«Non essere trascurato nelle tue azioni, né confuso nelle tue parole, né disordinato nei tuoi pensieri; non deprimerti e non eccitarti troppo, e làsciati del tempo libero nella vita.
Ti ammazzano, ti fanno a pezzi, ti maledicono. A che serve, se la tua mente resta pura, limpida, sobria, giusta? È come se uno si fermasse davanti a una sorgente chiara e dolce e si mettesse a insultarla, ma essa continuasse a far sgorgare acqua potabile; e anche se quello vi gettasse dentro fango o sterco, essa li disperderebbe subito trascinandoli via, e non ne resterebbe per niente inquinata. Come potrai dunque avere in te una tale sorgente perenne, non un pozzo? Conservando ogni momento intatta la tua libertà con serenità, semplicità e modestia.»
(Marco Aurelio, Pensieri, VIII, 51)

E ancora:

«Alcuni vanno alla ricerca di luoghi in cui ritirarsi, in campagna, al mare o sui monti, e anche tu hai l’abitudine di desiderare ardentemente tutto questo. Però è quanto mai sciocco, dato che puoi, in qualunque momento tu lo voglia, ritirarti in te stesso. Perché in nessun luogo più tranquillo e calmo della propria anima ci si può ritirare; soprattutto se si hanno dentro di sé princìpi tali che, al solo contemplarli, si acquista una perfetta serenità. E per serenità non intendo altro che ordine interiore. Concediti quindi costantemente questo ritiro e in esso rinnovati. Brevi e fondamentali siano però le considerazioni che farai, tali da bastare, appena si presenteranno al tuo spirito, a cancellare ogni dolore e a rimandarti senza disgusto alla vita a cui devi tornare.»
(Pensieri, IV, 3)

*

IE *agro-, campo (lat. ager), si dice provenga dalla radice *ag-, condurre, guidare (lat. ago, agere), nel senso di “luogo dove si conducono gli animali (al pascolo”). Ma in sumero agar: campo. Coincidenza? Prestito? Remotissima parentela o filiazione?
Così anche “Europa”: parola genuinamente greca (euròp-, “dagli occhi grandi”) o prestito semitico (fenicio’ereb: occidente)? Sta di fatto che, nella mitologia greca, Europa è la figlia di Agenore, il re fenicio di Tiro.
Eppure persino i nostratisti non attribuiscono che una parentela lontana ai gruppi indoeuropeo e afroasiatico. Mistero mistero mistero.

[Sì, lo so che il sumero non è una lingua semitica.]

*

Storia vera.
Un homo deficiens italicus apprende che una zingara ha cercato di rapire una bambina (così pare, anche se la notizia è presto scomparsa dai giornali e non si sa come proceda l’inchiesta) e che uno zingaro è stato arrestato perché picchiava il figlioletto piccolo “colpevole” di non saper elemosinare. Quindi, dopo le doverose premesse (fermo restando che non sono cattivo ecc.), lancia la fatidica domanda: “cosa vogliono i rom?”
Ora, se io leggo che a Lainate una vecchia italiana teneva segregata in cantina una contadina rumena, sono legittimato a lanciare la fatidica domanda “cosa vogliono i (vecchi) lainatesi?”

[Sì, lo so che rom e  rumeni non sono la stessa cosa.]

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