Immagini già abbondantemente viste, canzoni già abbondantemente cantate.
Ma la dimenticanza e la menzogna sono peggio della polvere. Piovono come il fallout radioattivo sulle cose e ne corrodono la memoria.
Il G8 di Genova, come ho già detto altrove, appartiene a un’altra era geologica. Gli anni corrono inesorabili, le facce invecchiano, i ritagli di giornale ingialliscono. Una greve quotidianità subita o assorbita ti distrae, ti inganna, ti smangia i ricordi. Le balle si avverano, i torturatori fanno carriera, i giudici assolvono.
Oggi sono sette anni. Io penso che ci si debba sforzare di mantenere pulita la memoria, di tramandarla, senza stancarsi di raccontare quello che allora si è visto, quello che si è vissuto. Ma non solo le cariche, le fughe, le botte, la paura, il dolore: anche le parole d’ordine, anche i discorsi, anche le convinzioni con cui sfilammo e i compiti che ci eravamo prefissati. Anche gli errori, affinché – se un giorno il fiume dovesse nuovamente sgorgare da sotto terra – non si sbagli nuovamente la direzione.

Quanto a me, non ho bisogno di tenere artificialmente in vita la rabbia e l’amore che mi agitavano allora. Li sento ancora in me come un incendio che cova sotto le ceneri, in attesa di avvampare di nuovo malgrado la disillusione, la disperanza.
Non c’è più una briciola di nostalgia, il tempo ha purificato il mio sguardo. In questi giorni neri, senza vie d’uscita apparenti, mentre ci dibattiamo in questo vicolo cieco orribile, in questo cesso di paese annegato, guardandomi in faccia posso almeno in tutta coscienza dirmi “Io non sono stato indifferente”.

Oggi penso a Carlo, che è morto sette anni fa, e a tutti noi che eravamo là.

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3 risposte a

  1. Cordless ha detto:

    Le immagini hanno un impatto fortissimo. Arrivano prima delle parole scritte perché sono inequivocabili, incontestabili. Sono là e ci raccontano la storia nuda e cruda.

  2. militante ha detto:

    domenica ho sentito anch’io il bisogno di ricordare. un piccolo atto, di certo non sterile e inutile nonostante che i sette anni trascorsi mi sembrano settanta, tanto sento lontano l’entusiasmo di quei giorni.

  3. anonimo ha detto:

    sei scomparso? vacanze o troppo lavoro?

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