Riassunto delle puntate precedenti:

alla maggioranza dei cittadini non interessano che due (1) cose: che caccino gli stranieri dal sacro suolo e che taglino le tasse.
Di tutto il resto –
militarizzazione del territorio, smantellamento dell’impianto laico dello Stato, morti sul lavoro, erosione dei diritti dei lavoratori, stato d’eccezione permanente, asservimento dell’informazione, asservimento della magistratura, leggi ad personam, leggi xenofobe, repressione del (minimo) dissenso, involuzione autoritaria dello stato e della società –
chi se ne fotte?

A tutela dell’ambiente e contro il global warming: le “grandi opere” cementizie e il dissennato ritorno all’energia nucleare.
Chi se ne fotte?

La maggioranza vuole così, lo dice chiaramente: l’uomo forte, decisionista, che risolve tutti i problemi.

Poco prima delle ultime elezioni, qualcuno mi ha attaccato perché in un pezzullo apparso sul Primo amore ho scritto che “la mutazione antropologica della società italiana è avvenuta” (che è una limpida citazione pasoliniana). Mi hanno detto che il concetto tradiva il mio senso di superiorità morale e la mia forma mentis di razzista-snobista.
Bene, a due mesi di distanza non solo sottoscrivo le mie parole, ma aggiungo che non si dovrebbe più parlare di “società”, ma piuttosto di “plebe” (nel senso in cui Hannah Arendt usa questo termine nelle Origini del totalitarismo).

*

I crimini commessi dagli apparati dello stato non creano allarme sociale? A quanto pare no.
Comunque sia, questi anni sono pur serviti a qualcosa. Chi ha orecchi per intendere non può non aver inteso. Si è visto in questi anni con estrema chiarezza come dietro gli abbellimenti della tarda modernità e lo strato di cerone “democratico”, lo Stato resti quello di sempre: una forma di organizzazione della vita collettiva autoritaria e fondata sul monopolio della violenza. Non lo Stato borghese di cui parlavano i comunisti (quelli che adesso si dividono tra Partito delle Libertà, riformismo neoliberista e nostalgie vetero-brežneviane), ma lo Stato tout court degli anarchici (2).

Un esempio? Tanto per parlare di uno degli episodi di storia recente più démodé in assoluto, ecco quanto scrive Marco Imarisio sul Corriere del 18/06/08:

«Piccoli effetti collaterali da emendamento. Se la modifica al decreto sicurezza passa così com’è, in materia di G8, vedi alla voce Genova 2001, i colpevoli sono da una parte sola. Addio Bolzaneto, addio Diaz.
Le forze dell’ordine uscirebbero immacolate dal disastro di quei giorni, mentre l’unico procedimento già arrivato alla sentenza di primo grado è quello che condanna 25 manifestanti per devastazione e saccheggio, ipotesi di reato con pene previste che vanno dagli 8 ai 15 anni, e quindi restano fuori dalla sosta ai box imposta dall’emendamento blocca-processi.
Ma per Bolzaneto e Diaz la fermata equivale ad un capolinea. Tutti i reati che vedono coinvolti rispettivamente 45 persone tra poliziotti e medici e 29 tra funzionari e agenti sarebbero caduti in prescrizione nel 2009. Già così la sentenza di primo grado avrebbe avuto solo valore morale, oltre a dare il via ai risarcimenti per le vittime, nessuna conseguenza sul piano penale per gli eventuali colpevoli. Il “congelamento” dei due processi però equivale alla loro eutanasia, perché al momento della ripresa i tempi sarebbero strettissimi, basterebbero un minimo intralcio, un difetto di notifica, i ruoli pieni del tribunale o il cambio di un membro dei collegi giudicanti, per dichiarare prescritti i reati. Se il verdetto per i fatti della scuola Diaz era previsto a novembre, la beffa è doppia per Bolzaneto, «bruciata» sul traguardo.
La sentenza per le torture avvenute nella caserma sulle alture di Genova era prevista per il 16 luglio.
Se davvero andrà così, si verificherebbe lo scenario previsto dai più nichilisti tra i reduci di Genova, convinti fin dall’inizio che non vi sarebbe mai stata giustizia, neppure in tribunale, e contrapposti a quella parte di ex no global che conservava invece fiducia nello Stato. Dice Luca Casarini che “Berlusconi traduce in legge la rimozione bipartisan del G8 già intravista con il governo Prodi”. “Un’atroce beffa dopo 7 anni di indagini e udienze”, afferma il comitato Verità e giustizia, mentre Amnesty Italia ironizza sulla “sfortunata coincidenza”. Nel complesso, poca roba. Reazioni isolate e di nessun peso. Sette anni dopo, Genova 2001 si chiude (forse) in un silenzio assordante.»

*

Una notiziola di questi giorni: boom di iscrizioni alla Lega in Norditalia. Richieste di adesione a valanga anche dai tredicenni. Il partito è persino in difficoltà, fa fatica a gestire questa marea imprevista. Stiamo tornando ai balilla.
Ho una gran voglia di prendere quelli che “sei un classista sei uno snob” e mandarli tutti affanculo.

*

Perché ho scritto queste righe?  A cosa serve? A chi?
A me, per non ritrovarmi tra qualche anno a vergognarmi di me stesso. Per potermi dire "almeno non sei stato zitto".


(1) Tre con la nazionale di calcio.
(2) Il che, tra l’altro, conferma ancora una volta come l’anarchismo sia una forma-fucina di pensiero politico di gran lunga più viva e attuale di tutti gli esperimenti più o meno deliranti di socialismo scientifico che si sono susseguiti nel corso degli ultimi due secoli.

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3 risposte a

  1. Cordless ha detto:

    Serve molto a chi legge. Per non sentirsi decisamente isolati. Dell’anarchismo come anche del comunismo non riesco a tollerare l’aspetto setta, i dogmi imposti o l’assenza totale di essi.

  2. tereso ha detto:

    La vergogna[..] Duce. di Tiziano Scarpa. Una volta, ma non era molto tempo fa, la gente che votava a destra se ne vergognava: non lo diceva, o, al limite, lo ammetteva tra i denti, senza guardare direttamente negli occhi. Erano epoche belle, dove non pioveva mai, i m [..]

  3. AndreaGravina ha detto:

    serve. serve sempre dire la verità. servirà sempre dire come stanno le cose.

    Ne conosco parecchi di fessi che hanno votato lega per sentirsi piu sicuri, beh, non è servito al loro fine. E lo ripeterò fino a svenire. gli immigrati ci sono, i clandestini ci sono, i ladri ci sono, i mafiosi ci sono (in parlamento), ecc….

    A me non sembra di vivere in un posto piu sicuro di prima.
    A me sembra di vivere, punto.

    I problemi si superano e si risolvono solo se le soluzioni hanno come fine il bene comune, con le classi differenziate e i cortei di forza nuova “facciamo” ridere i polli e si devia sempre di piu dai problemi principali dell’Italia…

    L’ambiente, l’istruzione, la cultura, sono questi i punti di forza di un partito. energie rinnovabili, connessioni in rete, meno sprechi.

    sono tutti punti che possono rilanciare la fiducia nella buona politica ma che fino ad ora ho trovato solo in alcune liste civiche di comuni.

    bisogna informare. sempre.

    ps: complimenti per l’articolo.

    A.G.

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