Terra sconsacrata

L’esercito israeliano ha scatenato una violenta offensiva contro la Striscia di Gaza, dove un milione e mezzo di palestinesi vivono sotto assedio in condizioni di vita allucinanti. Ufficialmente la reazione israeliana è una risposta alla ripresa dei lanci di razzi dalla Striscia sulle cittadine israeliane dei dintorni da parte dei miliziani di Hamas. Dopo le prime ore di bombardamenti, le vittime si contano già a centinaia. Molti sono civili innocenti.
La potenza di fuoco israeliana è tale che oggi i ruoli appaiono invertiti rispetto alla leggenda: David è il gigante, e vince ogni volta contro il rachitico Golia.
In campo palestinese si comincia a parlare di una terza Intifada, di attentati suicidi nei bus e nei caffè delle città israeliane: una modalità di lotta esecrabile, che da sola basta a svalutare qualsiasi causa, e che per di più è già stata sperimentata durante la seconda Intifada con risultati giustamente fallimentari.
Mentre gli innocenti crepano, Israele e i suoi fieri amici si preparano all’ennesima campagna internazionale di propaganda per far ingurgitare all’opinione pubblica occidentale la peggior merda come se fosse gelato (intanto in Italia ci stiamo già portando avanti col lavoro): secondo
Haaretz, Tzipi Livni ha dato istruzioni affinché i diplomatici israeliani diano vita a «un’aggressiva campagna diplomatica di relazioni pubbliche internazionale». Niente di strano, si sa che la propaganda in guerra vale quanto le armi tradizionali. Vogliono di nuovo sommergerci con la marea fognaria della disinformazione preparata a tavolino negli uffici dei ministeri e dei servizi di intelligence. Vogliono di nuovo convincerci che i civili palestinesi di ogni età dilaniati dai missili israeliani se la sono cercata, pesano meno dei corpi dilaniati israeliani.
A Tel Aviv “gli ebrei che odiano gli ebrei” scendono coraggiosamente in piazza a protestare contro il nuovo bagno di sangue e vengono arrestati dopo essere stati menati dalla polizia (un po’ come in Italia). Ne parleranno, i media italiani? Certo che no: dopotutto sono solo quattro gatti no-global.


Io provo ripugnanza per Hamas, per i metodi che usa (bella cosa sparare alla cazzo dei missili sulle case dei civili, e pazienza se ogni tanto anziché i perfidi giudei centrano per sbaglio qualche compatriota, magari minorenne: evidentemente anche dalle loro parti vale quello che si diceva qui tra cristiani qualche secolo fa, “Dio riconoscerà i suoi”) per il suo retroterra ideologico, per il suo clericofascismo. Se quello che riporta la voce su Wikipedia è corretto, non si tratta solo della più vomitevole e pericolosa paccottiglia nazista, ma di qualcosa di più. Un delirante guazzabuglio paranoico talmente assurdo che sarebbe ridicolo se non fosse preso tragicamente sul serio:

«La carta costitutiva di Hamas, scritta nel 1988, dichiara che il suo obiettivo è di "sollevare la bandiera di Allah sopra ogni pollice della Palestina", cioè di eliminare lo Stato di Israele, e di rimpiazzarlo con una teocrazia islamica.
La carta (…) dichiara che i Protocolli dei savi di Sion sono autentici, e che la massoneria, il Lions Club e il Rotary "lavorano nell’interesse del Sionismo" segretamente. I membri di Hamas inoltre dichiarano che il popolo ebraico è collettivamente responsabile della Rivoluzione francese, del "colonialismo occidentale", del comunismo e di entrambe le guerre mondiali.
I massimi leader di Hamas sono promotori della negazione dell’Olocausto. ‘Abd al-‘Aziz al-Rantisi, quand’era in vita, ha affermato che l’Olocausto non è mai avvenuto, che i sionisti erano dietro le azioni dei nazisti e che il sionismo finanziò il nazismo».

