«Una composizione di classe nuova attende oggi risposte concrete. Ha trascinato i burocrati fuori dal Parlamento per farli, a forza, extraparlamentari. O troveranno una nuova vita nelle piazze, o Beppe Grillo seguiterà a godere dei frutti di una scelta strategica giusta. La sinistra consapevole di sé è diffusa nella marcia società italiana. Centinaia di centri sociali, di organizzazioni locali nate su problemi specifici, di istanze sindacali di base attendono di prendere la parola.
La si pianti di essere partitino – la falce e martello, chissenefrega – e si sia composizione di classe. Forse, allora, si troveranno i voti necessari, se è a questo a cui si tiene.
Altrimenti si riceveranno pernacchie. Il degno accompagnamento delle ultime elezioni. Una composizione di classe non ha pietà. Spernacchia ex alleati passati al nemico, “classi operaie” prossime alla pensione e diventate razziste, forme istituzionali che non la rispettano, sindaci che si inventano nemici per meglio abbatterli.
Che tutto ciò vada affanculo. Si vota (a volte) per dovere, ogni tanto per piacere. E’ nella società che li si contrasta, i porconi. Qui, nelle piazze, è atteso ciò che resta della sinistra parlamentare. O viene in tempi utili o si farà da soli.» (
Valerio Evangelisti su Carmilla.)

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5 risposte a

  1. Cordless ha detto:

    Otto ore per lavorare, otto per studiare, otto per dormire, riposarsi, sognare. Questa lettura è l’esempio lampante di come le parole possano essere davvero indispensabili per provare a respirare di nuovo. L’analisi del lavoro, di come esso abbia assunto in ogni segmento della catena sociale, non tralasciando “la produzione intellettuale”, la connotazione di precario è davvero centrata.Come la dispersione del concetto di classe, la necessità di rinnovare linguaggio, strutture, strategie per adeguarle alla stravolta situazione sociale. E’ vero le contraddizioni oggettive non sono più quelle in cui Marx si trovava ad incidere e Trotski si fatica a ricollegarlo alla nostra epoca. Quindi resta la piazza e la sinistra che si è rintanata in casa ripiegando su quello che le è rimasto. Quel “o faremo da soli” in finale poi non è male.

  2. razgul ha detto:

    Infatti.
    Nella loro impietosa lucidità, ho trovato le parole del magister rincuoranti.

  3. pistorius ha detto:

    Mah!
    Evangelisti proprio non mi convince, non c’è nulla da fare.
    Per me cerca l’effetto della parola, ma i contenuti non li vedo proprio, a partire dalla critica (giusta) a falce e martello per poi riproporre la (vetero) sinistra di classe (composizione di classe), seppur mandando vaffa gli operai: chissà di che classe si parla…
    Attendo che lui (che pare abiti (“qui”) nelle piazze) e altri inizino a fare da soli. E senza ironia. Magari a livello di fatti potrei anche essere convinto e unirmi ai “piazzisti”.
    Lorenz

  4. Cordless ha detto:

    A me non sembra proprio che proponga la restaurazione della sinistra, al contrario una sua evoluzione radicale. Manda affanculo alcuni operai, che, come scherzosamente definisce, prossimi alla pensione, si dissociano da tutto ciò che non li riguarda in primis perché fuori dai giochi, lo fa metaforicamente credo per tirare dentro chiunque sia altrove rispetto a dove dovrebbe essere. Di che classe parla? a me quella parte è sembrata la più bella, perché effettivamente oggi il lavoro precario umilia, sfrutta non solo la classe operaia ma agisce a raggio “democraticamente” affossando la pluralità.

  5. razgul ha detto:

    Cordless hai risposto al posto mio, concordo in tutto con te.

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