Votare fa schifo, votare è necessario

Bene, tutti quanti sicuramente avrete letto o sentito delle ultime esternazioni di **rlusconi e dei suoi.
Attacchi al capo dello Stato, ai magistrati (antimafia, anche se non lo dicono esplicitamente), alla memoria della Resistenza antifascista e alla Costituzione repubblicana che da essa è scaturita.
Niente di nuovo, niente che non sia già stato detto. È dal 1994 che **rlusconi va ripetendo le stesse cose.
Gli attacchi alla Costituzione: ne abbiamo fermato uno con il voto referendario non più di due anni fa.
Altri attacchi, condotti con la perseveranza di una goccia, hanno scavato la pietra.
La mutazione antropologica della società italiana è avvenuta.

Siccome le parole sono importanti, voglio prendere le loro dichiarazioni sul serio, e non come semplici sparate elettorali.

“Ci sono da fare tante, troppe cose per un governo che avrà contro molto, se non tutto, il sistema istituzionale italiano: credo che la prima cosa da cambiare sarà la nostra architettura istituzionale.” **lvio **rlusconi, 4 aprile 2008 (qui).

“I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione.” **rcello dell’Ut**, 8 aprile 2008 (qui).

“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, è morto per causa mia… Era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il Presidente **rlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo.” **rcello dell’Ut**, idem.

“Sono d’accordo [con **rcello dell’Ut**] perché quando era in carcere ed era malato, [Mangano eroicamente] non inventò mai nulla su di me.” **lvio **rlusconi, 9 aprile 2008 (qui).

Cosa se ne deduce? Che un eventuale prossimo governo di centrodestra ha intenzione, tra le altre cose, di:
– riscrivere i libri di storia, perché quelli attualmente in uso nelle scuole sono pieni di menzogne filocomuniste;
– promuovere una campagna revisionista che faccia piazza pulita del mito della Resistenza;
– modificare l’assetto costituzionale del nostro Paese.

E questo è solo un piccolo e limitato esempio.

*

Qualche notizia biografica per i più giovani:

**rcello dell’Ut**, siciliano, è stato il fondatore di **rza Ital**, l’uomo che ha costruito e organizzato il partito di **rlusconi. Ex senatore della Repubblica, nel dicembre del 2004 è stato condannato in primo grado a NOVE anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Vittorio Mangano (1940-2000): il celebre “stalliere di Arcore”, oggi a quanto pare tramutatosi postumamente in “eroico fattore”. Siciliano, indicato come “uomo d’onore” affiliato a Cosa Nostra durante il maxiprocesso di Palermo (1986-87), Mangano lavorò come stalliere con funzioni di amministratore nella villa di Arcore di **lvio **rlusconi, nella quale visse tra il 1973 e il 1975. Era stato proprio **rcello dell’Ut** a proporre Mangano a **rlusconi (traggo le informazioni da qui).
Pochi mesi prima di essere ucciso, il magistrato Paolo Borsellino definì in un’intervista Mangano come “una delle teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”.
Nel luglio del 2000 Mangano fu condannato in primo grado all’ergastolo per duplice omicidio. Quando **rlusconi dice “non ci risulta siano state pronunciate sentenze definitive nei suoi confronti”, si dimentica di specificare che il procedimento penale è finito perché l’imputato è morto.

*

Io penso così, lo dico sinceramente: davanti all’ennesima riemersione della strategia eversiva di una certa parte politica, che – di nuovo, non è una novità – mira a picconare le già traballanti istituzioni democratiche, rifiutarsi di andare a votare è un atto pura imbecillità.

Dunque, pur partendo da posizioni “anarchiche” (metto il termine tra virgolette perché anche questa categoria mi va stretta), io andrò a votare.
Lo so, lo so, gli anarchici non vanno a votare e invitano a non farlo. Ma anche nel mio “anarchismo” mi piace ritagliarmi un piccolo spazio di eresia: se non si è eretici anche nell’anarchia, che razza di anarchici si è?

So bene, e l’ho scritto infinite volte, che la politica parlamentare con tutte le sue brutture, le sue chiusure e il suo vergognoso decadimento, costituisce solo una piccola porzione della politica. Quasi tutto si gioca altrove, alle spalle di quei politici (molte volte oggettivamente impresentabili) che oggi mass media e demagoghi d’accatto additano alla pubblica riprovazione con il preciso scopo di allontanare i nostri sguardi e la nostra indignazione dai “mandanti”.
Eppure, un segmento della gestione della polis continua a passare anche per il parlamento: perciò, senza farmi illusioni e ben sapendo che il mio voto non avrà nulla di cui andare fieri, dico che oggi anche il voto è una necessità.

Non mi aspetto niente. Nello scegliere presterò certamente un’attenzione particolare ai temi dell’ambientalismo (quello vero, non quello che chiama sviluppo sostenibile il ritorno al nucleare, la TAV, gli inceneritori e la cementificazione del territorio), dell’antimilitarismo, della difesa della laicità, della lotta al precariato e per l’estensione dei diritti civili. Ma non mi aspetto niente. Del resto, il mio motto come potete leggerlo in esergo a questo blog è chiaro.


Concludo questo mio umilissimo appello alla "disperazione inarresa" e per l’applicazione responsabile del principio di riduzione del danno parafrasando – e che Emiliano Zapata mi perdoni per l’uso improprio e sproporzionato – il subcomandante Marcos.
A chi, di fronte a una classe politica penosamente inadeguata e a un verdetto elettorale che sembra già deciso, si domanda se il voto possa servire in concreto a qualcosa: la questione non è se serva o no. La domanda che tutti dovremmo farci è un’altra: potremo vivere con la vergogna di non aver fatto tutto il possibile per evitare e fermare questo pericolo
?

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4 risposte a Votare fa schifo, votare è necessario

  1. militante ha detto:

    non sono d’accordo raz.. chi pratica l’astensionismo meditato e non qualunquista merita rispetto ed è ingiusto qualificarlo come imbecille. detto questo sono caduto per anni nella trappola del “voto utile”, del “votiamo il meno peggio”, del “ma vuoi che vinca berlusconi?” e sinceramente mi sono rotto il cazzo. le operazioni revisioniste promesse dovranno essere combattute ma non penso che il campo istituzionale sia ormai il terreno utile per fare un certo tipo di lotta.

  2. razgul ha detto:

    Attenzione, io ho detto che chi non vota secondo me compie un atto di imbecillità, non che è un imbecille.
    Un imbecille è imbecille sempre, per così dire naturaliter; ma chiunque nella vita, nessuno escluso, può fare una cazzata – anche il più saggio tra i saggi (del resto anche Gesù che era per metà un dio ne ha fatta almeno una, quando ha fatto seccare un povero fico innocente…). Mi sembra che tra i due concetti la differenza sia sostanziale.

    Comunque il mio non è il solito appello a votare il meno peggio, almeno nelle mie intenzioni (che come si sa possono essere ben diverse dai risultati). La categoria del “meno peggio” può avere valore solo per chi ancora è convinto che la politica siano tout court i partiti, e perciò ha una visione ingenua, illusoria e minima della politica. Che so, un seguace di Beppegrillo, per fare un esempio. Ma, come ho scritto, io credo che la politica parlamentare sia solo un minuscolo segmento della politica.

  3. Matto1789 ha detto:

    io credo che l’astensionismo invece sia un’ottima arma. Una manifestazione di 2 milioni di persone vale quanto un parlamento, anzi molto di più!

  4. razgul ha detto:

    E’ bello essere immuni dalla realtà.

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