L'eccezione o la norma

Simone, un compagno di liceo di Raffaele Delle Donne (uno dei cinque picchiatori fascisti di Verona), al giornalista di Repubblica Giuseppe d’Avanzo:

«In questa storia, si usano le parole per nascondere quel che è accaduto e ancora può accadere. Si dice: Raffaele era un bullo. Non lo era. Si dice: è un delinquente. Non lo era. Si dice: è solo una mela marcia, è un caso isolato. È falso che sia la sola mela marcia del cesto, il caso non è isolato ma addirittura, nella sua assurdità, ordinario. Si dice: la politica non c’entra. E invece, c’entra, eccome, se politica è l’odio per il diverso, se politica è un’ideologia diffusa là fuori che legittima chi vuole liberarsi di chi non è uguale a te, per colore della pelle, per convinzioni, per religione, per la lunghezza dei capelli. Tutto questo ha un nome: razzismo, xenofobia. Se si usano le parole appropriate, le ragioni della morte di Nicola – e di quel ha combinato Raffaele con i suoi amici – saranno evidenti. È quel che dovreste fare: chiamare le cose con il proprio nome.»

(Giuseppe D’Avanzo, "Raffaele e le anime nere di Verona. Educazione di un neonazista", La Repubblica, 08/05/08.)

Questo pezzo mi ha colpito perché coglie a suo modo una distorsione lessicale/semantica secondo me nevralgica in tutto il discorso creatosi attorno ai fatti di Verona. Oberato come sono di impegni non credo che in questi giorni riuscirò a sviluppare un ragionamento minimamente coerente e comprensibile, anche se mi piacerebbe. Dico solo che il ricorso compulsivo sui mass media al termine/categoria "naziskin" mi sembra non solo errato e fuorviante, ma – peggio – credo che sia stato volutamente adottato come strumento di una precisa strategia comunicativa di disinformazione.

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Una risposta a L'eccezione o la norma

  1. Cordless ha detto:

    Sono perfettamente daccordo, l’ideologia dell’odio, la contapposizione tra popoli di serie A e di serie B, la negazione dell’universalità della natura umana sono le tesi che giustificano le azioni punitive. La corresponsabilità è diretta. Tutto questo mi fa pensare a quelli che vorremmo fossero concetti sepolti, patria, terra, e che cosa c’era ancora? non ricordo morte forse.

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