Il perfido giudeo col naso adunco e l’aria grifagna dietro la Rivoluzione francese, il nazismo, il comunismo e il rotary club! Perle assolute della voragine mentale e morale umana, di fronte alle quali l’intelletto ammutolisce.
Eppure capita ancora di sentire vecchi comunisti (vecchi anagraficamente o, peggio, vecchi ideologicamente) dire che, siccome “chi porta avanti la resistenza contro l’occupazione colonialista sionista oggi è Hamas”, bisogna supportare Hamas. Evidentemente, per loro quelli di Al Fatah sono i cadetti e i menscevichi, mentre quelli di Hamas sono i bolscevichi. O forse sono quelli di Hamas, gli utili idioti cadetti e menscevichi, mentre Al Fatah fa la parte degli zaristi e si resta in attesa che un Lenin arabo arrivi in treno da qualche Germania a Gerusalemme Est. In ogni caso, che bello far tornare sempre i conti, far quadrare sempre le proprie categorie! Quant’è comodo!
Le stesse cose che si sentivano dire ai tempi di Khomeini e della cacciata dello shah. Poi s’è visto che razza di regime è sortito dai “compagni” pasdaran. Ma cosa cazzo credono che verrebbe fuori, da una Palestina a immagine e somiglianza di Hamas? “Palestina libera Palestina rossa”, come amano cantare i quattro coglioni dei centri sociali antagonisti in ogni corteo che non si rispetti? Sì, come no.
Dicono i vecchi compagni “che ragionano ancora in termini di classe”: siamo stati in Palestina e gli esponenti di Hamas che abbiamo incontrato ci hanno fatto un’impressione positiva. Grazie al cazzo, di nuovo. Anche nella Lega Nord capita di trovare qualche amministratore locale umanamente dignitoso e che, magari, il suo lavoro politico sul territorio lo fa in maniera meno schifosa di tanti sinistroidi con la mano sull’appalto. Peccato che niente esista nel vuoto pneumatico, Herr Beliebig Schmidt nel 1941 poteva anche essere la miglior persona del mondo, ma la tesserina della NSDAP nel suo taschino conserva nella storia il peso specifico del piombo.
Dal momento che Hamas detiene oggi il controllo della Striscia, è ovvio che qualsiasi organizzazione umanitaria si trovi a dover interagire con i membri di Hamas che rivestono ruoli amministrativi. Ma da qui a conferirle legittimità, ce ne passa.
Io non riesco a conferire alcuna nobiltà alla lotta di Hamas. Possono esserci al suo interno persone buone, coraggiose, perfino eroiche, ma la causa per cui combattono resta per me aberrante.
Io non vorrei mai vedere una Palestina libera nelle mani dei clericofascisti paranoici.


Detto questo, che dire del governo israeliano? Duecento morti e trecento feriti in un giorno. E domani quanti? E dopodomani? Raid aerei, artiglieria pesante dal mare, forse un imminente attacco da terra. Le “solite” vittime civili. Quegli altri – i fascisti dell’altra sponda, quelli che sono sempre e comunque proud friends of Israel, quelli per cui  pacifisti sono pacifinti e chiunque manifesti riprovazione per la politica israeliana nei confronti del popolo palestinese è un islamonazista – diranno che se la sono cercata, che è tutta colpa di Hamas, che sono stati loro a incominciare, con i loro razzi di merda. Che l’offensiva israeliana è legittima difesa. Dicono sempre così. Per loro fare a pezzi i civili è legittima difesa.
Peccato che niente esista nel vuoto pneumatico, di nuovo: ma a nulla varrà ricordare a questi fascisti che la striscia di Gaza è sottoposta da parte israeliana a un assedio che dovrebbe – dico
dovrebbe – suscitare la più viva e invincibile indignazione in qualsiasi persona dotata di un minimo sindacale di cuore. Non servirà nulla ricordare loro che ormai gli abitanti della Striscia sono costretti a cercare il cibo nelle discariche (lo dice il Guardian, non Infopal), che gli ospedali non funzionano più, che il latte non si trova, che le fogne sono al collasso, che l’acqua è contaminata, che il 18% dei bambini dai sei mesi ai cinque anni soffre di malnutrizione cronica e il 44% di anemia. Ti risponderanno che sono dati falsi, che le agenzie ONU per la Palestina sono controllate da elementi antisemiti (giuro che è vero, l’hanno detto sul serio), oppure che è colpa degli abitanti della Striscia perché hanno appoggiato Hamas – la vera responsabile di quell’incubo – e, come insegnano le merde umane di buon senso, chi è cagione del proprio mal, pianga sé stesso”.
Ah, sì, certo, i più illuminati risponderanno che la loro salvezza dipende solo da loro, basterebbe che cacciassero a calci nel culo Hamas. Come no, certo! E d’incanto Israele si scioglierebbe in un abbraccio fraterno, vero?

Restano i fatti: uno stato dal potenziale bellico devastante, che si fregia di essere l’unica democrazia in quell’angolo barbarico di mondo eppure pullula di fanatici religiosi e partiti politici della più pura scuola fascista (un po’ come l’Italia, per intenderci), per l’ennesima volta si appresta a massacrare una popolazione civile inerme e già ridotta allo stremo. L’ennesima punizione di massa per le colpe di qualcuno.

Quali colpe? I razzi dell’altro giorno? No. L’operazione israeliana è pronta da mesi: di nuovo, a dirlo non sono i nazicomunisti antisemiti, ma l’autorevole quotidiano israeliano Haaretz.
Invece no. «La colpa è di Hamas.» Questo è stato il commento del governo USA, nella persona dell’ormai quasi ex segretario di stato Condoleezza Rice. Che Dio li perdoni, se ce la fa. Io al suo posto non ci riuscirei.

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Una risposta a Terra sconsacrata

  1. FireArrow ha detto:

    Io non li reggo più. Parole, parole, parole, solo parole. Parlano di pace, di resa, di cessate il fuoco, ma tutto dura lo spazio di un respiro.
    Per poi riprendere come e più di prima.
    Ogni giorno un bollettino di guerra farcito da centinaia di morti. Innocenti. Che siano palestinesi o (più raramente, ormai) israeliani, sono innocenti.
    Non ne posso davvero più di queste notizie.
    Ed il mondo resta a guardare, come sempre.
    Tra un quiz e la centomilionesima replica del solito film, tra donnine seminude e super ricchi poco famosi che giocano a fare i naufraghi per un giorno, tra telegiornali di parte e talk-show urlanti, guarda e alza le spalle. Indifferente.
    Intanto, degli innocenti muoiono.

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