Secondo voci sempre più insistenti, nel 2009 la Russia sarà ospite d’onore alla Fiera del Libro di Torino. Per protestare contro questo invito scellerato, il Comitato Cecenia ha diffuso il seguente appello, che sottoscrivo senza esitazioni. Invito tutti ad aderire alla mobilitazione.

NO ALLA RUSSIA OSPITE D’ONORE DELLA FIERA DEL LIBRO DI TORINO 2009

In solidarietà con il popolo ceceno

Siamo qui oggi perché riteniamo inaccettabile la presenza e la celebrazione della nascita della Federazione Russa alla Fiera del Libro di Torino. Siamo disgustati da quanto organizzato e siamo allibiti nel vedere il mondo della cultura "patinata" schierarsi al fianco di chi con metodo, lavora per annientare la Cecenia e i ceceni. Schierarsi, perché questo fanno gli organizzatori della fiera celebrando la Russia, e lo fanno partecipando e incrementando un’operazione di marketing politico bella e buona, visto che lo stesso fa il salone del libro di Berlino.
In Europa si celebra la Russia e in Cecenia la Russia è quello stato che attraverso i suoi eserciti uccide uomini, donne e bambini ceceni ogni giorno; con la guerra, con le bombe, con la fame. Stupra, depreda, massacra ed amplia i suoi confini a discapito di un popolo che da quindici anni vive in prigioni a cielo aperto, in città martoriate, in campi profughi sempre più vasti. Questo fate, vi schierate apertamente, perché questo vuol dire ergere la Russia a paese ospite d’onore della Fiera. Certo direte che la cultura promuove il dialogo, che è sopra le parti, che avete invitato scrittori che criticano le politiche del governo, che c’è posto anche per qualche scrittore ceceno.
Certo, son le solite parole di circostanza ma la realtà è un’altra ed è una, sola ed è inequivocabile: celebrare la Russia con un conflitto in atto significa in quel conflitto prendere parte, prenderne parte addirittura.
Non ci sembra che ci siano stati altri inviti a popoli e stati che celebravano la propria indipendenza, non ci sembra che abbiate invitato i monaci birmani che tanto hanno stretto al cuore il mondo della cultura.
Voi signori partecipate alla propaganda che è cosa ben diversa dalla cultura. Tra oppressore e oppresso c’è una bella differenza e voi così vi schierate al fianco del più forte.
Siamo qui perché a differenza di alcuni, noi siamo schierati, siamo di parte, sappiamo e scegliamo da che parte stare: stiamo con la Cecenia e sosteniamo la lotta del popolo ceceno. Senza mezzi termini, senza ma, senza precisazioni. Stiamo con le vittime della guerra che insanguina il Medioriente, non con i responsabili. Non stiamo con chi massacra i civili o assedia territori interi; non reputiamo onorevole invitare chi bombarda villaggi, città ed erge check-point ovunque.
Siamo qui per chiedere il ritiro dell’iniziativa di avere la Russia ospite d’onore della Fiera del Libro di Torino.
Siamo qui oggi per lanciare una mobilitazione permanente contro la scelta della Fiera di avere la Russia come paese ospite a Torino e qui oggi lanciamo la campagna di lotta e boicottaggio della fiera con:

– UN CORTEO NAZIONALE IL 29 MARZO PER RICHIEDERE LA REVOCA DELL’INVITO ALLA RUSSIA
– UN CONVEGNO SUL PANSLAVISMO E LA PERSECUZIONE STALINIANA DEL 1944 IL 9 MAGGIO
– UN CORTEO NAZIONALE IL 10 MAGGIO IN SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO CECENO
– UN CONTRO-SALONE DOVE VERRANNO OSPITATI GLI EDITORI SENSIBILI ALLA LOTTA CECENA, CON EVENTI, CONFERENZE E DIBATTITI
– BOICOTTAGGIO E AZIONI DI DISTURBO DELLA FIERA

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7 risposte a

  1. pistorius ha detto:

    Allora non sei più in nome della letteratura…
    Sarai cmq molto più tollerato nel tuo boicottaggio, dont worry, la Russia non la sostiene più né la destra nè la sinistra, altro che israele! sostenuto da quasi tutti!, non ci sono comunità russe che hanno peso sui media – altro che Pacifici che va in tivù a denunciare siti antisemiti, e poi… – l’insulto di essere antirusso non è all’ordine del giorno:
    pensaci bene, che gusto hai a boicottare? potresti avere quasi tutti dalla tua parte tranne un certo amico di Putin di nome Berlusconi…
    Lorenz

  2. anonimo ha detto:

    e della presenza d’Israele che ne pensi? c’è un articolo di certo Moresco Antonio, nella vostra rivista, che a me sembra sensato e potrebbe estendersi anche al fatto della presenza Russa, dura condanna politica ma rifiuto di estendere questa visione al panorama letterario esistente.

  3. anonimo ha detto:

    L’anonimo era cordless.

  4. razgul ha detto:

    Be’, dunque, in realtà questo sulla Russia è un falso, semplicemente ho preso il testo del volantino distribuito dai “compagni” che hanno occupato giorni fa a Torino la sede della fondazione Fiera per protestare contro l’invito a Israele; ho sostituito la parola “Israele” con “Russia” e “palestinesi” con “ceceni”.
    Era un mio modo di rispondere polemicamente a chi ha criticato i firmatari dell’appello pro-Israele alla Fiera del Libro (tra i quali figuro anch’io).

    E’ ovvio che sarei contrario al boicottaggio contro la Russia così come lo sono nel caso di Israele.
    Anche se non mi nascondo – come fanno certuni – gli orrendi crimini contro l’umanità che in Cecenia la Russia ha commesso (e continua a commettere); e anche se penso del comportamento israeliano nei confronti dei palestinesi le cose peggiori.

    La posizione espressa da Moresco rispecchia esattamente la mia (lui però l’ha espressa come mai io sarei in grado di fare).

  5. Cordless ha detto:

    Era solo una provocazione, sono lenta spesso a capire.

  6. razgul ha detto:

    No, è che messa così senza spiegazioni può effettivamente trarre in inganno, soprattutto se non si hanno presenti certi elementi della querelle…

  7. georgiamada ha detto:

    ah ah ah ah ah
    lo vedo solo ora :-),
    però … rimane il problemuccio dell’egitto, quale scusa si trova stavolta per rimandarlo al 2010? la nascita di qualche faraone? Oppure gli inventiamo che si celebrano i 40 anni dalla morte di nasser?
    Riguardo alla celebrazione nazionalista di israele ti faccio presente che l’ambasciata e il ministero ha fatto in modo di essere quest’anno presente a Londra, a Parigi … e chiaro che era importante anche l’italia, anche se quei pasticcioni di torino si erano già impegnati con l’egitto, ma non ti viene neanche qualche piccolo dubbio?
    Davvero a me la cosa non va giù. La letteratura israeliana è molto interessante, molto di più di quanto si pensi, ma ancora di più lo è se si esaminano insieme le due letterature: palestinese e israeliana. Israeliani che inizialmente scrivevano in arabo e arabi che scrivono tutt’ora in ebraico. Israeliani e arabi che scrivono in ambedue le lingue e si traducono da soli i libri. Portavoce, in barba alla politica e ai signori della guerra, di due culture. E’ una cosa rara e formidabile (culturalmente parlando), ma questa rarità non può certo essere presentata in occasione di una data nazionalista che divide così crudelmente i due popoli. Non credi che la scelta politika dell’anno ci abbia privato tutti di qualcosa?
    Il problema è che quando entra in campo la politica come un panzer la letteratura va sempre nell’angolo.
    geo

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