrockisti , megacomunisti o maxianarchicoinsurrezionalisti).
Io, che fino all’ultimo sono stato sicuro della vittoria del ripugnante duo McCain-Palin e nulla di cristico mi aspetto – né in positivo né in negativo – da Obama, ho provato una moderata euforia, più o meno come dopo un paio di bicchieri di vino buono.
Io sarei cauto, e starei a vedere. Chissà mai che non combini qualcosa di buono.
Obama alla Casa Bianca è, almeno per ora, la buona cosa del 2008 su scala mondiale.

*

E l’Onda studentesca che ha rischiato di travolgere la Gelmini? C’è ancora qualcuno – per di più appartenente alle giovani generazioni, cui si usa attribuire ignoranza, conformismo e dissipazioni varie – che non riesce a resistere all’asservimento e si ribella. Soprattutto, al di là dell’avversario contingente, si ribella al pensiero unico, alla presunta legge della fisica civile per cui esiste solo e soltanto una dimensione, che è quella prescelta dal potere.
Perciò, indipendentemente da come andrà a finire, questa è decisamente la buona cosa del 2008 in Italia.

*

Infine c’è una cosa miracolosamente bella che nel 2008 è capitata nella mia vita. Una cosa che tenevo in braccio la mattina presto del giorno in cui Obama ha vinto le presidenziali e che adesso si agita sulla sdraietta mentre termino di scrivere queste righe.

Se la guardo, mi si centuplica all’istante la voglia di scendere a fare un culo così a tutto quello che va male e che rende il mondo un posto inospitale e intossicato.
E allora l’augurio che mi faccio per l’anno a venire è che, se il gioco è destinato a farsi duro, si cominci a giocare sul serio.

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5 risposte a cose cattive, cose buone

  1. Cordless ha detto:

    Come ti capisco. L’ultima buona notizia è davvero la migliore. E comunque non avevo capito che era già nata. Una bambina? e il suo nome se non sono indiscreta? auguri a tutta la famiglia.

  2. razgul ha detto:

    Bianca (-:

  3. Cordless ha detto:

    Immaginavo una Katerina o una Sonja o una Lize. Bianca è un bel nome come Clara ed Alba che rimandano allo stesso concetto. I figli sono davvero piezze e’ core. Basta adesso che divento melensa.

  4. militante ha detto:

    condivido le riserve su obama ma già se questo tizio riuscisse a frenare le isterie imperialiste del precedente governo sarebbe un gran risultato. io sono rimasto sorpreso della tenacia di questi giovani, davvero ero molto scettico sulla durata e l’estensione di questo movimento studentesco ma sono felice di essere stato smentito. per il resto sorrido per la tua pargola! :)

  5. FireArrow ha detto:

    Mia mamma si chiama Bianca…. :)
    Bellissimo nome per la tua bimba.

    Ecco, dopo aver letto tutta quella serie di avvenimenti che mi stavano predisponendo al cattivo umore, l’ultima notizia mi ha riportato il sorriso.
    Si dice che il mondo ci è solo dato in prestito, perché noi possiamo donarlo (intatto) ai nostri figli, e così via.
    Purtroppo non riusciremo mai a preservare l’integrità del mondo. I nostri figli dovranno adattarsi (come noi e più di noi) alle brutture della vita.

    Ma ti auguro un buon 2009, per te e per la tua famiglia. Che la tua bimba possa cancellare, come un colpo di spugna, le amarezze dei fatti della vita che ti circondano.
    :)

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