Memoria

Mettendo ordine tra i miei quadernini – quelli che con qualche discontinuità e interruzione dal 1991 mi accompagnano in borse, zaini e tascapani (insomma, il mio sostituto ibrido di agenda e diario intimo) – ho riletto l’appunto che trascrivo qui sotto. Risale alle vacanze di Natale di undici anni fa (ricordo che ero in Francia, a svernare sulla Costa – fortunello! – e a preparare l’esame di russo 3 leggendo i racconti dell’amatissimo Čechov). “Ovviamente” vi si parla di fuga e accelerazione del tempo, che è sempre stata una delle mie ossessioni.
Lo riporto perché mi ha fatto molta impressione, per via di questa specie di effetto di
doppia rifrazione. Allora rimuginavo sul decennio ormai al tramonto, oggi rileggendomi mi rendo conto con sbigottimento che sono già arrivato al tramonto del decennio successivo. Là era un ventiquattrenne che meditava sulle ceneri della propria adolescenza, qui c’è un uomo ormai adulto e padre che si ritrova davanti al fossile scritto della propria voce giovanile. Tra i due estremi, praticamente, ci sono quasi venti anni della mia vita. Peraltro – e non è una figura retorica – fatico a distinguere il Sergio attuale dai due passati: ci sono differenze di sfumature (per esempio nel Novantuno ero infoiatissimo con la poesia di Allen Ginsberg e la letteratura beat, nel Novantasette con la poesia di Aleksandr Blok e la letteratura russa), ma la sostanza mi pare immutata (ero e resto infoiatissimo con la poesia e la letteratura).

Antibes 26 dicembre ’97

Ma il flusso del tempo che scorre sotto i piedi mette paura, distolgo gli occhi per non doverlo guardare.

Ma nel ’91 – come adesso, ero in Francia – chi pensava che questo decennio sarebbe arrivato così in fretta alla fine (portando con sé nel buco nero del passato un intero secolo e un intero millennio?)
Avevo diciott’anni appena compiuti, il tempo non andava ancora così veloce.

Oggi il cielo è nuvoloso. Quando fa brutto penso sempre al tempo che passa, sono stupido come il cane di Pavlov.

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Una risposta a Memoria

  1. FireArrow ha detto:

    Io credo che, alla fine, lo siamo tutti…. e non solo quando fa brutto…

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